Ad un anno dal lancio di questa petizione è venuto il momento di annunciare formalmente e direi finalmente “Vittoria”.
Ho temporeggiato fino ad oggi, nonostante la demolizione sia stata ultimata alla metà circa di agosto scorso, nell’attesa che anche gli ultimi residui dell’abuso edilizio fossero rimossi: il riferimento è alla griglia metallica arrugginita che fino a ieri pomeriggio ancora sporgeva pericolosamente occupando il marciapiedi su viale Colli Aminei, insieme ad alcuni residui della demolizione e a rifiuti vari.
E’ innegabile, in ogni caso, che un risultato “storico” sia stato raggiunto e questo, ritengo, grazie alla convincente sensibilizzazione delle Istituzioni generata dall’ampia condivisione di questa petizione che ha evidenziato come, nonostante tutto, la nostra coscienza civica è viva.
Tanto è emerso chiaramente dalle discussioni che il tema della demolizione ha suscitato, nel corso delle quali, peraltro, sono state evidenziate ulteriori rilevanti criticità, altrettanto annose, che riguardano il quartiere collinare della Città e che meritano una soluzione rapida ed efficace visto che molti cittadini attendono, da troppo tempo, risposte concrete che mi auguro questa sintesi possa stimolare:
1- Il muro pericolante di Parco Amendola.
2- La piscina “fantasma” di Via Nicolardi.
3- La “mulattiera” di Via Bosco di Capodimonte
A queste, come avevo anticipato, è “dedicata” la chiusura di questa petizione, con la precisazione che i dati indicati sono tutti reperibili in rete.
1- Il muro pericolante di Parco Amendola.
Da circa 10 anni ormai, il muro di confine ubicato fra il “Parco Amendola” e la strada comunale Colli Aminei, risulta in più punti dissestato e puntellato con tubi innocenti posti in opera obliquamente fra il marciapiede (inaccessibile) e il muro stesso, a cui si sono stati aggiunti più recentemente dei new jersey in cemento che invadono una parte della carreggiata, limitando il traffico veicolare e il passaggio pedonale.
Nel 2021 è stato indetto un bando di gara per l’affidamento dei “Lavori di ripristino”, aggiudicato per €.163.545,00 ad una S.r.l. che avrebbe poi “rescisso” il contratto d’appalto poiché il progetto esecutivo posto a base del bando stesso era errato e i costi dell’intervento molto più elevati dell’importo di aggiudicazione.
Ad oggi, nonostante il sofferto sacrificio di numerosi alberi e il lungo tempo trascorso, nessun progetto è stato realizzato e l'impalcatura stessa si è trasformata in un ricettacolo di ogni specie di immondizia, nonostante le richieste dei cittadini: https://www.change.org/p/muro-pericolante-viale-colli-aminei-34
Vale la pena evidenziare che per l’elaborazione di tale progetto risultano liquidati al progettista €.27.642,31 (di cui €.5.200,00 il 31/03/2022, altri €5.200,00 il 05/08/2022 e gli ultimi €.3.640,00 il 22/12/2022).
In conclusione, quindi: SONO TRASCORSI 10 ANNI, sono stati stanziati circa 163.000 euro, ne sono stati pagati circa 27.000 per un progetto, a quanto pare errato, il muro è rimasto dissestato, il marciapiedi interdetto ai pedoni e la strada parzialmente chiusa al transito dei veicoli.
2- La piscina “fantasma” di Via Nicolardi
Correva l’anno 2018 (esattamente “Domenica 13 maggio”) quando, presso il Parco “Rosaria Lanzetta Buono” di Via Nicolardi, veniva inaugurato il cantiere per la realizzazione di una piscina pubblica (progetto approvato nel 2015), interamente finanziato dalla Regione Campania per un costo complessivo di 3 milioni di euro.
Nel 2019 il Comune di Napoli ha ricevuto dalla Regione Campania 1 milione 206 mila euro.
Nel Bilancio gestionale 2024-2026 della Regione risulta iscritta e appostata la somma residua di 1 milione 793 mila, come contributo per la realizzazione, costruzione e completamento della piscina.
Ad oggi, però, l’opera è ben lontana dall’essere ultimata in quanto risulta realizzata per ora (a circa 6 anni dall’inaugurazione) solo una inutile colata di cemento e la zona versa da tempo in stato di abbandono e degrado.
In conclusione, quindi: SONO TRASCORSI 10 ANNI, il Comune di Napoli ha già ricevuto 1 milione e 206 mila euro (che verosimilmente ha versato (ndr. quando?) all’impresa che ha effettuato “i lavori”), la Regione ha fondi bloccati per 1 milione e 793 mila euro (che, aggiungo, avrebbero potuto avere ben altra destinazione, basti pensare alle esigenze della sanità) e la piscina è solo un lontano miraggio.
3- La “mulattiera” di Via Bosco di Capodimonte
Tra il 2008 e il 2009 venne aggiudicato dal Comune di Napoli l'appalto dei lavori di riqualificazione urbana delle Vie Bosco a Capodimonte, Cardinale Prisco e S. Maria delle Grazie, per un corrispettivo di euro 971.058,35 a tale scopo stanziato.
I lavori si sarebbero dovuti svolgere in varie fasi (circa 10), ma dopo una esecuzione parziale e il pagamento di circa 300.000 euro si interruppero nel 2011 e da allora via Bosco è rimasta la “mulattiera” che tutti purtroppo conosciamo e percorriamo.
In conclusione, quindi: SONO TRASCORSI 15 ANNI, sono stati stanziati 900.000 euro, ne sono stati pagati 300.000 e via Bosco di Capodimonte è rimasta, purtroppo, una “mulattiera”.
AMAT VICTORIA CURAM