Promuovere un esperimento di assenza di denaro in un paese sovrano

Il problema

Sono rattristato nel vedere come il denaro viene considerato la soluzione per tutto, mentre in realtà è la causa di molte ingiustizie e insoddisfazioni. Le esperienze personali che mi hanno toccato da vicino dimostrano quanto questo sistema sia ingiusto. I miei genitori lavorano duramente eppure si troveranno senza una pensione decente se dovessero smettere di lavorare quando il governo lo decide. Anche io mi sento intrappolato in un sistema dove ho pochissimo controllo sulla mia vita (ad esempio la mia indipendenza), e il mio datore di lavoro è costretto a guadagnare soddisfacendo richieste irrazionali dei clienti, spinte da sussidi di vario tipo da parte del governo più che da reali bisogni.

Una delle cause principali di questi problemi è la continua dipendenza dal denaro, che perpetua un ciclo di bassi salari, inflazione, speculazione finanziaria e disuguaglianza nella distribuzione della "ricchezza". Proporre un esperimento di assenza del denaro in un paese sovrano potrebbe rivelare alternative sorprendenti a questo sistema tanto radicato ma estremamente difettoso. Ma questo è soltanto un inizio.

La storia ci insegna che ci sono già state economie in cui il baratto o altre forme di scambio hanno prosperato, anche se ormai sono obsolete. In un mondo dove la tecnologia permette una connessione globale ed un'immediata trasmissione di informazioni, l'assenza di denaro in uno stato sovrano potrebbe facilitarne la diffusione altrove, aprendo la strada a un modello più equo e sostenibile.

L'economia del libero accesso è la soluzione a tutto questo: essa prevede il lavoro indispensabile necessario e la redistribuzione dei bisogni basilari tra tutti i cittadini senza distinzioni. Bisogna anche creare un mondo in cui l'innovazione, la creatività, la libera impresa e la diffusione open-source della conoscenza siano agevolate.

Invitiamo economisti, politici e cittadini a partecipare a questo dialogo e a sperimentare con coraggio la possibilità di vivere senza denaro. Immaginate un modello dove le persone possano condividere le loro risorse in modo equo, cancellando le divisioni tra chi ha e chi non ha.

Presento un testo base da cui si può partire per una legge nazionale fattibile e di semplice lettura, che dovrà essere corredato da dei decreti attuativi per un'effettiva realizzazione:

«Sulla gratuità dei beni e servizi in Italia per i cittadini italiani»

Il Ministro dell’Economia

VISTI gli artt. 2, 3, 4, 16, 31, 32, 33, 34 della Costituzione Italiana

Decreta:

Articolo 1

1. Chiunque sia in possesso della cittadinanza italiana ha il diritto a comprare e possedere tutto ciò che si vende in Italia gratuitamente. 
2. I valori delle merci e degli immobili restano tali e quali ai non possessori della cittadinanza italiana.
3. A nessun cittadino italiano può essere revocato tale diritto per motivazione alcuna.

4. I non possessori della cittadinanza italiana dovranno fare affidamento alle proprie disponibilità finanziarie per l’intero soggiorno in Italia.
5. I non possessori della cittadinanza italiana che intendono lavorare nel territorio italiano dovranno stipulare un contratto con il datore di lavoro, da compilare online sul sito del Ministero dell’Economia.

Articolo 2

Vengono monitorati in maniera minuziosa i soldi delle carte di credito/debito/libretti delle Poste Italiane:
Che i cittadini italiani si scambiano tra di loro e con stranieri;
Utilizzati per i pagamenti all’estero.

Articolo 3

1. Il Ministero dell’Economia ha il compito di monitorare i flussi di denaro entranti e fuoriuscenti dall’Italia per mezzo del turismo, del bilancio export/import delle imprese italiane.
2. Il denaro dovuto alla differenza tra questi flussi viene immesso secondo le regole del fondo di cui all’art. 4 della presente legge.
3. Il Ministero dell’Economia sollecita gli esistenti istituti bancari ad adeguarsi alle esigenze finanziarie dei cittadini e delle imprese sulla base dei cambiamenti socio/economici e politici fuori dal Paese.

Articolo 4

1. Il Ministero dell’Economia è a capo del Fondo per i Cittadini Italiani Temporaneamente all’Estero (FCITA).
2. Il presente fondo viene diviso nelle seguenti sezioni, a loro volta suddivise in sottosezioni:
Dipendenti della Pubblica Amministrazione;
Studenti delle scuole superiori e universitari;
Atleti riconosciuti dal CONI;
Esponenti politici;
Ambasciatori e personale delle ambasciate;
Esponenti di aziende italiane operanti anche all’estero.
Tutti gli altri
3. I soldi erogati da tale fondo sono commisurati alle varie esigenze di viaggio dei cittadini italiani all’estero.

4. Chi ha un lavoro o riceve sussidi in altri paesi non ha diritto a richiedere denaro dal fondo.

Articolo 5

1. L’effetto della legge è immediato subito dopo la firma del Presidente della Repubblica.
2. Il Governo e il Parlamento provvedono a promulgare entro sei mesi alla promulgazione della seguente legge i decreti attuativi in Allegato.
3. I presenti decreti entreranno in vigore immediatamente alla promulgazione della seguente legge.

Articolo 6

1. Non sono ammesse deroghe di nessun tipo alla presente legge.
2. Il Titolo III della Prima Parte della Costituzione va riformato secondo le nuove esigenze dettate da questa legge.

Il Ministro dell’Economia


Vi prego di firmare questa petizione se credete che esista un futuro in cui il denaro non è più la misura di tutto. Ovviamente spero che questa misura venga diffusa in tutto il mondo.

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Michele SantoniPromotore della petizione

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Il problema

Sono rattristato nel vedere come il denaro viene considerato la soluzione per tutto, mentre in realtà è la causa di molte ingiustizie e insoddisfazioni. Le esperienze personali che mi hanno toccato da vicino dimostrano quanto questo sistema sia ingiusto. I miei genitori lavorano duramente eppure si troveranno senza una pensione decente se dovessero smettere di lavorare quando il governo lo decide. Anche io mi sento intrappolato in un sistema dove ho pochissimo controllo sulla mia vita (ad esempio la mia indipendenza), e il mio datore di lavoro è costretto a guadagnare soddisfacendo richieste irrazionali dei clienti, spinte da sussidi di vario tipo da parte del governo più che da reali bisogni.

Una delle cause principali di questi problemi è la continua dipendenza dal denaro, che perpetua un ciclo di bassi salari, inflazione, speculazione finanziaria e disuguaglianza nella distribuzione della "ricchezza". Proporre un esperimento di assenza del denaro in un paese sovrano potrebbe rivelare alternative sorprendenti a questo sistema tanto radicato ma estremamente difettoso. Ma questo è soltanto un inizio.

La storia ci insegna che ci sono già state economie in cui il baratto o altre forme di scambio hanno prosperato, anche se ormai sono obsolete. In un mondo dove la tecnologia permette una connessione globale ed un'immediata trasmissione di informazioni, l'assenza di denaro in uno stato sovrano potrebbe facilitarne la diffusione altrove, aprendo la strada a un modello più equo e sostenibile.

L'economia del libero accesso è la soluzione a tutto questo: essa prevede il lavoro indispensabile necessario e la redistribuzione dei bisogni basilari tra tutti i cittadini senza distinzioni. Bisogna anche creare un mondo in cui l'innovazione, la creatività, la libera impresa e la diffusione open-source della conoscenza siano agevolate.

Invitiamo economisti, politici e cittadini a partecipare a questo dialogo e a sperimentare con coraggio la possibilità di vivere senza denaro. Immaginate un modello dove le persone possano condividere le loro risorse in modo equo, cancellando le divisioni tra chi ha e chi non ha.

Presento un testo base da cui si può partire per una legge nazionale fattibile e di semplice lettura, che dovrà essere corredato da dei decreti attuativi per un'effettiva realizzazione:

«Sulla gratuità dei beni e servizi in Italia per i cittadini italiani»

Il Ministro dell’Economia

VISTI gli artt. 2, 3, 4, 16, 31, 32, 33, 34 della Costituzione Italiana

Decreta:

Articolo 1

1. Chiunque sia in possesso della cittadinanza italiana ha il diritto a comprare e possedere tutto ciò che si vende in Italia gratuitamente. 
2. I valori delle merci e degli immobili restano tali e quali ai non possessori della cittadinanza italiana.
3. A nessun cittadino italiano può essere revocato tale diritto per motivazione alcuna.

4. I non possessori della cittadinanza italiana dovranno fare affidamento alle proprie disponibilità finanziarie per l’intero soggiorno in Italia.
5. I non possessori della cittadinanza italiana che intendono lavorare nel territorio italiano dovranno stipulare un contratto con il datore di lavoro, da compilare online sul sito del Ministero dell’Economia.

Articolo 2

Vengono monitorati in maniera minuziosa i soldi delle carte di credito/debito/libretti delle Poste Italiane:
Che i cittadini italiani si scambiano tra di loro e con stranieri;
Utilizzati per i pagamenti all’estero.

Articolo 3

1. Il Ministero dell’Economia ha il compito di monitorare i flussi di denaro entranti e fuoriuscenti dall’Italia per mezzo del turismo, del bilancio export/import delle imprese italiane.
2. Il denaro dovuto alla differenza tra questi flussi viene immesso secondo le regole del fondo di cui all’art. 4 della presente legge.
3. Il Ministero dell’Economia sollecita gli esistenti istituti bancari ad adeguarsi alle esigenze finanziarie dei cittadini e delle imprese sulla base dei cambiamenti socio/economici e politici fuori dal Paese.

Articolo 4

1. Il Ministero dell’Economia è a capo del Fondo per i Cittadini Italiani Temporaneamente all’Estero (FCITA).
2. Il presente fondo viene diviso nelle seguenti sezioni, a loro volta suddivise in sottosezioni:
Dipendenti della Pubblica Amministrazione;
Studenti delle scuole superiori e universitari;
Atleti riconosciuti dal CONI;
Esponenti politici;
Ambasciatori e personale delle ambasciate;
Esponenti di aziende italiane operanti anche all’estero.
Tutti gli altri
3. I soldi erogati da tale fondo sono commisurati alle varie esigenze di viaggio dei cittadini italiani all’estero.

4. Chi ha un lavoro o riceve sussidi in altri paesi non ha diritto a richiedere denaro dal fondo.

Articolo 5

1. L’effetto della legge è immediato subito dopo la firma del Presidente della Repubblica.
2. Il Governo e il Parlamento provvedono a promulgare entro sei mesi alla promulgazione della seguente legge i decreti attuativi in Allegato.
3. I presenti decreti entreranno in vigore immediatamente alla promulgazione della seguente legge.

Articolo 6

1. Non sono ammesse deroghe di nessun tipo alla presente legge.
2. Il Titolo III della Prima Parte della Costituzione va riformato secondo le nuove esigenze dettate da questa legge.

Il Ministro dell’Economia


Vi prego di firmare questa petizione se credete che esista un futuro in cui il denaro non è più la misura di tutto. Ovviamente spero che questa misura venga diffusa in tutto il mondo.

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Michele SantoniPromotore della petizione

I decisori

Matteo Salvini
Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Ministro dell'Interno e Segretario della Lega Nord
Matteo Renzi
Ex Presidente del Consiglio dei Ministri (2014-2016)
Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d'Italia

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Petizione creata in data 9 gennaio 2026