Richiesta al Ministro dell’Istruzione per una corretta rappresentazione del sionismo.


Richiesta al Ministro dell’Istruzione per una corretta rappresentazione del sionismo.
Il problema
Egregio dottor Valditara,
chi scrive, oltre a essere un insegnante di materie umanistiche, è un attivista sionista. Dedico molto del mio tempo alla lotta contro le oppressioni vere: contro Putin, contro l'islamismo politico, contro tutto ciò che tenta di ridurre i margini di libertà faticosamente conquistati dalle lotte di emancipazione.
Premetto una definizione, perché oggi, tra i banchi di scuola e nelle aule universitarie, circola un'ignoranza pericolosa. Il sionismo non è un'ideologia razzista o coloniale. Non è parente del fascismo né del nazismo. Il sionismo è, da oltre un secolo, il movimento di liberazione nazionale e di autodeterminazione del popolo ebraico. È nato in Europa tra la fine dell'Ottocento come risposta al fallimento dell'emancipazione e alla persistente violenza antisemita – dai pogrom russi alla questione Dreyfus. Ha riportato un popolo esiliato nella sua terra d'origine, ha costruito una democrazia parlamentare in una regione ostile, ha dato voce a un'esperienza di emancipazione politica e culturale unica al mondo. Paragonarlo al nazismo non è solo un errore storico: è un atto di propaganda antisemita.
Strumentale a questa campagna contro la verità è diventato il palestinismo militante – un vero e proprio culto che ha nel suo nucleo l'antioccidentalismo e l'antisemitismo. Per riattivare la più aggressiva campagna di propaganda antisemita dal 1945, i suoi sostenitori hanno fatto leva su due strumenti: l'uso del termine "antisionista" come maschera rispettabile, e la sovrapposizione – ideologica e storicamente falsa – del sionismo con totalitarismi come il nazismo e il fascismo.
Alla luce di questa campagna, che rischia di produrre esiti nefasti nella formazione delle giovani generazioni, con la presente chiedo di introdurre nel curriculum scolastico un modulo di storia del sionismo e della liberazione del popolo ebraico. Non serve un'ora in più di scuola, ma uno spazio dedicato e strutturato, che spieghi:
· cos'era il movimento sionista e perché nacque;
· chi furono i suoi fondatori (da Herzl a Jabotinsky, da Weizmann a Ben Gurion);
· quale fu il suo rapporto con il diritto internazionale e con il Mandato britannico;
· come il sionismo abbia realizzato l'autodeterminazione di un popolo perseguitato;
· perché l'equiparazione tra sionismo e nazismo è un falso storico al servizio di una nuova propaganda antisemita.
Solo sciogliendo il legame falsamente imposto tra sionismo e nazismo si potrà disarmare la propaganda antisemita alla radice – e restituire al dibattito pubblico la possibilità di distinguere tra critica legittima a Israele (che è un diritto democratico) e negazione del diritto di esistere dello Stato ebraico (che è antisemitismo). La scuola italiana, che già insegna la Resistenza e la Shoah, non può più tacere su queste pagine di storia. Non può lasciare che i suoi studenti imparino il sionismo dai volantini del palestinismo militante.
Con stima e rispetto.
Robero Damico

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Il problema
Egregio dottor Valditara,
chi scrive, oltre a essere un insegnante di materie umanistiche, è un attivista sionista. Dedico molto del mio tempo alla lotta contro le oppressioni vere: contro Putin, contro l'islamismo politico, contro tutto ciò che tenta di ridurre i margini di libertà faticosamente conquistati dalle lotte di emancipazione.
Premetto una definizione, perché oggi, tra i banchi di scuola e nelle aule universitarie, circola un'ignoranza pericolosa. Il sionismo non è un'ideologia razzista o coloniale. Non è parente del fascismo né del nazismo. Il sionismo è, da oltre un secolo, il movimento di liberazione nazionale e di autodeterminazione del popolo ebraico. È nato in Europa tra la fine dell'Ottocento come risposta al fallimento dell'emancipazione e alla persistente violenza antisemita – dai pogrom russi alla questione Dreyfus. Ha riportato un popolo esiliato nella sua terra d'origine, ha costruito una democrazia parlamentare in una regione ostile, ha dato voce a un'esperienza di emancipazione politica e culturale unica al mondo. Paragonarlo al nazismo non è solo un errore storico: è un atto di propaganda antisemita.
Strumentale a questa campagna contro la verità è diventato il palestinismo militante – un vero e proprio culto che ha nel suo nucleo l'antioccidentalismo e l'antisemitismo. Per riattivare la più aggressiva campagna di propaganda antisemita dal 1945, i suoi sostenitori hanno fatto leva su due strumenti: l'uso del termine "antisionista" come maschera rispettabile, e la sovrapposizione – ideologica e storicamente falsa – del sionismo con totalitarismi come il nazismo e il fascismo.
Alla luce di questa campagna, che rischia di produrre esiti nefasti nella formazione delle giovani generazioni, con la presente chiedo di introdurre nel curriculum scolastico un modulo di storia del sionismo e della liberazione del popolo ebraico. Non serve un'ora in più di scuola, ma uno spazio dedicato e strutturato, che spieghi:
· cos'era il movimento sionista e perché nacque;
· chi furono i suoi fondatori (da Herzl a Jabotinsky, da Weizmann a Ben Gurion);
· quale fu il suo rapporto con il diritto internazionale e con il Mandato britannico;
· come il sionismo abbia realizzato l'autodeterminazione di un popolo perseguitato;
· perché l'equiparazione tra sionismo e nazismo è un falso storico al servizio di una nuova propaganda antisemita.
Solo sciogliendo il legame falsamente imposto tra sionismo e nazismo si potrà disarmare la propaganda antisemita alla radice – e restituire al dibattito pubblico la possibilità di distinguere tra critica legittima a Israele (che è un diritto democratico) e negazione del diritto di esistere dello Stato ebraico (che è antisemitismo). La scuola italiana, che già insegna la Resistenza e la Shoah, non può più tacere su queste pagine di storia. Non può lasciare che i suoi studenti imparino il sionismo dai volantini del palestinismo militante.
Con stima e rispetto.
Robero Damico

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Petizione creata in data 27 aprile 2026