La "Vittoria" è stata in massima parte conquistata, ma per essere proclamata è necessario che sia piena ed effettiva, ciò che avverrà, a mio avviso e non vorrei sembrare eccessivo, solo quando le macerie della demolizione saranno completamente rimosse.
Nell'attesa, qualche riflessione a margine di quanto accaduto credo sia oggi opportuna.
I RINGRAZIAMENTI
Prima, però, ritengo doveroso rivolgere un sentito ringraziamento a coloro che hanno fattivamente contribuito al conseguimento di questo risultato: a tutti i lavoratori che hanno materialmente operato sul cantiere della demolizione, taluni in condizioni estreme dovute al caldo rovente dell'estate; ai cittadini che hanno per primi ingaggiato questa battaglia di Legalità combattendola per oltre 60 anni; ai Colleghi dell'Avvocatura municipale che hanno curato il contenzioso giudiziario da cui sono scaturite le sentenze del Consiglio di Stato che hanno sancito in via definitiva l'abusività del rudere; alle oltre 1.600 persone che hanno sottoscritto questa petizione e a chi l'ha sostenuta (merita una menzione particolare a tale riguardo la Consigliera Giuliana de Lorenzo anche per il suo costante supporto); al quotidiano "Roma - Il Giornale di Napoli" che ha raccontato gli eventi di questi ultimi mesi con professionalità, dando voce alle istanze ed alle rivendicazioni della cittadinanza e restituendo una cronaca "vera" e non contaminata dal protagonismo narcisista di una certa politica; a Sua Eminenza Monsignor Battaglia, per il Suo prezioso interessamento.
LA RIFLESSIONE SU QUELLO CHE E' STATO...
A questo punto voglio solo evidenziare che con la demolizione del rudere dei Colli Aminei si chiude un ciclo "storico" di abusi edilizi sorti nel solco del "Sacco di Napoli", che hanno avuto matrice comune e goduto, fino ad un certo punto, della medesima "protezione" politica: il più noto ecomostro di Alimuri, il mostro "gemello" sullo svincolo dell'uscita Arenella della tangenziale di Napoli, e, appunto, quello dei Colli Aminei. In rete sono numerosi i contributi utili ad eventuali approfondimenti a riguardo. Per queste ragioni e soprattutto tenuto conto che ci sono voluti 63 anni per venire a capo della demolizione, reputo francamente inappropriato e fuorviante discuterne oggi in termini di "meriti" da attribuire a qualcuno.
Tutto questo, però, fortunatamente appartiene al passato.
... E QUALCHE SPUNTO PER IL FUTURO
Parcheggiato il sovraffollato "carro dei vincitori", credo che le riflessioni più utili che la nostra vicenda può e deve indurre, riguardano il futuro della nostra comunità.
Nel corso di questi mesi sono stati numerosi sui social, nel contesto del dibattito sull'abbattimento, i messaggi di cittadini che richiedevano l'intervento delle Istituzioni per la risoluzione di problemi altrettanto seri e annosi.
Tra questi alcuni meritano a mio avviso particolare attenzione e ad essi, perciò, sarà dedicato il messaggio finale di chiusura di questa petizione...