RedBird venda il Club e si apra una nuova era vincente.


RedBird venda il Club e si apra una nuova era vincente.
Il problema
Il Milan non è una semplice azienda calcistica.
Il Milan è storia, appartenenza, passione, identità popolare, prestigio internazionale. È una delle società più gloriose del calcio mondiale, un Club che ha costruito la propria grandezza attraverso la cultura della vittoria, il rispetto della maglia e l’ambizione di competere sempre ai massimi livelli.
Oggi, però, una parte sempre più ampia del popolo rossonero non si riconosce più nella direzione intrapresa dall’attuale proprietà RedBird, guidata da Gerry Cardinale, né nel modello gestionale rappresentato dall’attuale management del Club.
Con questa petizione chiediamo a RedBird Capital Partners di prendere atto della profonda frattura creatasi con larga parte della tifoseria milanista e di avviare un percorso serio, concreto e trasparente finalizzato alla cessione dell’AC Milan a una proprietà realmente ambiziosa, solida e orientata prima di tutto alla vittoria sportiva.
Chiediamo inoltre una netta discontinuità rispetto all’attuale linea dirigenziale e manageriale, rappresentata in particolare dall’Amministratore Delegato Giorgio Furlani, dal Presidente Paolo Scaroni, da Zlatan Ibrahimovic nel ruolo di consulente della proprietà e del management, e da Geoffrey Moncada quale Direttore Tecnico.
Il Milan non può vivere di sole qualificazioni alla Champions League.
Il Milan non può essere ridotto a un progetto in cui il risultato sportivo appare subordinato alla valorizzazione economica dei calciatori, alla sostenibilità finanziaria intesa come obiettivo prevalente e alla necessità di sacrificare sistematicamente i migliori elementi sull’altare del bilancio.
La sostenibilità economica è certamente importante. Nessun tifoso responsabile chiede una gestione dissennata, improvvisata o economicamente irresponsabile. Ma per un Club come il Milan la sostenibilità deve essere uno strumento al servizio della competitività, non il contrario. Il bilancio deve accompagnare la vittoria, non sostituirla. La programmazione deve rafforzare la squadra, non giustificare l’indebolimento tecnico. La proprietà deve avere come primo obiettivo quello di costruire un Milan capace di vincere, in Italia e in Europa, con continuità e autorevolezza.
Il Milan merita una proprietà che consideri la vittoria sul campo una priorità assoluta.
Merita una dirigenza capace di comprendere il peso della sua storia.
Merita un progetto tecnico credibile, ambizioso e coerente.
Merita rispetto per i suoi tifosi, per le sue leggende, per la sua maglia e per il suo ruolo nel calcio mondiale.
Non si tratta di nostalgia.
Non si tratta di contestazione fine a sé stessa.
Si tratta di difendere l’identità del Milan.
Il Milan è stato grande perché ha sempre pensato da grande. Ha conquistato il mondo perché non si è mai accontentato della mediocrità, dei piazzamenti, dei bilanci raccontati come trofei o delle qualificazioni considerate come massimo traguardo possibile.
Per questo chiediamo:
che RedBird Capital Partners prenda atto del fallimento del rapporto fiduciario con una parte significativa della tifoseria milanista;
che Gerry Cardinale avvii un percorso concreto per la cessione del Club a una proprietà più ambiziosa e maggiormente orientata al successo sportivo;
che venga aperta una nuova fase dirigenziale, con il superamento dell’attuale modello gestionale incarnato da Giorgio Furlani, Paolo Scaroni, Zlatan Ibrahimovic e Geoffrey Moncada;
che il Milan torni a mettere al centro il campo, la vittoria, la competitività tecnica e il prestigio internazionale;
che ogni scelta economica e finanziaria sia funzionale alla crescita sportiva del Club, e non viceversa.
Il Milan non appartiene emotivamente a un fondo, a un algoritmo, a un piano industriale o a una strategia di valorizzazione patrimoniale.
Il Milan appartiene alla sua storia, ai suoi colori e al suo popolo.
Noi firmatari chiediamo rispetto.
Chiediamo ambizione.
Chiediamo una proprietà all’altezza del Milan.
RedBird venda il Milan.
Il Milan torni a pensare, agire e vincere da Milan.
141
Il problema
Il Milan non è una semplice azienda calcistica.
Il Milan è storia, appartenenza, passione, identità popolare, prestigio internazionale. È una delle società più gloriose del calcio mondiale, un Club che ha costruito la propria grandezza attraverso la cultura della vittoria, il rispetto della maglia e l’ambizione di competere sempre ai massimi livelli.
Oggi, però, una parte sempre più ampia del popolo rossonero non si riconosce più nella direzione intrapresa dall’attuale proprietà RedBird, guidata da Gerry Cardinale, né nel modello gestionale rappresentato dall’attuale management del Club.
Con questa petizione chiediamo a RedBird Capital Partners di prendere atto della profonda frattura creatasi con larga parte della tifoseria milanista e di avviare un percorso serio, concreto e trasparente finalizzato alla cessione dell’AC Milan a una proprietà realmente ambiziosa, solida e orientata prima di tutto alla vittoria sportiva.
Chiediamo inoltre una netta discontinuità rispetto all’attuale linea dirigenziale e manageriale, rappresentata in particolare dall’Amministratore Delegato Giorgio Furlani, dal Presidente Paolo Scaroni, da Zlatan Ibrahimovic nel ruolo di consulente della proprietà e del management, e da Geoffrey Moncada quale Direttore Tecnico.
Il Milan non può vivere di sole qualificazioni alla Champions League.
Il Milan non può essere ridotto a un progetto in cui il risultato sportivo appare subordinato alla valorizzazione economica dei calciatori, alla sostenibilità finanziaria intesa come obiettivo prevalente e alla necessità di sacrificare sistematicamente i migliori elementi sull’altare del bilancio.
La sostenibilità economica è certamente importante. Nessun tifoso responsabile chiede una gestione dissennata, improvvisata o economicamente irresponsabile. Ma per un Club come il Milan la sostenibilità deve essere uno strumento al servizio della competitività, non il contrario. Il bilancio deve accompagnare la vittoria, non sostituirla. La programmazione deve rafforzare la squadra, non giustificare l’indebolimento tecnico. La proprietà deve avere come primo obiettivo quello di costruire un Milan capace di vincere, in Italia e in Europa, con continuità e autorevolezza.
Il Milan merita una proprietà che consideri la vittoria sul campo una priorità assoluta.
Merita una dirigenza capace di comprendere il peso della sua storia.
Merita un progetto tecnico credibile, ambizioso e coerente.
Merita rispetto per i suoi tifosi, per le sue leggende, per la sua maglia e per il suo ruolo nel calcio mondiale.
Non si tratta di nostalgia.
Non si tratta di contestazione fine a sé stessa.
Si tratta di difendere l’identità del Milan.
Il Milan è stato grande perché ha sempre pensato da grande. Ha conquistato il mondo perché non si è mai accontentato della mediocrità, dei piazzamenti, dei bilanci raccontati come trofei o delle qualificazioni considerate come massimo traguardo possibile.
Per questo chiediamo:
che RedBird Capital Partners prenda atto del fallimento del rapporto fiduciario con una parte significativa della tifoseria milanista;
che Gerry Cardinale avvii un percorso concreto per la cessione del Club a una proprietà più ambiziosa e maggiormente orientata al successo sportivo;
che venga aperta una nuova fase dirigenziale, con il superamento dell’attuale modello gestionale incarnato da Giorgio Furlani, Paolo Scaroni, Zlatan Ibrahimovic e Geoffrey Moncada;
che il Milan torni a mettere al centro il campo, la vittoria, la competitività tecnica e il prestigio internazionale;
che ogni scelta economica e finanziaria sia funzionale alla crescita sportiva del Club, e non viceversa.
Il Milan non appartiene emotivamente a un fondo, a un algoritmo, a un piano industriale o a una strategia di valorizzazione patrimoniale.
Il Milan appartiene alla sua storia, ai suoi colori e al suo popolo.
Noi firmatari chiediamo rispetto.
Chiediamo ambizione.
Chiediamo una proprietà all’altezza del Milan.
RedBird venda il Milan.
Il Milan torni a pensare, agire e vincere da Milan.
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Petizione creata in data 8 maggio 2026