Rendiamo l’Italia autonoma in tecnologia, cybersecurity e intelligence digitale

Firmatari recenti
Francesco Fusaroli e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Questa non è una petizione per aumentare le spese militari o acquistare armi. È una richiesta di rafforzare la capacità dell’Italia di essere autonoma in tecnologia, cybersecurity e intelligence digitale, senza dipendere da altri paesi.

 

Da normale cittadino che crede nell’importanza di rendere l’Italia più autonoma nei settori strategici come tecnologia, cybersecurity e intelligence digitale, sento il dovere di chiedere un impegno concreto.

Oggi dipendiamo troppo dall’estero e questo ci espone a vulnerabilità e condizionamenti.

Credo che il nostro Paese abbia tutte le capacità per investire in sé stesso e costruire un futuro più sicuro e indipendente.

Mi sono chiesto cosa posso fare nel mio piccolo. La risposta è credere nella forza dei grandi numeri e sperare che tanta gente, come me, abbia voglia di esprimere le proprie idee e scuotere le coscienze di chi ha il potere di cambiare le cose.

PERCHÉ È GIUNTO IL MOMENTO DI AGIRE?

L’Italia ha le competenze, le università e le industrie per diventare protagonista nei settori strategici della sicurezza informatica, dell’intelligence digitale e dell’intelligenza artificiale.
Eppure, oggi il nostro Paese dipende troppo da fornitori esteri per tecnologie essenziali: cybersecurity, sistemi di sorveglianza digitale, piattaforme di intelligence e protezione dalle minacce informatiche.

Questa dipendenza ci espone a ricatti commerciali e politici, e limita la nostra capacità di decidere in autonomia sulle scelte di politica estera.

Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di:

1. Aumentare progressivamente gli investimenti nazionali in ricerca e sviluppo (R&D) nei settori della cybersecurity e delle tecnologie strategiche, fino ad almeno il 2% del PIL entro il 2028.


2. Creare un Polo Nazionale per la Cybersecurity e l’Intelligenza Artificiale che unisca università, centri di ricerca e imprese, sul modello di quanto già fatto in Israele e Corea del Sud.


3. Rafforzare la collaborazione europea, ma con un ruolo di leadership italiana, evitando che il nostro Paese resti fanalino di coda nei grandi progetti comuni (es. droni, aerei di nuova generazione, sistemi di sicurezza informatica e di intelligence digitale).


4. Incentivare start-up italiane ad alta tecnologia con bandi mirati, per trattenere i nostri talenti e non dover importare tutto dall’estero.

Crediamo che l’Italia debba investire oggi per garantire domani sicurezza, lavoro qualificato e autonomia strategica.

avatar of the starter
Pietro CastelliPromotore della petizione

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Francesco Fusaroli e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Questa non è una petizione per aumentare le spese militari o acquistare armi. È una richiesta di rafforzare la capacità dell’Italia di essere autonoma in tecnologia, cybersecurity e intelligence digitale, senza dipendere da altri paesi.

 

Da normale cittadino che crede nell’importanza di rendere l’Italia più autonoma nei settori strategici come tecnologia, cybersecurity e intelligence digitale, sento il dovere di chiedere un impegno concreto.

Oggi dipendiamo troppo dall’estero e questo ci espone a vulnerabilità e condizionamenti.

Credo che il nostro Paese abbia tutte le capacità per investire in sé stesso e costruire un futuro più sicuro e indipendente.

Mi sono chiesto cosa posso fare nel mio piccolo. La risposta è credere nella forza dei grandi numeri e sperare che tanta gente, come me, abbia voglia di esprimere le proprie idee e scuotere le coscienze di chi ha il potere di cambiare le cose.

PERCHÉ È GIUNTO IL MOMENTO DI AGIRE?

L’Italia ha le competenze, le università e le industrie per diventare protagonista nei settori strategici della sicurezza informatica, dell’intelligence digitale e dell’intelligenza artificiale.
Eppure, oggi il nostro Paese dipende troppo da fornitori esteri per tecnologie essenziali: cybersecurity, sistemi di sorveglianza digitale, piattaforme di intelligence e protezione dalle minacce informatiche.

Questa dipendenza ci espone a ricatti commerciali e politici, e limita la nostra capacità di decidere in autonomia sulle scelte di politica estera.

Chiediamo al Governo e al Parlamento italiano di:

1. Aumentare progressivamente gli investimenti nazionali in ricerca e sviluppo (R&D) nei settori della cybersecurity e delle tecnologie strategiche, fino ad almeno il 2% del PIL entro il 2028.


2. Creare un Polo Nazionale per la Cybersecurity e l’Intelligenza Artificiale che unisca università, centri di ricerca e imprese, sul modello di quanto già fatto in Israele e Corea del Sud.


3. Rafforzare la collaborazione europea, ma con un ruolo di leadership italiana, evitando che il nostro Paese resti fanalino di coda nei grandi progetti comuni (es. droni, aerei di nuova generazione, sistemi di sicurezza informatica e di intelligence digitale).


4. Incentivare start-up italiane ad alta tecnologia con bandi mirati, per trattenere i nostri talenti e non dover importare tutto dall’estero.

Crediamo che l’Italia debba investire oggi per garantire domani sicurezza, lavoro qualificato e autonomia strategica.

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Pietro CastelliPromotore della petizione

I decisori

Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano

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Petizione creata in data 19 agosto 2025