
La Palestina ha dichiarato i propri confini marittimi, compresa la sua zona economica esclusiva, quando nel 2015 è entrata a far parte della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), e ha presentato una rivendicazione dettagliata nel 2019. Chiaramente, Israele non è firmatario dell’UNCLOS.
Il riconoscimento della Palestina sancirebbe il diritto dell’Autorità Palestinese (PA) di sviluppare le risorse di gas naturale del giacimento Gaza Marine, secondo esperti del settore.
Uno studio legale che rappresenta gruppi palestinesi per i diritti umani ha inviato una lettera di diffida alla società italiana a partecipazione statale ENI, avvertendola che non dovrebbe sfruttare i giacimenti di gas in un’area nota come Zona G, che ricade nelle acque territoriali di Gaza, dove il ministero israeliano dell’Energia ha concesso sei licenze.
Nella lettera, gli avvocati palestinesi hanno infatti sottolineato che circa il 62% della zona G ricade in acque marittime rivendicate dalla Palestina e, in quanto tale, “Israele non può concedervi alcun diritto di esplorazione e voi non potete acquisire nessun diritto”.
Dopo la lettera legale, ENI ha comunicato a gruppi di pressione in Italia che “le licenze non sono ancora state rilasciate e non sono in corso attività esplorative”.
Il riconoscimento dello Stato della Palestina, in particolare da parte di Paesi in cui sono registrate grandi compagnie petrolifere, porrebbe fine all’ambiguità giuridica e fornirebbe alla Autorità Palestinese non solo una nuova fonte sicura di entrate, ma anche forniture regolari di energia indipendenti da Israele.
L’intera controversia sugli investimenti del settore privato nei Territori palestinesi occupati è passata in primo piano con il rapporto pubblicato dalla relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina, Francesca Albanese, che ha messo in guardia le imprese dal fare investimenti, nelle zone che la Corte internazionale di giustizia (CIG) ha dichiarato occupate illegalmente da Israele.
Che sia questo uno dei motivi (interessi ENI) per cui il governo italiano non riconosce lo Stato palestinese, insieme naturalmente alla servile sudditanza verso l'autocrate Trump?