Rimoderniamo il Simonetta Lamberti: via le reti, restituiamo dignità al nostro stadio


Rimoderniamo il Simonetta Lamberti: via le reti, restituiamo dignità al nostro stadio
Il problema
A chi è indirizzata:
Comune di Cava de’ Tirreni
Regione Campania
Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo
Questura di Salerno
Cavese 1919
Descrizione della petizione:
Noi sottoscritti, cavesi e tifosi della Cavese ovunque nel mondo, non chiediamo più: pretendiamo.
Pretendiamo che le autorità competenti intervengano in modo serio, immediato e definitivo sullo Stadio Simonetta Lamberti, perché non è più tollerabile assistere all’abbandono, all’indifferenza e alla presa in giro di un’intera comunità.
Chiediamo:
La riqualificazione vera dell’area antistante ai Distinti e alla Curva Nord, da anni ridotta a un cimitero di promesse.
Un progetto di ammodernamento dell’impianto che guardi al futuro, non alle solite logiche di rattoppo e tornaconto.
Quelle reti e quel filo spinato non servono a proteggere: servono a offendere.
Offendono la vista, la memoria, l’intelligenza di chi ama questa maglia.
Sono il simbolo di un calcio vecchio, di un potere che ha paura della propria gente, di una distanza che non ha più senso.
Ostacolano la visibilità e avvelenano l’atmosfera.
Parlano di punizione, non di fiducia.
Parlano di diffidenza, non di comunità.
Le promesse, troppe volte, hanno avuto il sapore amaro della convenienza.
Siamo stanchi di chi usa lo stadio come passerella o strumento elettorale.
Il Simonetta Lamberti è della città, non di chi lo nomina solo per tornaconto.
Qui non parliamo solo di calcio.
Parliamo di un nonno che prende per mano il nipote sotto i portici e lo porta a vivere un sogno.
Parliamo di chi viene da lontano per ritrovare casa, identità, orgoglio.
FIRMIAMO questa petizione per dire basta.
Perché la nostra dignità non è negoziabile.
Perché un popolo dietro il filo spinato non è libero: è prigioniero.
E ricordate:
“Un popolo dietro le reti non è libero: è tenuto a bada.
Ma noi non siamo gregge, siamo aquile.
E le aquile non si addomesticano.
Si alzano in volo e reclamano il cielo che gli spetta.”
Il problema
A chi è indirizzata:
Comune di Cava de’ Tirreni
Regione Campania
Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo
Questura di Salerno
Cavese 1919
Descrizione della petizione:
Noi sottoscritti, cavesi e tifosi della Cavese ovunque nel mondo, non chiediamo più: pretendiamo.
Pretendiamo che le autorità competenti intervengano in modo serio, immediato e definitivo sullo Stadio Simonetta Lamberti, perché non è più tollerabile assistere all’abbandono, all’indifferenza e alla presa in giro di un’intera comunità.
Chiediamo:
La riqualificazione vera dell’area antistante ai Distinti e alla Curva Nord, da anni ridotta a un cimitero di promesse.
Un progetto di ammodernamento dell’impianto che guardi al futuro, non alle solite logiche di rattoppo e tornaconto.
Quelle reti e quel filo spinato non servono a proteggere: servono a offendere.
Offendono la vista, la memoria, l’intelligenza di chi ama questa maglia.
Sono il simbolo di un calcio vecchio, di un potere che ha paura della propria gente, di una distanza che non ha più senso.
Ostacolano la visibilità e avvelenano l’atmosfera.
Parlano di punizione, non di fiducia.
Parlano di diffidenza, non di comunità.
Le promesse, troppe volte, hanno avuto il sapore amaro della convenienza.
Siamo stanchi di chi usa lo stadio come passerella o strumento elettorale.
Il Simonetta Lamberti è della città, non di chi lo nomina solo per tornaconto.
Qui non parliamo solo di calcio.
Parliamo di un nonno che prende per mano il nipote sotto i portici e lo porta a vivere un sogno.
Parliamo di chi viene da lontano per ritrovare casa, identità, orgoglio.
FIRMIAMO questa petizione per dire basta.
Perché la nostra dignità non è negoziabile.
Perché un popolo dietro il filo spinato non è libero: è prigioniero.
E ricordate:
“Un popolo dietro le reti non è libero: è tenuto a bada.
Ma noi non siamo gregge, siamo aquile.
E le aquile non si addomesticano.
Si alzano in volo e reclamano il cielo che gli spetta.”
Vittoria
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Petizione creata in data 6 maggio 2025