L'Educatore è un mestiere usurante, chiediamo la pensione anticipata!

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L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha ufficialmente riconosciuto il Burnout all'interno della nuova versione della undicesima International Classification Of Diseases. Il Burnout viene definito come “una sindrome concettualizzata come una conseguenza di stress cronico sul posto di lavoro non gestito con successo". Sappiamo che questa sindrome può nuocere gravemente allo stato di benessere psicofisico delle persone che ne soffrono e provocare ricadute negative nelle realtà organizzative e nei servizi dove operano. Sappiamo che le cosiddette professioni d'aiuto (helping professions) sono le più esposte a rischi di sofferenza correlata allo stress lavorativo e le più esposte al rischio di burnout. Tra queste professioni già più a rischio, quella degli educatori professionali (siano essi sociopedagogici o sociosanitari) versa in condizioni di particolare criticità:

·        per la alta esposizione emotiva e relazionale a situazioni di disagio psicosociale e fragilità;

·      Per la esposizione al rischio (aggressività, danno biologico) ed al logorio fisico che comporta l'agire quotidiano in situazioni comunitarie con particolari utenze (disabilità, minori, psichiatrici, anziani, tossicodipendenti)

·         per la complessità di un ruolo esercitato sovente in situazioni organizzative con scarse risorse e lacunose dal punto di vista della supervisione pedagogica e psicologica;

·        per lo scarso riconoscimento giuridico ed economico e contrattuale che penalizza ed offende una parte consistente della categoria e ci pone tra i fanalini di coda a livello europeo (e per altri fattori che connotano questo lavoro difficile e di “confine”, ma anche di “cerniera" tra servizi sociali, sanitari, pedagogici, scolastici).

Alla luce di queste considerazioni la Associazione M.i.l.l.e. / Professioni Educative propone:

1       Che vengano riconosciute le particolari caratteristiche di lavoro usurante e particolarmente gravoso dell'educatore professione (di ambo i profili ed a prescindere dall’ambito di intervento);

2       Che venga riconosciuto – per le sovraesposte ragioni – un anticipo della età pensionabile di questi professionisti;

3       Che vengano previste negli accreditamenti regionali dei servizi adeguate funzioni di supervisione da tenersi all'interno dell'ordinario orario lavorativo;

4       Che l'orario di lavoro degli educatori previsto dalle tabelle di accreditamento contempli una quota significativa di tempo di progettazione e verifica in assenza dell'intervento diretto in situazione con l'utenza;

5       Che vengano individuate ulteriori strategie di prevenzione del burnout (quali, ad esempio, periodi sabbatici, diversa organizzazione del lavoro, valorizzazione della esperienza professionale, formazione all’interno dell’orario di lavoro)  

6       Che vengano costruite le condizioni contrattuali necessarie alla dignità ed alla sicurezza dei lavoratori, nonché alla continuità degli interventi educativi (abolizione notti passive, uso distorto di part-time e contratti a termine nella scuola, ecc.)