Ridurre il sovraffollamento di imbarcazioni nelle Aree Marine Protette e Parchi Nazionali

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Il problema

Basta sovraffollamento di imbarcazioni da diporto nelle Aree Marine Protette italiane — proteggiamo le nostre coste

Le coste italiane, in particolare le Aree Marine Protette e Parchi Nazionali, stanno subendo una pressione insostenibile a causa del sovraffollamento di imbarcazioni da diporto durante la stagione estiva. Questo fenomeno sta compromettendo gravemente l'ecosistema marino e costiero, mettendo a rischio un patrimonio naturale unico che appartiene a tutti.

Le criticità principali:

Inquinamento da scarichi — reflui e rifiuti riversati direttamente in mare, spesso in zone di elevato pregio ambientale
Rischi per la sicurezza dei bagnanti — incidenti tra natanti e nuotatori nelle acque costiere, sempre più frequenti nei mesi di alta stagione
Inquinamento acustico — disturbo sonoro che danneggia l'avifauna locale e la fauna ittica, alterando i loro cicli vitali e riproduttivi
Danni ai fondali sabbiosi — ancoraggi ripetuti che sconvolgono gli habitat bentonici
Minaccia alle praterie di Posidonia oceanica — ecosistema fondamentale per la salute dei mari, gravemente danneggiato da ancoraggi non regolamentati
Pesca di frodo — prelievo illegale di risorse (ricci di mare e altre specie protette) spesso da parte di visitatori non residenti, senza controllo
Nessun beneficio economico per le comunità locali — le imbarcazioni esterne non utilizzano le strutture ricettive, i porti o i servizi del territorio, sottraendo risorse ambientali senza restituire alcun valore economico alle isole e alle coste che le ospitano

Le nostre proposte concrete:

  • Regolamentazioni più restrittive per l'accesso di natanti da diporto nelle zone protette;
  • Limiti di potenza — utilizzo esclusivo di motoscafi fino a 25 cavalli nelle aree più sensibili;
  • Promozione delle imbarcazioni locali, per favorire l'economia del territorio e ridurre il traffico nautico esterno;
  • Regole più stringenti per il noleggio di imbarcazioni — introduzione dell'obbligo di patente nautica o certificato di abilitazione per chi noleggia natanti, analogamente a quanto già richiesto per il pilotaggio di droni, per garantire competenza e responsabilità di chi naviga in zone protette;
  • Potenziamento dei controlli, con incremento stagionale degli effettivi di Guardia Costiera, Carabinieri e personale delle Aree Marine Protette e Parchi Nazionali;
  • Sbarco regolamentato — accesso alle isole consentito solo attraverso porti e punti di attracco predefiniti;
  • Mappatura e zonizzazione delle coste, con sistema di ticket giornalieri a numero chiuso per baie, insenature e tratti di costa più fragili.

Importante: tutte le limitazioni proposte sono da intendersi escluse per i nativi, i residenti e i dimoranti delle isole e delle località costiere interessate, che mantengono pieno diritto di accesso e utilizzo delle proprie acque e risorse.

Le nostre coste non sono una risorsa infinita. Senza interventi immediati, rischiamo di perdere per sempre ecosistemi che hanno impiegato secoli a formarsi — e che, se tutelati correttamente, possono continuare a sostenere sia la biodiversità che l'economia locale in modo sostenibile.

Firma questa petizione e chiedi alle istituzioni competenti di agire subito.

Parco della Maddalena - Sardegna Agosto 2026 - Foto di Marcello Chiodino, 

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Andrea MoscarielloPromotore della petizione

I decisori

Matteo Salvini
Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro dell'Interno e Segretario della Lega Nord

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