Proteggere la Val Potenza dall'impianto fotovoltaico di 45 ettari (63 campi da calcio)

Firmatari recenti
rosella franconi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

La Val Potenza è un gioiello paesaggistico situato nel cuore delle Marche, un luogo dove agricoltura tradizionale, bellezze naturali e turismo rurale si intrecciano per creare un ecosistema unico e prezioso. Tuttavia, questo equilibrio è seriamente minacciato dal progetto ”Baciamano” per un impianto fotovoltaico industriale di 45 ettari che rischia di alterare in modo irreparabile il paesaggio e l'economia locale.

Il progetto di impianto fotovoltaico a terra di circa 45 ettari (63 campi da calcio) previsto nell’area rischia di determinare una trasformazione profonda e permanente del paesaggio rurale, con effetti rilevanti non solo sull’ambiente, ma anche sulle attività economiche locali legate alla valorizzazione del territorio.

 

Dal nostro Pincio, lo sguardo dei cittadini e dei turisti ha sempre abbracciato una valle fertile, dove la tradizione vitivinicola e il retaggio degli antichi romani convivono in un equilibrio perfetto. Oggi, il progetto 'Baciamano' minaccia di sostituire la nostra identità rurale  con un tappeto di 50.000 pannelli neri. Un muro industriale lungo 6 chilometri che nessuna siepe 'miracolosa' potrà mai nascondere davvero agli occhi di chi ama questa terra.

 

 

 

 

Non si tratta di una contrarietà allo sviluppo delle energie rinnovabili, che riconosciamo come necessarie e strategiche, ma della necessità di garantire una corretta localizzazione degli impianti, evitando il consumo di suolo agricolo produttivo e la compromissione di aree a forte vocazione paesaggistica e turistica.

In particolare si evidenziano le seguenti criticità:

  • deturpazione di una vasta superficie di terreno agricolo (circa 45 ettari);
  • alterazione significativa del paesaggio collinare e rurale della Val Potenza;
  • potenziale impatto negativo sulle attività agricole e turistiche di qualità locale;
  • inadeguata valutazione degli effetti cumulativi con altri impianti energetici presenti e previsti nell’area (32 impianti nel raggio di soli 10km)
  •  danno all’immagine turistica e alla fruizione del territorio rurale;
  • rischio Ambientale in area critica: l'impianto insiste su un acquifero a vulnerabilità 'estremamente elevata'. Lo studio prevede l'uso di oltre 4.000mc d'acqua per l'irrigazione della fascia perimetrale, aggravando la pressione sulle risorse locali in un'epoca di crisi idrica. 

Facciamo un appello alle autorità locali e regionali affinché ascoltino le nostre preoccupazioni e proteggano la Val Potenza da un intervento così invasivo. Chiediamo che vengano esplorate soluzioni alternative che non compromettano l'integrità del paesaggio e che supportino una crescita sostenibile rispettando il patrimonio culturale e naturale della nostra regione.

Sostenitori:

La campagna è aperta all’adesione di:

  • aziende agricole;
  • operatori turistici e ricettivi;
  • associazioni culturali e ambientali;
  • residenti;
  • professionisti e tecnici del territorio;
  • cittadini interessati alla tutela del paesaggio e dell’agricoltura locale.

Obiettivo della campagna
Chiediamo che il progetto venga sottoposto ad una valutazione particolarmente rigorosa sotto il profilo paesaggistico, ambientale, agricolo, socio-economico, cumulativo rispetto ad altri impianti presenti o previsti nell’area.

 

Vi invitiamo a firmare questa petizione per unirvi alla nostra causa e proteggere una delle valli più belle e significative delle Marche. La Val Potenza merita di essere preservata per le generazioni future.

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Tommaso RuffiniPromotore della petizione

506

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La Val Potenza è un gioiello paesaggistico situato nel cuore delle Marche, un luogo dove agricoltura tradizionale, bellezze naturali e turismo rurale si intrecciano per creare un ecosistema unico e prezioso. Tuttavia, questo equilibrio è seriamente minacciato dal progetto ”Baciamano” per un impianto fotovoltaico industriale di 45 ettari che rischia di alterare in modo irreparabile il paesaggio e l'economia locale.

Il progetto di impianto fotovoltaico a terra di circa 45 ettari (63 campi da calcio) previsto nell’area rischia di determinare una trasformazione profonda e permanente del paesaggio rurale, con effetti rilevanti non solo sull’ambiente, ma anche sulle attività economiche locali legate alla valorizzazione del territorio.

 

Dal nostro Pincio, lo sguardo dei cittadini e dei turisti ha sempre abbracciato una valle fertile, dove la tradizione vitivinicola e il retaggio degli antichi romani convivono in un equilibrio perfetto. Oggi, il progetto 'Baciamano' minaccia di sostituire la nostra identità rurale  con un tappeto di 50.000 pannelli neri. Un muro industriale lungo 6 chilometri che nessuna siepe 'miracolosa' potrà mai nascondere davvero agli occhi di chi ama questa terra.

 

 

 

 

Non si tratta di una contrarietà allo sviluppo delle energie rinnovabili, che riconosciamo come necessarie e strategiche, ma della necessità di garantire una corretta localizzazione degli impianti, evitando il consumo di suolo agricolo produttivo e la compromissione di aree a forte vocazione paesaggistica e turistica.

In particolare si evidenziano le seguenti criticità:

  • deturpazione di una vasta superficie di terreno agricolo (circa 45 ettari);
  • alterazione significativa del paesaggio collinare e rurale della Val Potenza;
  • potenziale impatto negativo sulle attività agricole e turistiche di qualità locale;
  • inadeguata valutazione degli effetti cumulativi con altri impianti energetici presenti e previsti nell’area (32 impianti nel raggio di soli 10km)
  •  danno all’immagine turistica e alla fruizione del territorio rurale;
  • rischio Ambientale in area critica: l'impianto insiste su un acquifero a vulnerabilità 'estremamente elevata'. Lo studio prevede l'uso di oltre 4.000mc d'acqua per l'irrigazione della fascia perimetrale, aggravando la pressione sulle risorse locali in un'epoca di crisi idrica. 

Facciamo un appello alle autorità locali e regionali affinché ascoltino le nostre preoccupazioni e proteggano la Val Potenza da un intervento così invasivo. Chiediamo che vengano esplorate soluzioni alternative che non compromettano l'integrità del paesaggio e che supportino una crescita sostenibile rispettando il patrimonio culturale e naturale della nostra regione.

Sostenitori:

La campagna è aperta all’adesione di:

  • aziende agricole;
  • operatori turistici e ricettivi;
  • associazioni culturali e ambientali;
  • residenti;
  • professionisti e tecnici del territorio;
  • cittadini interessati alla tutela del paesaggio e dell’agricoltura locale.

Obiettivo della campagna
Chiediamo che il progetto venga sottoposto ad una valutazione particolarmente rigorosa sotto il profilo paesaggistico, ambientale, agricolo, socio-economico, cumulativo rispetto ad altri impianti presenti o previsti nell’area.

 

Vi invitiamo a firmare questa petizione per unirvi alla nostra causa e proteggere una delle valli più belle e significative delle Marche. La Val Potenza merita di essere preservata per le generazioni future.

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