

Da oltre 10 anni diventare Guida Turistica in Italia è quasi impossibile: è giusto?
Il problema
Non è solo ingiusto, è un grave danno economico e occupazionale e lascia il campo libero all'abusivismo e al mercato opaco dei patentini esteri.
Aggiornamento 24 Luglio 2026
𝗟𝗘𝗧𝗧𝗘𝗥𝗔 𝗔𝗣𝗘𝗥𝗧𝗔 𝗔𝗟 𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗧𝗨𝗥𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗚𝗜𝗔𝗡𝗠𝗔𝗥𝗖𝗢 𝗠𝗔𝗭𝗭𝗜
IL DIRITTO AL LAVORO NON PUÒ ESSERE ALEATORIO
* Estratto *
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗲𝘀𝗮𝗺𝗲
La legge prevede già che l’esame sia indetto con cadenza almeno annuale.
Chiediamo che questa previsione si traduca in un calendario annuale fisso, prevedibile, comunicato con largo anticipo e compatibile con la stagionalità turistica: prova scritta a novembre, prove orali e tecnico-pratiche a febbraio e conclusione della procedura, con rilascio del titolo, entro marzo.
Anche il programma deve essere fisso, stabile e chiaramente delimitato. Deve basarsi sulle materie previste dalla normativa ed essere accompagnato da una bibliografia ufficiale e dall’indicazione precisa del livello di approfondimento richiesto.
I contenuti e i confini della preparazione non possono cambiare da un bando all’altro. Eventuali aggiornamenti, resi necessari da modifiche normative o da ragioni oggettive, devono essere limitati, motivati e comunicati con congruo anticipo.
La prova scritta dovrebbe riguardare le conoscenze fondanti della professione.
La prova orale dovrebbe verificare la comprensione dei concetti generali delle materie comuni, la capacità di collegare e contestualizzare e la conoscenza di una lista delimitata di argomenti e luoghi relativi alla regione o all’ambito territoriale scelto dalla candidata o dal candidato, senza limitare la validità nazionale dell’abilitazione.
𝗨𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼-𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮
La prova tecnico-pratica deve essere un’autentica simulazione di visita guidata, non un’improvvisazione su un luogo mai visto.
Deve riguardare un sito che la candidata o il candidato conosca e abbia potuto visitare concretamente, individuato all’interno della regione o dell’ambito territoriale scelto come campo elettivo di preparazione.
La lista dei siti deve essere pubblica, delimitata e conosciuta con largo anticipo. Il singolo sito dovrebbe poi essere estratto e assegnato alcuni giorni prima della prova, lasciando alla persona il tempo necessario per effettuare o ripetere un sopralluogo, verificare le fonti e preparare una vera visita guidata.
La candidata o il candidato dovrebbe presentare un progetto che indichi: pubblico e obiettivi della visita, itinerario, tappe e tempi, selezione e organizzazione dei contenuti, modalità narrative e comunicative, accessibilità e inclusività, sicurezza e gestione del gruppo, possibili imprevisti e soluzioni alternative.
𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗶𝘀𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼. 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗮, 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼, 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗻𝘁𝗶, 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝗹𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶, 𝘀𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼.
𝗨𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁𝗮̀.
Le commissioni devono inoltre ricevere procedure vincolanti, griglie comuni e una formazione preventiva. Le domande devono essere validate da esperti delle materie e esperti di valutazione. In diritto, per esempio, deve essere valutata la comprensione e l’applicazione dei principi, non la capacità di ricordare il numero di un articolo.
Non sarebbe un esame più facile. Sarebbe un esame progettato bene.
𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗽𝗲𝗴𝗻𝗲𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲
Questa procedura sta trasformando la passione in ansia, il desiderio di conoscere nella paura di non ricordare il dettaglio più remoto, il gusto dello studio in una corsa sfiancante contro l’imprevedibilità.
Le candidate e i candidati desiderano trasformare la loro passione per l’arte, la storia, la cultura, i paesaggi e il patrimonio italiano in una professione utile al Paese. Non chiedono che le porte vengano spalancate senza regole. Chiedono che non vengano chiuse attraverso prove aleatorie e sproporzionate.
Questo capitale umano e culturale dovrebbe essere accolto come una risorsa, non mortificato da una procedura enciclopedica, disomogenea e affidata alla casualità.
Signor Ministro, la professione di guida turistica è una professione regolamentata nell’interesse del Paese e deve rimanere accessibile a tutte le persone che dimostrino di possedere i requisiti necessari per svolgerla.
Una PA non dovrebbe erigere ostacoli sproporzionati davanti a chi vuole lavorare ma rimuoverli, garantendo qualità, imparzialità e pari opportunità.
Perché il diritto al lavoro non può dipendere dalla fortuna. E perché abilitare tutte le persone realmente idonee significa investire nella capacità dell’Italia di raccontarsi, accogliere meglio, creare lavoro e generare nuove opportunità.
_
La petizione nata dopo gli esiti disastrosi della prova scritta del Novembre 2025 prosegue data la tempistica e il programma d'Esame del Bando 2026.
Non chiediamo scorciatoie. Chiediamo un esame equo e un programma adeguato che valuti conoscenze e competenze veramente utili alla Professione.
Firma per un accesso giusto alla professione di Guida Turistica.
Ogni 1.000 firme che raggiungiamo l’immagine della petizione cambierà, segnando una nuova tappa di un viaggio nello sterminato Patrimonio artistico italiano: un nuovo dettaglio o un’opera scelta in coerenza con la nostra causa.
Dopo Giuseppe Pellizza da Volpedo, Buonarroti, Masaccio, Lorenzetti e Caravaggio che hanno accompagnato le prime 5.000 firme, il nostro viaggio prosegue con Carlo Carrà e il suo I funerali dell'anarchico Galli, Museum of Modern Art di New York.
⚠️ Senza confermare via mail, la tua firma non viene conteggiata
Guide Future Comitato Nazionale per un vero accesso alla professione di Guida Turistica
Puoi aderire a Comitato se ti sei iscritta /o al Bando 2025 (anche se non hai sostenuto la prova scritta) e/o al Bando 2026 e/o se intendi iscriverti a quelli futuri 👉 https://chat.whatsapp.com/FBgiZGN5mYBBYrjkY2tMsa
Per segnalazioni, interviste e info: comitato@guidefuture.it
-
Testo iniziale della petizione
I dati parlano da soli.
29.228 iscritti al bando
12.191 presenti alla prova scritta
230 idonei allo scritto
📉 Solo il 2% ha superato la prima prova (prima di tre prove)
Un esame pubblico nazionale di abilitazione che rischia di lasciare l’Italia senza un numero adeguato di Guide Turistiche a fronte di un Turismo in crescita.
Dopo oltre 10 anni di attesa, l’esame ha escluso il 98% dei candidati con una prova ultra-nozionistica che misura la memoria su un programma di studio che tende all'infinito, senza bibliografia e criteri di approfondimento, e per buona parte inutile a prepararsi per diventare Guida Turistica nel proprio territorio (oltre 500 siti tra musei, parchi archeologici, palazzi storici, chiese sparsi in tutta Italia).
Migliaia di persone hanno investito a vuoto tempo, denaro e formazione per una professione che serve al turismo italiano — uno dei pilastri dell’economia nazionale (oltre il 10% del PIL e 13% dell'occupazione).
Tra chi non ha superato la prova scritta risultano laureate e laureati in Storia dell'Arte, Archeologia anche con dottorato, Beni Culturali e materie affini, a riprova che l'impianto d'Esame è sbagliato e non premia le competenze vere.

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Il problema
Non è solo ingiusto, è un grave danno economico e occupazionale e lascia il campo libero all'abusivismo e al mercato opaco dei patentini esteri.
Aggiornamento 24 Luglio 2026
𝗟𝗘𝗧𝗧𝗘𝗥𝗔 𝗔𝗣𝗘𝗥𝗧𝗔 𝗔𝗟 𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗧𝗨𝗥𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗚𝗜𝗔𝗡𝗠𝗔𝗥𝗖𝗢 𝗠𝗔𝗭𝗭𝗜
IL DIRITTO AL LAVORO NON PUÒ ESSERE ALEATORIO
* Estratto *
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗲𝘀𝗮𝗺𝗲
La legge prevede già che l’esame sia indetto con cadenza almeno annuale.
Chiediamo che questa previsione si traduca in un calendario annuale fisso, prevedibile, comunicato con largo anticipo e compatibile con la stagionalità turistica: prova scritta a novembre, prove orali e tecnico-pratiche a febbraio e conclusione della procedura, con rilascio del titolo, entro marzo.
Anche il programma deve essere fisso, stabile e chiaramente delimitato. Deve basarsi sulle materie previste dalla normativa ed essere accompagnato da una bibliografia ufficiale e dall’indicazione precisa del livello di approfondimento richiesto.
I contenuti e i confini della preparazione non possono cambiare da un bando all’altro. Eventuali aggiornamenti, resi necessari da modifiche normative o da ragioni oggettive, devono essere limitati, motivati e comunicati con congruo anticipo.
La prova scritta dovrebbe riguardare le conoscenze fondanti della professione.
La prova orale dovrebbe verificare la comprensione dei concetti generali delle materie comuni, la capacità di collegare e contestualizzare e la conoscenza di una lista delimitata di argomenti e luoghi relativi alla regione o all’ambito territoriale scelto dalla candidata o dal candidato, senza limitare la validità nazionale dell’abilitazione.
𝗨𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼-𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮
La prova tecnico-pratica deve essere un’autentica simulazione di visita guidata, non un’improvvisazione su un luogo mai visto.
Deve riguardare un sito che la candidata o il candidato conosca e abbia potuto visitare concretamente, individuato all’interno della regione o dell’ambito territoriale scelto come campo elettivo di preparazione.
La lista dei siti deve essere pubblica, delimitata e conosciuta con largo anticipo. Il singolo sito dovrebbe poi essere estratto e assegnato alcuni giorni prima della prova, lasciando alla persona il tempo necessario per effettuare o ripetere un sopralluogo, verificare le fonti e preparare una vera visita guidata.
La candidata o il candidato dovrebbe presentare un progetto che indichi: pubblico e obiettivi della visita, itinerario, tappe e tempi, selezione e organizzazione dei contenuti, modalità narrative e comunicative, accessibilità e inclusività, sicurezza e gestione del gruppo, possibili imprevisti e soluzioni alternative.
𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗶𝘀𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼. 𝗦𝘁𝘂𝗱𝗶𝗮, 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝘂𝗼𝗴𝗼, 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗻𝘁𝗶, 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝗹𝗹𝘂𝗼𝗴𝗵𝗶, 𝘀𝗲𝗹𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼.
𝗨𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶𝘁𝗮̀.
Le commissioni devono inoltre ricevere procedure vincolanti, griglie comuni e una formazione preventiva. Le domande devono essere validate da esperti delle materie e esperti di valutazione. In diritto, per esempio, deve essere valutata la comprensione e l’applicazione dei principi, non la capacità di ricordare il numero di un articolo.
Non sarebbe un esame più facile. Sarebbe un esame progettato bene.
𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗽𝗲𝗴𝗻𝗲𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗲
Questa procedura sta trasformando la passione in ansia, il desiderio di conoscere nella paura di non ricordare il dettaglio più remoto, il gusto dello studio in una corsa sfiancante contro l’imprevedibilità.
Le candidate e i candidati desiderano trasformare la loro passione per l’arte, la storia, la cultura, i paesaggi e il patrimonio italiano in una professione utile al Paese. Non chiedono che le porte vengano spalancate senza regole. Chiedono che non vengano chiuse attraverso prove aleatorie e sproporzionate.
Questo capitale umano e culturale dovrebbe essere accolto come una risorsa, non mortificato da una procedura enciclopedica, disomogenea e affidata alla casualità.
Signor Ministro, la professione di guida turistica è una professione regolamentata nell’interesse del Paese e deve rimanere accessibile a tutte le persone che dimostrino di possedere i requisiti necessari per svolgerla.
Una PA non dovrebbe erigere ostacoli sproporzionati davanti a chi vuole lavorare ma rimuoverli, garantendo qualità, imparzialità e pari opportunità.
Perché il diritto al lavoro non può dipendere dalla fortuna. E perché abilitare tutte le persone realmente idonee significa investire nella capacità dell’Italia di raccontarsi, accogliere meglio, creare lavoro e generare nuove opportunità.
_
La petizione nata dopo gli esiti disastrosi della prova scritta del Novembre 2025 prosegue data la tempistica e il programma d'Esame del Bando 2026.
Non chiediamo scorciatoie. Chiediamo un esame equo e un programma adeguato che valuti conoscenze e competenze veramente utili alla Professione.
Firma per un accesso giusto alla professione di Guida Turistica.
Ogni 1.000 firme che raggiungiamo l’immagine della petizione cambierà, segnando una nuova tappa di un viaggio nello sterminato Patrimonio artistico italiano: un nuovo dettaglio o un’opera scelta in coerenza con la nostra causa.
Dopo Giuseppe Pellizza da Volpedo, Buonarroti, Masaccio, Lorenzetti e Caravaggio che hanno accompagnato le prime 5.000 firme, il nostro viaggio prosegue con Carlo Carrà e il suo I funerali dell'anarchico Galli, Museum of Modern Art di New York.
⚠️ Senza confermare via mail, la tua firma non viene conteggiata
Guide Future Comitato Nazionale per un vero accesso alla professione di Guida Turistica
Puoi aderire a Comitato se ti sei iscritta /o al Bando 2025 (anche se non hai sostenuto la prova scritta) e/o al Bando 2026 e/o se intendi iscriverti a quelli futuri 👉 https://chat.whatsapp.com/FBgiZGN5mYBBYrjkY2tMsa
Per segnalazioni, interviste e info: comitato@guidefuture.it
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Testo iniziale della petizione
I dati parlano da soli.
29.228 iscritti al bando
12.191 presenti alla prova scritta
230 idonei allo scritto
📉 Solo il 2% ha superato la prima prova (prima di tre prove)
Un esame pubblico nazionale di abilitazione che rischia di lasciare l’Italia senza un numero adeguato di Guide Turistiche a fronte di un Turismo in crescita.
Dopo oltre 10 anni di attesa, l’esame ha escluso il 98% dei candidati con una prova ultra-nozionistica che misura la memoria su un programma di studio che tende all'infinito, senza bibliografia e criteri di approfondimento, e per buona parte inutile a prepararsi per diventare Guida Turistica nel proprio territorio (oltre 500 siti tra musei, parchi archeologici, palazzi storici, chiese sparsi in tutta Italia).
Migliaia di persone hanno investito a vuoto tempo, denaro e formazione per una professione che serve al turismo italiano — uno dei pilastri dell’economia nazionale (oltre il 10% del PIL e 13% dell'occupazione).
Tra chi non ha superato la prova scritta risultano laureate e laureati in Storia dell'Arte, Archeologia anche con dottorato, Beni Culturali e materie affini, a riprova che l'impianto d'Esame è sbagliato e non premia le competenze vere.

I decisori
Voci dei sostenitori
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Petizione creata in data 20 gennaio 2026