Richiediamo al governo di riconoscere il coniglio come animale d’affezione

Il problema

Il coniglio è oggi uno degli animali domestici più diffusi in Italia: milioni di famiglie lo accolgono nelle proprie case, riconoscendolo come un essere sensibile, intelligente e capace di stabilire legami affettivi profondi con l’uomo.

Nonostante ciò, il coniglio continua a essere considerato — secondo la legislazione vigente — sia un animale d’affezione sia una specie destinata alla produzione alimentare. Questa ambiguità normativa genera una grave incoerenza etica e culturale.

L’Italia è tra i principali produttori di carne di coniglio in Europa, ma i dati degli ultimi anni mostrano un crollo costante nei consumi. Sempre più cittadini scelgono alternative vegetali, mentre cresce la consapevolezza del valore degli animali non umani come individui e non come risorse.

In molti Paesi europei la macellazione dei cavalli è già vietata o fortemente limitata. È dunque tempo di estendere anche al coniglio una piena tutela giuridica, riconoscendolo per ciò che è: un animale d’affezione, non un prodotto alimentare.


Obiettivi della proposta

Riconoscere il coniglio (Oryctolagus cuniculus domesticus) come animale d’affezione, al pari di cani e gatti.

Abolire l’allevamento, la macellazione e la vendita di carne di coniglio sul territorio italiano.
Prevedere una transizione equa e sostenibile per gli allevatori, con incentivi alla riconversione verso attività alternative (agricoltura vegetale, turismo rurale, pet therapy, ecc.).
Promuovere campagne educative sul rispetto e la conoscenza dei conigli come esseri senzienti e sociali.

 La proposta presentata dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla:

Atto Camera n. 49, riconosce i conigli come animali d’affezione e vieta la vendita e il consumo della loro carne e l’uso commerciale delle loro pelli. È stata assegnata alla 13ª Commissione permanente Agricoltura il 30 gennaio 2023, sfortunatamente ancora oggi è ferma.

https://www.camera.it/leg19/126?leg=19&idDocumento=49

TESTO DELLA PROPOSTA

 

Oggetto della legge:

La presente legge  proposta dall’onorevole Brambilla ha lo scopo di riconoscere il coniglio (Oryctolagus cuniculus domesticus) come animale d’affezione, vietandone l’allevamento, la detenzione, la macellazione e il commercio a fini alimentari o a altri fini produttivi o sperimentali.

Testo proposto come integrazione:

Art. 1 — Divieto di allevamento e macellazione a fini alimentari. È vietato sul territorio nazionale l’allevamento, la macellazione, la commercializzazione e la somministrazione di carne di coniglio destinata al consumo umano.

 

Art. 2— Misure di transizione e riconversione

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste istituisce un fondo di sostegno per la riconversione degli allevamenti cunicoli verso pratiche sostenibili e non cruente. Sono previste misure di accompagnamento per la formazione e la riqualificazione professionale degli operatori del settore.

 

Al momento, c’è una proposta di legge (Atto Camera n. 49, presentata dall’on. Michela Vittoria Brambilla) che riconosce i conigli come animali d’affezione e vieta la vendita e il consumo della loro carne e l’uso commerciale delle loro pelli. È stata assegnata alla 13ª Commissione permanente Agricoltura il 30 gennaio 2023.

Art. 3 — Campagne informative e sensibilizzazione

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in collaborazione con associazioni e enti territoriali, promuove campagne di informazione e sensibilizzazione sui diritti e il benessere dei conigli.

Art. 4 — Sanzioni

Chiunque violi le disposizioni della presente legge è soggetto alle sanzioni amministrative e penali previste dal D.Lgs. 146/2001 e successive modifiche in materia di protezione degli animali.

 

 

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Noemi RicciardettoPromotore della petizione

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Il problema

Il coniglio è oggi uno degli animali domestici più diffusi in Italia: milioni di famiglie lo accolgono nelle proprie case, riconoscendolo come un essere sensibile, intelligente e capace di stabilire legami affettivi profondi con l’uomo.

Nonostante ciò, il coniglio continua a essere considerato — secondo la legislazione vigente — sia un animale d’affezione sia una specie destinata alla produzione alimentare. Questa ambiguità normativa genera una grave incoerenza etica e culturale.

L’Italia è tra i principali produttori di carne di coniglio in Europa, ma i dati degli ultimi anni mostrano un crollo costante nei consumi. Sempre più cittadini scelgono alternative vegetali, mentre cresce la consapevolezza del valore degli animali non umani come individui e non come risorse.

In molti Paesi europei la macellazione dei cavalli è già vietata o fortemente limitata. È dunque tempo di estendere anche al coniglio una piena tutela giuridica, riconoscendolo per ciò che è: un animale d’affezione, non un prodotto alimentare.


Obiettivi della proposta

Riconoscere il coniglio (Oryctolagus cuniculus domesticus) come animale d’affezione, al pari di cani e gatti.

Abolire l’allevamento, la macellazione e la vendita di carne di coniglio sul territorio italiano.
Prevedere una transizione equa e sostenibile per gli allevatori, con incentivi alla riconversione verso attività alternative (agricoltura vegetale, turismo rurale, pet therapy, ecc.).
Promuovere campagne educative sul rispetto e la conoscenza dei conigli come esseri senzienti e sociali.

 La proposta presentata dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla:

Atto Camera n. 49, riconosce i conigli come animali d’affezione e vieta la vendita e il consumo della loro carne e l’uso commerciale delle loro pelli. È stata assegnata alla 13ª Commissione permanente Agricoltura il 30 gennaio 2023, sfortunatamente ancora oggi è ferma.

https://www.camera.it/leg19/126?leg=19&idDocumento=49

TESTO DELLA PROPOSTA

 

Oggetto della legge:

La presente legge  proposta dall’onorevole Brambilla ha lo scopo di riconoscere il coniglio (Oryctolagus cuniculus domesticus) come animale d’affezione, vietandone l’allevamento, la detenzione, la macellazione e il commercio a fini alimentari o a altri fini produttivi o sperimentali.

Testo proposto come integrazione:

Art. 1 — Divieto di allevamento e macellazione a fini alimentari. È vietato sul territorio nazionale l’allevamento, la macellazione, la commercializzazione e la somministrazione di carne di coniglio destinata al consumo umano.

 

Art. 2— Misure di transizione e riconversione

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste istituisce un fondo di sostegno per la riconversione degli allevamenti cunicoli verso pratiche sostenibili e non cruente. Sono previste misure di accompagnamento per la formazione e la riqualificazione professionale degli operatori del settore.

 

Al momento, c’è una proposta di legge (Atto Camera n. 49, presentata dall’on. Michela Vittoria Brambilla) che riconosce i conigli come animali d’affezione e vieta la vendita e il consumo della loro carne e l’uso commerciale delle loro pelli. È stata assegnata alla 13ª Commissione permanente Agricoltura il 30 gennaio 2023.

Art. 3 — Campagne informative e sensibilizzazione

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in collaborazione con associazioni e enti territoriali, promuove campagne di informazione e sensibilizzazione sui diritti e il benessere dei conigli.

Art. 4 — Sanzioni

Chiunque violi le disposizioni della presente legge è soggetto alle sanzioni amministrative e penali previste dal D.Lgs. 146/2001 e successive modifiche in materia di protezione degli animali.

 

 

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Noemi RicciardettoPromotore della petizione

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