

Cari firmatari,
siamo all'UNDICESIMA puntata, sempre più orribile. Piccolo riassunto delle ultime righe della precedente mandata: lo Stato (con il braccio destro dell'ANAS) mi ha usurpato illecitamente, si è sfacciatamente appropriato di una parte essenziale della mia azienda agricola (praticamente devastandola), IN BARBA ED IN SPREGIO AD OGNI NORMA DI LEGGE (dello Stato stesso, che cioè s'è violato da solo!), si eclissa, non paga il sacrosanto dovuto, ma stà vigliaccamente progettando di espropriarmi e di smantellarmi ancor di più, DIABOLICAMENTE (vedi foto allegata alla precedente puntata).
Agisce DA PADRONE-DITTATORE e cede l'incarico di tale ulteriore SOPRUSO alla Società Autostrade, in pratica SI CONCEDE ed osa concedere una proprietà non sua. In virtù di tale fraudolenta concessione, vedo disegnarmi addosso un successivo progetto che "corregge addirittura in peggio" il massacro su di me (vedi la piantina allegata a questo aggiornamento)! Col primo precedente progetto, io finirei in "pieno taboga" circondato da casello, rampe, svincoli autostradali, mentre col secondo disegno l'intero asse autostradale investe proprio casa mia (casale storico dell'800) e mi vedo la corsia-nord entrare in cucina!!!! Almeno pagassero!!!!! Me ne sarei andato schifato fuori dai confini di un Paese simile e li avrei mandati letteralmente tutti in culo... Ma non pagano, i malviventi. Stanno appollaiati lassù, in alto, e magari ti chiamano anche "populista". Allarmato, mi recai in Regione Toscana per chiederne la ragione. Vidi un plastico già pronto, addirittura coi modellini dei TIR che si dirigevano a nord "passando tra il water del mio bagno ed il lavello lava-piatti in cucina....
N.B.= L'estratto di questo secondo disegno progettuale è allegato a questa undicesima puntata: sulla sinistra (parzialmente rigata di rosso) si nota la già in atto superstrada (fonte iniziale della mia disgrazia), Poco più sulla destra, si nota il tracciato autostradale in nero, a distanza materiale di soli pochi metri dalla vicina superstrada. Un corridoio, tutto racchiuso in pochi metri, con due arterie in parallelo. Casa mia la si vede cerchiata di rosso, nettamente divorata dalla sede autostradale!
Quattro corsie già trafficate più sei corsie affiancate. Totale 10 CORSIE, tutte in casa mia. Potenzialmente, erano tutte di mia...proprietà! Allucinante.
Allora mi arrabbiai ddi brutto. Presi carta e penna e mi indirizzai (con raccomandata del 16 ottobre 1996) direttamente all'esimio Presidente Scalfaro, denunciando l'intera situazione.
Intanto, presso il Tribunale di Livorno, la mia causa di primo grado arrancava soporificamente (ed erano SOLAMENTE passati già più di 15 anni dal giorno dell'esproprio-TRUFFA).
Intanto, l'impresa "delegata" a maciullarmi all'epoca, tentava una fuga ulteriore: da CIR (primo nome), era passata a RIZZI ed ora si incorporava in SIPA, col preciso intento di bloccare il giudizio in atto. Strano ma vero, sul SOLE-24 ORE, in prima pagina, leggevo che i dirigenti di una impresa Rizzi erano stati arrestati nell'ambito di una inchiesta su presunte irregolarità nell'assegnazione di appalti pubblici...
Questo era il mondo im-mondo che mi circondava e che mi circonda tuttora.....
Quanto alla Presidenza della Repubblica, a cui avevo denunciato tutta la situazione, vi racconterò (con la prossima puntata) per filo e per segno di quali interlocuzioni ci si scambiò fino all'agosto del 1997 (quando anche puntualizzai al Presidente che io stavo aspettando il dovuto risarcimento da illecito ormai da ben 6.072 giorni). E qui mi limito, per ora a riferirvi che ottenni un trattamento a dir poco mortificante e falsamente motivato addirittura! Alla prossima puntata....