Giustizia per il cane ucciso da un poliziotto a Napoli, senza alcuna minaccia imminente.

0 hanno firmato. Arriviamo a 50.000.


Napoli, venerdì 12 luglio.
In una procedura di arresto da parte della Polizia di Stato vengono girati diversi video nei quali si vede uno degli agenti che, girando intorno ad una macchina di servizio, spara e uccide un Pitbull tenuto a guinzaglio con due colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata.

Sia il primo che il secondo colpo di pistola sono stati sparati in un momento in cui l'animale sembra solo sovraeccitato e spaventato dalle urla e dal frastuono e non ricorre nessuna delle condizioni di emergenza o minaccia imminente per le quali il poliziotto dovesse sparare. In seconda battuta si diffonde la notizia secondo la quale il cane in questione era della persona oggetto di arresto e che la situazione fosse tanto pericolosa da richiedere l'intervento estremo dell'uso della pistola.
I video poi smentiranno ogni versione confermando che il poliziotto ha sparato quando il cane non destava alcun pericolo imminente per le persone e le cose intorno a lui.

Questo atto di arbitraria violenza e di eccesso dell'uso del proprio potere poteva chiaramente e facilmente fare una strage di innocenti oltre l'animale. La distanza alla quale è stato sparato il cane non supera i 4 metri e si è verificata quando a distanza di circa 5/10 metri vi erano numerose persone e bambini.

Il poliziotto in caso di seria manifestazione di pericolo avrebbe potuto tramortire il cane con un Taser, uno spray o l'uso del manganello, la scelta è ricaduta volutamente sull'abbattimento illegittimo dell'animale con enorme pericolo per diverse persone innocenti che si trovavano sul posto. Chiediamo una verifica approfondita dell'accaduto e una seria gestione del fatto delittuoso ai danni di un cane, che poteva trasformarsi in una vera e propria strage. 


Vuoi condividere questa petizione?