Mise à jour sur la pétitionRichiesta d'intervento in difesa della popolazione di GazaAbbiamo vinto ?  Ci sono buoni motivi di speranza.
Carlo Maria SpinolaCapalbio, Italie
9 oct. 2025

La fine della guerra a Gaza, potrebbe innescare un cambiamento di leadership da entrambe le parti: oòla fine del governo Netaniahu e i resti di Hamas costretti a rinunciare a un ruolo nel governo di Gaza.

Sul piano internazionale le prospettive sono miglioriate molto, l’opinione pubblica è concentrata sulla pace, come dimostrato dalle piazze mondiali, dall'Assemblea dell'ONU svuotata al momento del discorso di Netanyahu, dalle flottiglie in navigazione per rompere il blocco di Gaza e, non da ultimo, dalle numerosissime petizioni in difesa dei palestinesi, tra cui la nostra. 

Il merito va indubbiamente anche a Trump che, sull'onda dell'indiignazione internazionale, ha esercitato forti pressioni su Israele. Non da meno è stata la disponibilità degli Stati arabi del Golfo a finanziare la ricostruzione di Gaza, e a sostenere il processo di pace contribuendo alla sicurezza.⁹

Gli USA e i paesi arabi avranno il difficile compito di frenare entrambe le parti, e di convincere Netanyahu — o il suo successore — a bloccare gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, e a non contrastare, se non favorire, il rafforzamento delle istituzioni palestinesi . 

Al contempo, dovranno usare tutta la loro influenza per convincere i palestinesi a rifiutare la violenza, a riformare l’Autorità Palestinese e ad aiutarla a trovare nuovi leader.

Si apre la prospettiva di un nuovo ordine di sicurezza regionale sulla scia degli Accordi di Abramo del 2020 che il genero di Trump, Jared Kushner, ha abilmente costruito con i Paesi arabi durabte il primo mandato di Trump. 

Per i palestinesi, la realizzazione degli Accordi di Abramo significherebbe la prospettiva di una ricostruzione interna e di nuovi legami politici ed economici con i paesi del Golfo.

Il mondo vorrà vedere se Israele permetterà la nascita, con il sostegno internazionale, di un governo tecnocratico nella Striscia, capace di smantellare l’infrastruttura terroristica di Hamas e di riformare le istituzioni palestinesi. 

Niente sarà facile in una regione che ha conosciuto per decenni solo conflitti, ma questo rimane un momento straordinario: una possibilità fragile, ma reale, di un nuovo inizio. 

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