Richiediamo l'"Obiezione di Coscienza Fiscale" nelle Tasse Italiane

Richiediamo l'"Obiezione di Coscienza Fiscale" nelle Tasse Italiane

Firmatari recenti
Wanda Crosio e altri 10 hanno firmato di recente.

Il problema

Da cittadino italiano, sento profondamente che il mio diritto alla non-belligeranza dovrebbe essere rispettato, anche in relazione a dove vengono dirette le mie tasse.

 

Lancio questa petizione chiamata "Obiezione di Coscienza Fiscale", richiedendo alle istituzioni italiane di riconoscere e tutelare il diritto dei cittadini a non finanziare, contro la propria volontà, l’industria bellica. Chiediamo un’opzione concreta e trasparente per:

 

Quantificare individualmente l’ammontare delle proprie tasse destinato al comparto difesa;
Reindirizzare tale quota, con un meccanismo simile al 5x1000, verso istituzioni benefiche, ricerca scientifica, educazione pubblica e infrastrutture civili.
In un momento storico in cui la percentuale del nostro budget nazionale dedicata alla difesa è in costante aumento – circa l’1,3% del PIL italiano secondo l’Istituto Internazionale di Studi Strategici – chiediamo che venga riconosciuto il diritto alla destinazione alternativa delle risorse fiscali da parte di chi obietta per motivi etici, religiosi o civili all’uso militare della propria contribuzione.

 

L’articolo 11 della Costituzione Italiana afferma che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”
Crediamo che questo principio debba riflettersi anche nella gestione delle risorse pubbliche e nel diritto del contribuente di rifiutarsi di sostenere l’industria bellica. 

 

L’urgenza è evidente. In questi giorni la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato un piano per accelerare il riarmo bypassando il Parlamento europeo, rafforzando ulteriormente l’industria della difesa senza una vera discussione democratica sui fondi impiegati (fonte).

 

Contemporaneamente, cresce la preoccupazione sul piano etico e ambientale: il settore militare continua a beneficiare di etiche ESG più deboli o ambigue, mettendo a rischio la trasparenza e la fiducia degli investitori e dei cittadini (fonte).

 

Chiediamo un atto di coscienza, trasparenza e democrazia fiscale. Siamo nel 2025: abbiamo la tecnologia per farlo e l'obsolescenza non può più essere un paravento al progresso democratico.

 

È tempo di permettere ai cittadini di decidere in modo consapevole, pacifico e costruttivo dove indirizzare il frutto del proprio lavoro.


Firma questa petizione per sostenere l’Obiezione di Coscienza Fiscale in Italia.


Per una Italia fondata sul lavoro e sul progresso (e non regresso) umano.

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matteo tambussiPromotore della petizione

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Wanda Crosio e altri 10 hanno firmato di recente.

Il problema

Da cittadino italiano, sento profondamente che il mio diritto alla non-belligeranza dovrebbe essere rispettato, anche in relazione a dove vengono dirette le mie tasse.

 

Lancio questa petizione chiamata "Obiezione di Coscienza Fiscale", richiedendo alle istituzioni italiane di riconoscere e tutelare il diritto dei cittadini a non finanziare, contro la propria volontà, l’industria bellica. Chiediamo un’opzione concreta e trasparente per:

 

Quantificare individualmente l’ammontare delle proprie tasse destinato al comparto difesa;
Reindirizzare tale quota, con un meccanismo simile al 5x1000, verso istituzioni benefiche, ricerca scientifica, educazione pubblica e infrastrutture civili.
In un momento storico in cui la percentuale del nostro budget nazionale dedicata alla difesa è in costante aumento – circa l’1,3% del PIL italiano secondo l’Istituto Internazionale di Studi Strategici – chiediamo che venga riconosciuto il diritto alla destinazione alternativa delle risorse fiscali da parte di chi obietta per motivi etici, religiosi o civili all’uso militare della propria contribuzione.

 

L’articolo 11 della Costituzione Italiana afferma che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”
Crediamo che questo principio debba riflettersi anche nella gestione delle risorse pubbliche e nel diritto del contribuente di rifiutarsi di sostenere l’industria bellica. 

 

L’urgenza è evidente. In questi giorni la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato un piano per accelerare il riarmo bypassando il Parlamento europeo, rafforzando ulteriormente l’industria della difesa senza una vera discussione democratica sui fondi impiegati (fonte).

 

Contemporaneamente, cresce la preoccupazione sul piano etico e ambientale: il settore militare continua a beneficiare di etiche ESG più deboli o ambigue, mettendo a rischio la trasparenza e la fiducia degli investitori e dei cittadini (fonte).

 

Chiediamo un atto di coscienza, trasparenza e democrazia fiscale. Siamo nel 2025: abbiamo la tecnologia per farlo e l'obsolescenza non può più essere un paravento al progresso democratico.

 

È tempo di permettere ai cittadini di decidere in modo consapevole, pacifico e costruttivo dove indirizzare il frutto del proprio lavoro.


Firma questa petizione per sostenere l’Obiezione di Coscienza Fiscale in Italia.


Per una Italia fondata sul lavoro e sul progresso (e non regresso) umano.

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matteo tambussiPromotore della petizione

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