RIFORMA URGENTE DEI SERVIZI CONSOLARI ITALIANI

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PETIZIONE PER LA RIFORMA URGENTE DEI SERVIZI CONSOLARI ITALIANI

A: Ministero degli Affari Esteri (MAECI)

CC: Parlamento Italiano e Rappresentanti Circoscrizioni Estero

LA CRISI: Cittadini di Serie B

Oltre 7 milioni di italiani all'estero subiscono oggi un fallimento sistemico dei servizi consolari. Nonostante il nostro contributo fiscale e il ruolo di "Ambasciatori dell’eccellenza", affrontiamo barriere insormontabili:

  • Sistemi di prenotazione inaccessibili (Prenot@mi costantemente "esaurito").
  • Arretrati insostenibili (fino a 8 mesi per un appuntamento, fino ad anni per la cittadinanza).
  • Carenza cronica di personale e di supporto per le fasce vulnerabili.

Questa non è una mancanza dei singoli consolati, ma una crisi gestionale e organizzativa del MAECI. Tale disfunzione viola l'Art. 3 della Costituzione, creando una discriminazione tra cittadini in Italia e all'estero.

IL COSTO: Un sistema che si ripaga da solo

Con la riforma non si richiedono nuove tasse. I cittadini all'estero versano già circa 109 milioni di €/anno in tariffe consolari.

Costo Netto €0: Le riforme stimate (100-150 milioni di €) sono coperte dalle entrate attuali e dai risparmi derivanti dalla digitalizzazione.
Efficienza: Chiediamo di riallocare i fondi oggi destinati agli organi consultivi (COMITES/CGIE, circa 8-14 milioni di €) — spesso ritenuti inefficienti — direttamente ai servizi essenziali.
 
LE 6 RICHIESTE FONDAMENTALI (Attuazione entro 12 mesi)

  1. Digitalizzazione Funzionale: Riforma di Prenot@mi con liste d'attesa trasparenti, uptime del 99,5% e appuntamenti garantiti entro 60 giorni.
  2. Adeguamento Personale: Organici proporzionati al numero di residenti e task force d'emergenza da Roma per smaltire gli arretrati superiori a 3 mesi.
  3. Tempi Certificati e Rimborsi: Rispetto dei tempi massimi per le pratiche di ordinaria amministrazione (Passaporti: 30 gg; Stato Civile: 90 gg). In caso di ritardo oltre i 60 gg rispetto ai termini (sempre nel caso di pratiche ordinarie), deve scattare il rimborso automatico della tariffa.
  4. Tutela Fasce Vulnerabili: Canali prioritari (telefono/presenza) per over 70, disabili e famiglie con neonati. Servizi consolari mobili per aree remote.
  5. Trasparenza e Accountability: Dashboard pubblica in tempo reale sui tempi di attesa e sulle pratiche evase. Istituzione di un Difensore Civico per i Cittadini all'Estero indipendente dal MAECI.
  6. Revisione della Spesa: Audit sui costi COMITES/CGIE e spostamento di almeno il 50% dei relativi fondi sulla rete dei servizi diretti.
     
    CONCLUSIONE

Pagare 116€ per un passaporto non è una richiesta di beneficenza, è l'acquisto di un servizio. La cittadinanza italiana è un diritto, non un privilegio condizionato dall'efficienza di un software.

Chiediamo dignità, efficienza e responsabilità.

Obiettivo: 100.000 firme

#ItalianiAllEstero #ConsularReform #AIRESOS

Se vuoi saperne di più riguardo a questi temi e a come siamo giunti a queste conclusioni, visita la nostra pagina sul sito di AIRE SOS https://airesos.com/nota-informativa-di-supporto-alla-petizione/

 

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Redazione AIRE SOSPetition StarterAIRE SOS a not-for-profit organisation aiming to support Italian citizens abroad in their day-to-day dealings with authorities.

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Oltre 7 milioni di italiani all'estero subiscono oggi un fallimento sistemico dei servizi consolari. Nonostante il nostro contributo fiscale e il ruolo di "Ambasciatori dell’eccellenza", affrontiamo barriere insormontabili:

  • Sistemi di prenotazione inaccessibili (Prenot@mi costantemente "esaurito").
  • Arretrati insostenibili (fino a 8 mesi per un appuntamento, fino ad anni per la cittadinanza).
  • Carenza cronica di personale e di supporto per le fasce vulnerabili.

Questa non è una mancanza dei singoli consolati, ma una crisi gestionale e organizzativa del MAECI. Tale disfunzione viola l'Art. 3 della Costituzione, creando una discriminazione tra cittadini in Italia e all'estero.

IL COSTO: Un sistema che si ripaga da solo

Con la riforma non si richiedono nuove tasse. I cittadini all'estero versano già circa 109 milioni di €/anno in tariffe consolari.

Costo Netto €0: Le riforme stimate (100-150 milioni di €) sono coperte dalle entrate attuali e dai risparmi derivanti dalla digitalizzazione.
Efficienza: Chiediamo di riallocare i fondi oggi destinati agli organi consultivi (COMITES/CGIE, circa 8-14 milioni di €) — spesso ritenuti inefficienti — direttamente ai servizi essenziali.
 
LE 6 RICHIESTE FONDAMENTALI (Attuazione entro 12 mesi)

  1. Digitalizzazione Funzionale: Riforma di Prenot@mi con liste d'attesa trasparenti, uptime del 99,5% e appuntamenti garantiti entro 60 giorni.
  2. Adeguamento Personale: Organici proporzionati al numero di residenti e task force d'emergenza da Roma per smaltire gli arretrati superiori a 3 mesi.
  3. Tempi Certificati e Rimborsi: Rispetto dei tempi massimi per le pratiche di ordinaria amministrazione (Passaporti: 30 gg; Stato Civile: 90 gg). In caso di ritardo oltre i 60 gg rispetto ai termini (sempre nel caso di pratiche ordinarie), deve scattare il rimborso automatico della tariffa.
  4. Tutela Fasce Vulnerabili: Canali prioritari (telefono/presenza) per over 70, disabili e famiglie con neonati. Servizi consolari mobili per aree remote.
  5. Trasparenza e Accountability: Dashboard pubblica in tempo reale sui tempi di attesa e sulle pratiche evase. Istituzione di un Difensore Civico per i Cittadini all'Estero indipendente dal MAECI.
  6. Revisione della Spesa: Audit sui costi COMITES/CGIE e spostamento di almeno il 50% dei relativi fondi sulla rete dei servizi diretti.
     
    CONCLUSIONE

Pagare 116€ per un passaporto non è una richiesta di beneficenza, è l'acquisto di un servizio. La cittadinanza italiana è un diritto, non un privilegio condizionato dall'efficienza di un software.

Chiediamo dignità, efficienza e responsabilità.

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Petition created on 17 January 2026