Riformare il Sistema Educativo Italiano (magari prendendo esempio dal Regno Unito)

Il problema

Preambolo

Non è facile inquadrare una riforma scolastica senza parlare di come si può finanziare una scuola ma mi avvalgo della libertà d'espressione e di questa petizione, o forum digitale, per dare spazio al dibattito. Nel contempo si professa la democrazia diretta, pratica oramai apparentemente abbandonata ma qui sarà possibile dare  spazio ad idee politiche per un futuro migliore. 

Da insegnante e cittadino osservo con crescente preoccupazione il nostro sistema scolastico cadere a pezzi. Laboratori non funzionanti, studenti costretti a seguire percorsi che non desiderano e una forzata tolleranza di una gestione caotica. È evidente che il nostro sistema scolastico necessita di una revisione radicale. Ho condotto delle ricerche indipendenti qui: https://independent.academia.edu/EugenioMarletta e qui https://www.youtube.com/watch?v=Zfq6VzcH42Y

Nel Regno Unito, il sistema scolastico è più sistematico ed inclusivo: non esistono bocciature e la scuola è divisa in primaria e secondaria, quest'ultima comprensiva di tutti gli indirizzi di studio. Parlo per esperienza diretta, avendo vissuto a Londra dai 3 ai 14 anni. Gli studenti britannici completano la scuola a 16 anni con il GCSE (certificato generale di istruzione secondaria). Il Job Centre, un servizio governativo, facilita l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro attraverso apprendistati o tirocini, senza la necessità di un'alternanza scuola-lavoro. Chi desidera proseguire gli studi può specializzarsi fino a 18 anni per ottenere le A-levels e accedere all'università. Perché in Italia non adottiamo un approccio simile?

Per darvi un idea pratica, qui c'è il link di tale metodo di collocamento del lavoro nel Regno Unito: https://www.gov.uk/browse/working/finding-job 

Premesso che sono i padri del Welfare State e la Brexit non è stato un caso. Anzi, è una lezione ancora in corso epr far capire ai paesi che soffrono di "fuga di cervelli" di sistemare i propri sistemi di Welfare (dall'inglese 'benessere') per garantire un minor flusso di migrazioni. Ma al posto di discutere sul loro status quo (salario minimo, imposte bilanciate con stipendi, servizi al pubblico, lavoro in nero quasi inesistente, contratti regolari...) mi concentrerò sulla radice che sta alla base della società, ovvero la Scuola. 

Negli ultimi del XX secolo, il Regno Unito ha semplicemente risolto quello che noi ancora oggi adottiamo, ovvero il sistema scolastico tripartito (Licei, istituti tecnici e professionali). Chi frequenta un Liceo avrà una carriera totalmente diversa da chi frequenta le altre due forme d'istituti. Addirittura, la formazione è talmente diversa, da sfornare diversi tipi di cittadini, o giovani adulti. Per giunta giocando sulla cultura e sulla discriminazione in quanto i ragazzi che frequentano i professionali o scuole regionali non ottengono un vero e proprio diploma ma un certificato di studi non valutato per l'iscrizione universitaria; lasciando questi con un capitale culturale/umano veramente scarso se non mirato ad una professione, lasciando lo sviluppo soft e hard skills all'individuo.  

Ovviamente sarebbe sciocco confrontare così superficialmente due nazioni con due dimensioni economico-sociali totalmente distinte, ma quando si parla di rilevare i problemi quotidiani pensiamo a chi ha la briga di emigrare altrove per trovare funzioni migliori, per il proprio sostentamento e status sociale. Premetto che questa petizione è inconclusiva in quanto, per realizzare effettivamente un tale progetto,  bisognerebbe abrogare e/o riformare le seguenti leggi: Casati, Gentile, Codignola, Moratti, Gelmini, Renzi (buona-scuola), e così via, pianificando una nuova finanza e vedere se converrebbe mirare o meno a tali idee riformistiche col presente stato di crisi economica. Mi avvalgo di questa piattaforma online per esprimere il mio pensiero su tale coscienza di dovere civico e che ci possa essere una maggiore stabilità nella vita degli italiani. 

Riformare la scuola italiana: un'urgenza improrogabile

La richiesta è chiara: riformare profondamente le scuole italiane, prendendo spunto dal modello britannico, sarebbe un modo di risolvere molte questioni sociali e rendere giustizia al futuro dei cittadini postumi  del paese. Il motivo è semplice quanto allarmante: l'Italia registra un tasso di dispersione scolastica del 14,7% (dati Istat 2019), sintomo di un sistema educativo afflitto da problemi cronici, tra cui un'offerta formativa spesso inadeguata e servizi carenti. I NEET, giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione, si trovano esclusi dall'università, creando una grave disparità nel mercato del lavoro. È paradossale che un musicista di talento senza diploma non possa accedere all'università senza nemmeno eseguire un test d'ingresso, mentre un diplomato del liceo musicale ha il pieno diritto di studiare ingegneria o materie diverse dal proprio percorso scolastico. Questa incongruenza viola i principi della Costituzione. Molti obiettano a un'università aperta a tutti, ma considerando l'alto tasso di abbandono, è evidente che la legge attuale ostacola i più capaci e meritevoli. Questo si chiamerebbe "Credenzialismo", ovvero l'eccessiva importanza data ai titoli di studio rispetto alle competenze pratiche.

Secondo i dati più recenti dell'Istat, il tasso di NEET in Italia nel 2023 era del 16,1%. Per quanto riguarda la disoccupazione, il tasso generale è intorno al 7,6%, ma varia a seconda delle fasce d'età e delle regioni. Combinando questi dati, il totale di giovani NEET e disoccupati rappresenta una parte rilevante della popolazione, soprattutto nelle regioni del Sud Italia, dove il fenomeno è più accentuato.

Oltre agli aspetti pedagogici, è necessario considerare l'impatto economico sui genitori. In Italia, spesso sono costretti a spostarsi per accompagnare i figli a scuola, dipende dove si trova in quanto molti studenti fanno kilometri. Nel Regno Unito, scuola e lavoro sono concentrati all'interno del "Council" (equivalente al nostro Comune, ma con servizi più efficienti), situando primarie e secondarie a meno di un kilometro dalla zona di abitazione, evitando spostamenti stressanti. Come già ribadito, nel Regno Unito non esiste l'interrogazione orale e dunque nessun libro da comprare durante l'anno, a parte la divisa e il materiale indispensabile. Invece in Italia bisogna far comperare centinaia di Euro di libri se no lo studente rimane indietro o svantaggiato. Per giunta, il contenuto dei libri non viene studiato integramente, saltando paragrafi o interi capitoli (capita durante i periodi di alternanza scuola lavoro). Il sistema di valutazione orale, poi, è diventato una farsa: i più furbi si limitano a ripetere quanto detto dai compagni interrogati in precedenza, ottenendo voti di sufficienza immeritati. Per non parlare de tempo sprecate a dedicare lezioni intere ad interrogare gli alunni ad uno ad uno... 

C'è molto altro da dire, e bisognerebbe lavorare su una petizione per evidenziare tutti i problemi del sistema scolastico italiano, dalla legge Casati ai giorni nostri. In passato ho contattato il Ministero (sempre durante il governo Meloni), ma mi è stato risposto che non c'era interesse politico per mancanza di fondi. Ora, la situazione è critica e richiede un dialogo sociale urgente. Forse così potremo capire perché i nostri talenti fuggono all'estero.

Se proprio dovrei fare una petizione così su due piedi questo è quello che ho potuto generare con ChatGPT consigliato da Change.org:

"Al Ministero dell'Istruzione italiano,

Noi il Popolo d'Italia, presentiamo questa urgente richiesta di riforma immediata e completa del sistema educativo italiano. Dichiariamo che lo stato attuale delle cose costituisce un fallimento sistemico, un tradimento dei nostri studenti e una grave negligenza dei doveri.

I difetti che affliggono le nostre scuole non sono semplici sviste; sono il risultato di anni di negligenza e di un palese disprezzo per il benessere dei nostri figli. La struttura rigida delle scuole specializzate, i metodi di insegnamento antiquati, il deliberato sottofinanziamento delle aree svantaggiate, lo sfruttamento degli studenti nel programma di "alternanza scuola-lavoro" e la perpetuazione del "credenzialismo" non sono casuali; sono le conseguenze di scelte deliberate e di una cultura di compiacenza.

Ci rifiutiamo di tollerare ulteriormente questa situazione. Riteniamo il Ministero dell'Istruzione responsabile dei seguenti fallimenti sistemici:

-La creazione deliberata di un sistema iniquo attraverso la struttura rigida delle scuole specializzate, limitando il potenziale degli studenti e perpetuando le divisioni sociali.

-La negligenza intenzionale degli approcci pedagogici moderni, condannando gli studenti a metodi di insegnamento obsoleti che soffocano la creatività e il pensiero critico.

-Il sottofinanziamento calcolato delle scuole nelle aree svantaggiate, negando di fatto a innumerevoli studenti il diritto a un'istruzione di qualità.

-Lo sfruttamento sanzionato degli studenti attraverso il programma di "alternanza scuola-lavoro", trasformandoli in lavoratori non retribuiti.

-La perpetuazione deliberata del "credenzialismo", valutando i diplomi rispetto alle competenze ed esperienze pratiche, e negando opportunità a coloro che le meritano.

Chiediamo le seguenti azioni immediate:

-Lo smantellamento dell'attuale sistema di scuole specializzate e l'attuazione di un sistema di istruzione secondaria unificato ed equo.

-L'adozione immediata di metodi di insegnamento moderni e incentrati sullo studente, che favoriscano il pensiero critico e la creatività.

-La distribuzione equa dei finanziamenti a tutte le scuole, garantendo che ogni studente abbia accesso alle risorse di cui ha bisogno per avere successo.

-L'abolizione completa del programma di "alternanza scuola-lavoro" sfruttatore e l'attuazione di opportunità di esperienza lavorativa eque e retribuite.

-L'istituzione di una piattaforma online centralizzata per i giovani per accedere a opportunità di lavoro legittime e un salario minimo garantito per tutti i lavoratori.

-Il riconoscimento e la convalida di competenze ed esperienze diverse, allontanandosi dalla dannosa enfasi sui diplomi e sul "credenzialismo".

Noi il Popolo d'Italia, non saremo messi a tacere. Non saremo ignorati. Riterremo i responsabili responsabili dei loro fallimenti. Questa non è una richiesta; è una pretesa. Ci aspettiamo un'azione immediata.

Cordiali saluti,

Noi il Popolo d'Italia"

In fin dei conti, immaginate una generazione italiana che ha esperito Arte, Scienze, Filosofia e assunto competenze utili per sé stessi. Senza dover andare all'Alberghiero per imparare  cucina; oppure dover andare al tecnico per studiare informatica, e così via. Che ogni studente abbia tutto a disposizione: palestre, teatri, sale provi, laboratori, librerie, computer ecc...

Inoltre, è fondamentale introdurre lo studio delle diverse religioni nei programmi scolastici, promuovendo la diversità e l'uguaglianza, come avviene in molti paesi. Questa riforma potrebbe ridurre la dispersione scolastica e formare una generazione di giovani adulti competenti e preparati per la società. Includiamo la diversità, promuoviamo l'uguaglianza e riformiamo il sistema educativo italiano per un futuro migliore.

Che la scuola sia un luogo di inclusione e non di stratificazione sociale!

Ribadisco che c'è ancora tant'altro da dire, e intanto spero un futuro migliore a tutti noi e che i nostri figli non esperiscono il presente, e passato, sistema scolastico e che possano avere un futuro chiaro e sereno. E che la Costituzione Italiana possa essere attuata seriamente e che leggi come l'articolo 3 non siano mera formalità. Se l'Italia sia veramente una Repubblica Democratica fondata sul lavoro, che sia capace almeno a preparare i lavoratori del futuro e non lasciarli ad una burocrazia sostanzialmente complessa e un paese non più capace di finanziare i propri miglioramenti...

Firma questa petizione e domanda il cambiamento che i nostri studenti, e futuri cittadini, meritano. Tieni vivo il dibattito commentando qui sotto ed esprimi la tua opinione a riguardo! Questa è solo una bozza e un piccolo assaggio di ciò che serve al nostro paese e se tu percepisci la necessità di un cambiamento, esprimi la tua ORA! Facciamo capire ai pubblici ufficiali che ciò che fanno non basta più e che applichino per bene la loro responsabilità sul popolo, 'unico che subisce sempre ogni loro conseguenza...

 

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Eugenio MarlettaPromotore della petizione

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Il problema

Preambolo

Non è facile inquadrare una riforma scolastica senza parlare di come si può finanziare una scuola ma mi avvalgo della libertà d'espressione e di questa petizione, o forum digitale, per dare spazio al dibattito. Nel contempo si professa la democrazia diretta, pratica oramai apparentemente abbandonata ma qui sarà possibile dare  spazio ad idee politiche per un futuro migliore. 

Da insegnante e cittadino osservo con crescente preoccupazione il nostro sistema scolastico cadere a pezzi. Laboratori non funzionanti, studenti costretti a seguire percorsi che non desiderano e una forzata tolleranza di una gestione caotica. È evidente che il nostro sistema scolastico necessita di una revisione radicale. Ho condotto delle ricerche indipendenti qui: https://independent.academia.edu/EugenioMarletta e qui https://www.youtube.com/watch?v=Zfq6VzcH42Y

Nel Regno Unito, il sistema scolastico è più sistematico ed inclusivo: non esistono bocciature e la scuola è divisa in primaria e secondaria, quest'ultima comprensiva di tutti gli indirizzi di studio. Parlo per esperienza diretta, avendo vissuto a Londra dai 3 ai 14 anni. Gli studenti britannici completano la scuola a 16 anni con il GCSE (certificato generale di istruzione secondaria). Il Job Centre, un servizio governativo, facilita l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro attraverso apprendistati o tirocini, senza la necessità di un'alternanza scuola-lavoro. Chi desidera proseguire gli studi può specializzarsi fino a 18 anni per ottenere le A-levels e accedere all'università. Perché in Italia non adottiamo un approccio simile?

Per darvi un idea pratica, qui c'è il link di tale metodo di collocamento del lavoro nel Regno Unito: https://www.gov.uk/browse/working/finding-job 

Premesso che sono i padri del Welfare State e la Brexit non è stato un caso. Anzi, è una lezione ancora in corso epr far capire ai paesi che soffrono di "fuga di cervelli" di sistemare i propri sistemi di Welfare (dall'inglese 'benessere') per garantire un minor flusso di migrazioni. Ma al posto di discutere sul loro status quo (salario minimo, imposte bilanciate con stipendi, servizi al pubblico, lavoro in nero quasi inesistente, contratti regolari...) mi concentrerò sulla radice che sta alla base della società, ovvero la Scuola. 

Negli ultimi del XX secolo, il Regno Unito ha semplicemente risolto quello che noi ancora oggi adottiamo, ovvero il sistema scolastico tripartito (Licei, istituti tecnici e professionali). Chi frequenta un Liceo avrà una carriera totalmente diversa da chi frequenta le altre due forme d'istituti. Addirittura, la formazione è talmente diversa, da sfornare diversi tipi di cittadini, o giovani adulti. Per giunta giocando sulla cultura e sulla discriminazione in quanto i ragazzi che frequentano i professionali o scuole regionali non ottengono un vero e proprio diploma ma un certificato di studi non valutato per l'iscrizione universitaria; lasciando questi con un capitale culturale/umano veramente scarso se non mirato ad una professione, lasciando lo sviluppo soft e hard skills all'individuo.  

Ovviamente sarebbe sciocco confrontare così superficialmente due nazioni con due dimensioni economico-sociali totalmente distinte, ma quando si parla di rilevare i problemi quotidiani pensiamo a chi ha la briga di emigrare altrove per trovare funzioni migliori, per il proprio sostentamento e status sociale. Premetto che questa petizione è inconclusiva in quanto, per realizzare effettivamente un tale progetto,  bisognerebbe abrogare e/o riformare le seguenti leggi: Casati, Gentile, Codignola, Moratti, Gelmini, Renzi (buona-scuola), e così via, pianificando una nuova finanza e vedere se converrebbe mirare o meno a tali idee riformistiche col presente stato di crisi economica. Mi avvalgo di questa piattaforma online per esprimere il mio pensiero su tale coscienza di dovere civico e che ci possa essere una maggiore stabilità nella vita degli italiani. 

Riformare la scuola italiana: un'urgenza improrogabile

La richiesta è chiara: riformare profondamente le scuole italiane, prendendo spunto dal modello britannico, sarebbe un modo di risolvere molte questioni sociali e rendere giustizia al futuro dei cittadini postumi  del paese. Il motivo è semplice quanto allarmante: l'Italia registra un tasso di dispersione scolastica del 14,7% (dati Istat 2019), sintomo di un sistema educativo afflitto da problemi cronici, tra cui un'offerta formativa spesso inadeguata e servizi carenti. I NEET, giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione, si trovano esclusi dall'università, creando una grave disparità nel mercato del lavoro. È paradossale che un musicista di talento senza diploma non possa accedere all'università senza nemmeno eseguire un test d'ingresso, mentre un diplomato del liceo musicale ha il pieno diritto di studiare ingegneria o materie diverse dal proprio percorso scolastico. Questa incongruenza viola i principi della Costituzione. Molti obiettano a un'università aperta a tutti, ma considerando l'alto tasso di abbandono, è evidente che la legge attuale ostacola i più capaci e meritevoli. Questo si chiamerebbe "Credenzialismo", ovvero l'eccessiva importanza data ai titoli di studio rispetto alle competenze pratiche.

Secondo i dati più recenti dell'Istat, il tasso di NEET in Italia nel 2023 era del 16,1%. Per quanto riguarda la disoccupazione, il tasso generale è intorno al 7,6%, ma varia a seconda delle fasce d'età e delle regioni. Combinando questi dati, il totale di giovani NEET e disoccupati rappresenta una parte rilevante della popolazione, soprattutto nelle regioni del Sud Italia, dove il fenomeno è più accentuato.

Oltre agli aspetti pedagogici, è necessario considerare l'impatto economico sui genitori. In Italia, spesso sono costretti a spostarsi per accompagnare i figli a scuola, dipende dove si trova in quanto molti studenti fanno kilometri. Nel Regno Unito, scuola e lavoro sono concentrati all'interno del "Council" (equivalente al nostro Comune, ma con servizi più efficienti), situando primarie e secondarie a meno di un kilometro dalla zona di abitazione, evitando spostamenti stressanti. Come già ribadito, nel Regno Unito non esiste l'interrogazione orale e dunque nessun libro da comprare durante l'anno, a parte la divisa e il materiale indispensabile. Invece in Italia bisogna far comperare centinaia di Euro di libri se no lo studente rimane indietro o svantaggiato. Per giunta, il contenuto dei libri non viene studiato integramente, saltando paragrafi o interi capitoli (capita durante i periodi di alternanza scuola lavoro). Il sistema di valutazione orale, poi, è diventato una farsa: i più furbi si limitano a ripetere quanto detto dai compagni interrogati in precedenza, ottenendo voti di sufficienza immeritati. Per non parlare de tempo sprecate a dedicare lezioni intere ad interrogare gli alunni ad uno ad uno... 

C'è molto altro da dire, e bisognerebbe lavorare su una petizione per evidenziare tutti i problemi del sistema scolastico italiano, dalla legge Casati ai giorni nostri. In passato ho contattato il Ministero (sempre durante il governo Meloni), ma mi è stato risposto che non c'era interesse politico per mancanza di fondi. Ora, la situazione è critica e richiede un dialogo sociale urgente. Forse così potremo capire perché i nostri talenti fuggono all'estero.

Se proprio dovrei fare una petizione così su due piedi questo è quello che ho potuto generare con ChatGPT consigliato da Change.org:

"Al Ministero dell'Istruzione italiano,

Noi il Popolo d'Italia, presentiamo questa urgente richiesta di riforma immediata e completa del sistema educativo italiano. Dichiariamo che lo stato attuale delle cose costituisce un fallimento sistemico, un tradimento dei nostri studenti e una grave negligenza dei doveri.

I difetti che affliggono le nostre scuole non sono semplici sviste; sono il risultato di anni di negligenza e di un palese disprezzo per il benessere dei nostri figli. La struttura rigida delle scuole specializzate, i metodi di insegnamento antiquati, il deliberato sottofinanziamento delle aree svantaggiate, lo sfruttamento degli studenti nel programma di "alternanza scuola-lavoro" e la perpetuazione del "credenzialismo" non sono casuali; sono le conseguenze di scelte deliberate e di una cultura di compiacenza.

Ci rifiutiamo di tollerare ulteriormente questa situazione. Riteniamo il Ministero dell'Istruzione responsabile dei seguenti fallimenti sistemici:

-La creazione deliberata di un sistema iniquo attraverso la struttura rigida delle scuole specializzate, limitando il potenziale degli studenti e perpetuando le divisioni sociali.

-La negligenza intenzionale degli approcci pedagogici moderni, condannando gli studenti a metodi di insegnamento obsoleti che soffocano la creatività e il pensiero critico.

-Il sottofinanziamento calcolato delle scuole nelle aree svantaggiate, negando di fatto a innumerevoli studenti il diritto a un'istruzione di qualità.

-Lo sfruttamento sanzionato degli studenti attraverso il programma di "alternanza scuola-lavoro", trasformandoli in lavoratori non retribuiti.

-La perpetuazione deliberata del "credenzialismo", valutando i diplomi rispetto alle competenze ed esperienze pratiche, e negando opportunità a coloro che le meritano.

Chiediamo le seguenti azioni immediate:

-Lo smantellamento dell'attuale sistema di scuole specializzate e l'attuazione di un sistema di istruzione secondaria unificato ed equo.

-L'adozione immediata di metodi di insegnamento moderni e incentrati sullo studente, che favoriscano il pensiero critico e la creatività.

-La distribuzione equa dei finanziamenti a tutte le scuole, garantendo che ogni studente abbia accesso alle risorse di cui ha bisogno per avere successo.

-L'abolizione completa del programma di "alternanza scuola-lavoro" sfruttatore e l'attuazione di opportunità di esperienza lavorativa eque e retribuite.

-L'istituzione di una piattaforma online centralizzata per i giovani per accedere a opportunità di lavoro legittime e un salario minimo garantito per tutti i lavoratori.

-Il riconoscimento e la convalida di competenze ed esperienze diverse, allontanandosi dalla dannosa enfasi sui diplomi e sul "credenzialismo".

Noi il Popolo d'Italia, non saremo messi a tacere. Non saremo ignorati. Riterremo i responsabili responsabili dei loro fallimenti. Questa non è una richiesta; è una pretesa. Ci aspettiamo un'azione immediata.

Cordiali saluti,

Noi il Popolo d'Italia"

In fin dei conti, immaginate una generazione italiana che ha esperito Arte, Scienze, Filosofia e assunto competenze utili per sé stessi. Senza dover andare all'Alberghiero per imparare  cucina; oppure dover andare al tecnico per studiare informatica, e così via. Che ogni studente abbia tutto a disposizione: palestre, teatri, sale provi, laboratori, librerie, computer ecc...

Inoltre, è fondamentale introdurre lo studio delle diverse religioni nei programmi scolastici, promuovendo la diversità e l'uguaglianza, come avviene in molti paesi. Questa riforma potrebbe ridurre la dispersione scolastica e formare una generazione di giovani adulti competenti e preparati per la società. Includiamo la diversità, promuoviamo l'uguaglianza e riformiamo il sistema educativo italiano per un futuro migliore.

Che la scuola sia un luogo di inclusione e non di stratificazione sociale!

Ribadisco che c'è ancora tant'altro da dire, e intanto spero un futuro migliore a tutti noi e che i nostri figli non esperiscono il presente, e passato, sistema scolastico e che possano avere un futuro chiaro e sereno. E che la Costituzione Italiana possa essere attuata seriamente e che leggi come l'articolo 3 non siano mera formalità. Se l'Italia sia veramente una Repubblica Democratica fondata sul lavoro, che sia capace almeno a preparare i lavoratori del futuro e non lasciarli ad una burocrazia sostanzialmente complessa e un paese non più capace di finanziare i propri miglioramenti...

Firma questa petizione e domanda il cambiamento che i nostri studenti, e futuri cittadini, meritano. Tieni vivo il dibattito commentando qui sotto ed esprimi la tua opinione a riguardo! Questa è solo una bozza e un piccolo assaggio di ciò che serve al nostro paese e se tu percepisci la necessità di un cambiamento, esprimi la tua ORA! Facciamo capire ai pubblici ufficiali che ciò che fanno non basta più e che applichino per bene la loro responsabilità sul popolo, 'unico che subisce sempre ogni loro conseguenza...

 

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