Revocare temporaneamente il porto d'armi a chi ha conclamati problemi psichici

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Il problema

Nel nostro paese esiste da sedici anni una norma (articolo 6 del Decreto legislativo del 26/10/2010 n. 204) 
che avrebbe potuto salvare innumerevoli vite, ma che non è mai stata applicata.

Questa norma consente l'incrocio dei dati fra i database della Sanità e quelli dell'Interno, per revocare temporaneamente il porto d'armi e la detenzione a coloro che sono in cura per depressione, stanno seguendo una terapia con psicofarmaci, o hanno avuto un ricovero psichiatrico. Purtroppo è da undici anni che rimane lettera morta.

Pensiamo alle tragedie che si sarebbero potute evitare, o quanto meno ridurre nel numero e nella gravità. Situazioni critiche che avrebbero potuto essere gestite in tempo reale grazie a un sistema efficiente e funzionante. Viviamo in un'era in cui la tecnologia consente il monitoraggio immediato e la condivisione dei dati nel rispetto della privacy, garantendo misure preventive in ambiti sensibili come questo.

Chiediamo alle autorità competenti di attuare finalmente questa norma per proteggere le vite e la sicurezza dei cittadini.

Esempi in altri paesi dimostrano l'efficacia di tali misure, che si sono dimostrate deterrenti efficaci per evitare tragedie causate dall'uso improprio delle armi da parte di persone in condizioni di fragilità mentale.

Un cambiamento è possibile, ma abbiamo bisogno del tuo supporto per richiederlo ad alta voce.

Firma questa petizione per fare in modo che la norma sull'incrocio dei dati sanitari e giudiziari venga finalmente attuata. La tua firma potrebbe essere determinante per prevenire la prossima tragedia, proteggendo sia chi è in difficoltà sia l'intera comunità.

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Fasce DionigiPromotore della petizione

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