Regolare i prezzi degli affitti a Cagliari

Firmatari recenti
anna maria arioli e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Alla cortese attenzione del Sindaco di Cagliari,

Agli Assessori alle Politiche Abitative e all’Urbanistica del Comune di Cagliari,

Al Presidente della Regione Autonoma della Sardegna,

Alle autorità di Pubblica Sicurezza e agli enti competenti

 

OGGETTO: Istanza collettiva e denuncia sull'emergenza abitativa a Cagliari e hinterland.


I sottoscritti cittadini, residenti, studenti fuori sede e lavoratori della città di Cagliari e dei comuni limitrofi, intendono esprimere la propria profonda indignazione e preoccupazione riguardo all’insostenibile situazione del mercato immobiliare locale.

 

Cagliari sta diventando una città per pochi, dove il diritto costituzionale all'abitare è sacrificato sull’altare di una speculazione privata selvaggia e incontrollata.

 

1. I numeri dell’insostenibilità


I dati parlano chiaro: vivere a Cagliari costa oggi quanto in grandi metropoli del Nord, a fronte di redditi medi decisamente inferiori.

Prezzi fuori controllo: Ad aprile 2026, il prezzo medio per l'affitto a Cagliari ha raggiunto circa 13,34 €/m² (Fonte: Osservatorio Immobiliare.it), con punte che superano i 15 €/m² in zone come Marina, Stampace e Villanova.
Il confronto nazionale: Mentre la media delle Isole si attesta sui 11,8 €/m², Cagliari si posiziona su livelli simili a città come Verona o Padova (14-15 €/m²). In molte aree della città, un monolocale di 50mq viene proposto a cifre che oscillano tra i 750 e i 1000 euro mensili: una pretesa assurda per la realtà sarda.


2. Il paradosso dello sfitto e la piaga delle "case fantasma"


È inaccettabile che, a fronte di migliaia di persone in cerca di casa, esista un patrimonio immobiliare inutilizzato o sottratto ai residenti.

 

Case vuote: Secondo i dati ISTAT e le analisi di Openpolis, Cagliari presenta una quota di abitazioni non occupate superiore al 14%.


Speculazione Turistica: Oltre 2.100 immobili sono stati convertiti in affitti brevi (Airbnb/Booking), svuotando i quartieri storici e costringendo le persone a spostarsi forzatamente nell’hinterland.


3. Il muro di gomma: Nero, speculazione e pretese assurde


Oltre al costo esorbitante, chi cerca casa si scontra con una gestione dell'offerta che definire "criminale" è un eufemismo.

 

L'illegalità diffusa: Moltissimi immobili vengono proposti esclusivamente "in nero", privando l'inquilino di ogni tutela legale e assicurativa.
Barriere insormontabili: Al contrario, dove il contratto è regolare, i proprietari pretendono garanzie sproporzionate, come buste paga doppie o redditi altissimi dimostrabili, parametri che la maggior parte dei giovani sardi, precari o lavoratori stagionali, non può soddisfare.


Affitti "stagionali": La pratica degli affitti da settembre a giugno è una violenza sociale. Si pretende che i residenti spariscano d'estate per fare posto ai turisti, trasformando i cittadini in "inquilini stagionali" senza radici.
Degrado strutturale: Case fatiscenti, impianti fuori norma e arredi di scarto vengono spacciati per "appartamenti di pregio", sfruttando la disperazione di chi ha bisogno di un tetto.

 
A questo si aggiunge il dramma delle giovani coppie: mettere su famiglia a Cagliari è ormai un atto di eroismo. Tra la preferenza per il turnover turistico e la pretesa di garanzie inarrivabili, chi progetta un futuro viene sistematicamente respinto. Negare una casa a chi vuole mettere radici significa condannare la città allo spopolamento e costringere i giovani sardi a rinunciare alla genitorialità o all'esilio forzato.


4. Le richieste dei cittadini


Non siamo più disposti ad accettare passivamente questo scempio. Chiediamo alle Istituzioni un intervento immediato per fermare la speculazione dei padroni di casa.

 

Chiediamo l'istituzione di un tetto massimo ai canoni di locazione basato sulla reale qualità dell'immobile e l'avvio di controlli a tappeto per sanzionare chi propone affitti in nero o immobili non a norma.

 

Istituire un Fondo per l'Abitazione Sarda: È necessario un fondo regionale e comunale dedicato all'integrazione degli affitti o alla prestazione di garanzie pubbliche, per permettere ai sardi (giovani, famiglie e studenti) di poter continuare a vivere nella propria città, sottraendo il mercato dalle mani degli speculatori.


Regolamentazione degli affitti brevi: Limitazioni drastiche per il cambio di destinazione d'uso turistico, priorità assoluta ai residenti e tassazione maggiorata per chi tiene gli immobili sfitti per lunghi periodi.


Cagliari deve tornare a essere una città per chi la vive, la studia e la lavora ogni giorno, non una riserva di caccia per speculatori immobiliari.

 

In attesa di un riscontro urgente e di misure concrete,

 

I cittadini di Cagliari e dintorni

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Stefano AresuPromotore della petizione

87

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Il problema

Alla cortese attenzione del Sindaco di Cagliari,

Agli Assessori alle Politiche Abitative e all’Urbanistica del Comune di Cagliari,

Al Presidente della Regione Autonoma della Sardegna,

Alle autorità di Pubblica Sicurezza e agli enti competenti

 

OGGETTO: Istanza collettiva e denuncia sull'emergenza abitativa a Cagliari e hinterland.


I sottoscritti cittadini, residenti, studenti fuori sede e lavoratori della città di Cagliari e dei comuni limitrofi, intendono esprimere la propria profonda indignazione e preoccupazione riguardo all’insostenibile situazione del mercato immobiliare locale.

 

Cagliari sta diventando una città per pochi, dove il diritto costituzionale all'abitare è sacrificato sull’altare di una speculazione privata selvaggia e incontrollata.

 

1. I numeri dell’insostenibilità


I dati parlano chiaro: vivere a Cagliari costa oggi quanto in grandi metropoli del Nord, a fronte di redditi medi decisamente inferiori.

Prezzi fuori controllo: Ad aprile 2026, il prezzo medio per l'affitto a Cagliari ha raggiunto circa 13,34 €/m² (Fonte: Osservatorio Immobiliare.it), con punte che superano i 15 €/m² in zone come Marina, Stampace e Villanova.
Il confronto nazionale: Mentre la media delle Isole si attesta sui 11,8 €/m², Cagliari si posiziona su livelli simili a città come Verona o Padova (14-15 €/m²). In molte aree della città, un monolocale di 50mq viene proposto a cifre che oscillano tra i 750 e i 1000 euro mensili: una pretesa assurda per la realtà sarda.


2. Il paradosso dello sfitto e la piaga delle "case fantasma"


È inaccettabile che, a fronte di migliaia di persone in cerca di casa, esista un patrimonio immobiliare inutilizzato o sottratto ai residenti.

 

Case vuote: Secondo i dati ISTAT e le analisi di Openpolis, Cagliari presenta una quota di abitazioni non occupate superiore al 14%.


Speculazione Turistica: Oltre 2.100 immobili sono stati convertiti in affitti brevi (Airbnb/Booking), svuotando i quartieri storici e costringendo le persone a spostarsi forzatamente nell’hinterland.


3. Il muro di gomma: Nero, speculazione e pretese assurde


Oltre al costo esorbitante, chi cerca casa si scontra con una gestione dell'offerta che definire "criminale" è un eufemismo.

 

L'illegalità diffusa: Moltissimi immobili vengono proposti esclusivamente "in nero", privando l'inquilino di ogni tutela legale e assicurativa.
Barriere insormontabili: Al contrario, dove il contratto è regolare, i proprietari pretendono garanzie sproporzionate, come buste paga doppie o redditi altissimi dimostrabili, parametri che la maggior parte dei giovani sardi, precari o lavoratori stagionali, non può soddisfare.


Affitti "stagionali": La pratica degli affitti da settembre a giugno è una violenza sociale. Si pretende che i residenti spariscano d'estate per fare posto ai turisti, trasformando i cittadini in "inquilini stagionali" senza radici.
Degrado strutturale: Case fatiscenti, impianti fuori norma e arredi di scarto vengono spacciati per "appartamenti di pregio", sfruttando la disperazione di chi ha bisogno di un tetto.

 
A questo si aggiunge il dramma delle giovani coppie: mettere su famiglia a Cagliari è ormai un atto di eroismo. Tra la preferenza per il turnover turistico e la pretesa di garanzie inarrivabili, chi progetta un futuro viene sistematicamente respinto. Negare una casa a chi vuole mettere radici significa condannare la città allo spopolamento e costringere i giovani sardi a rinunciare alla genitorialità o all'esilio forzato.


4. Le richieste dei cittadini


Non siamo più disposti ad accettare passivamente questo scempio. Chiediamo alle Istituzioni un intervento immediato per fermare la speculazione dei padroni di casa.

 

Chiediamo l'istituzione di un tetto massimo ai canoni di locazione basato sulla reale qualità dell'immobile e l'avvio di controlli a tappeto per sanzionare chi propone affitti in nero o immobili non a norma.

 

Istituire un Fondo per l'Abitazione Sarda: È necessario un fondo regionale e comunale dedicato all'integrazione degli affitti o alla prestazione di garanzie pubbliche, per permettere ai sardi (giovani, famiglie e studenti) di poter continuare a vivere nella propria città, sottraendo il mercato dalle mani degli speculatori.


Regolamentazione degli affitti brevi: Limitazioni drastiche per il cambio di destinazione d'uso turistico, priorità assoluta ai residenti e tassazione maggiorata per chi tiene gli immobili sfitti per lunghi periodi.


Cagliari deve tornare a essere una città per chi la vive, la studia e la lavora ogni giorno, non una riserva di caccia per speculatori immobiliari.

 

In attesa di un riscontro urgente e di misure concrete,

 

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Petizione creata in data 3 maggio 2026