Libertà di spostamento per accudire gli animali e per recapitarli agli adottandi
Libertà di spostamento per accudire gli animali e per recapitarli agli adottandi
Il problema
Siamo nuovamente in emergenza sanitaria per il Covid 19.
Come nel periodo del precedente lock down viene nuovamente limitata la libertà di spostamento dei Cittadini, impedendo loro addirittura di uscire al di fuori del proprio Comune per intere settimane.
E' assolutamente necessario capire che questa scelta drastica ostacola una serie di attività basilari a coloro che hanno un proprio animale o si dedicano alla cura di animali non di proprietà.
Questo nonostante l'evidenza del fatto che la grande maggioranza di queste persone sono dei volontari e che svolgerebbe questo compito in totale solitudine, sia durante lo spostamento che nell'espletamento delle varie incombenze.
Viene di fatto ostacolato o addirittura impedito l'operato delle persone che:
- accudiscono colonie feline e gruppi canini sfamandoli, curandoli, effettuando profilassi antiparassitarie, portando a sterilizzare maschi e femmine e dando in adozione gli eventuali cuccioli; (aveva fatto notizia in primavera il caso delle "gattare" multate mentre andavano a sfamare le colonie...);
- ai volontari nei canili e nei gattili;
- alle staffette che portano in adozione gli animali sul territorio nazionale (gli animali non sono fonte di contagio!);
- alle persone che si recano nei maneggi per accudire il proprio cavallo, che corre seri rischi di salute se non adeguatamente seguito e fatto muovere.
E’ il caso di ricordare che le nostre strutture di sanità pubblica non forniscono supporto contro il randagismo provvedendo a effettuare sterilizzazioni gratuitamente; che non esiste possibilità per chi non ha mezzi economici o per gli anziani di prendersi cura adeguatamente dei propri animali sterilizzandoli, di poterli curare con medicine a prezzi calmierati, di poter effettuare prevenzione antiparassitaria a costi accettabili.
Di conseguenza, sono le associazioni di volontariato, alcuni canili o spesso addirittura le singole persone che hanno l'onere di tentare di risolvere situazioni spesso molto gravi e a volte anche pericolose: per esempio colonie feline sovrappopolate con animali anche malati; branchi di cani inselvatichiti, animali abbandonati che fanno brutte fini e causano incidenti.
E’ necessario anche sottolineare il fatto che il randagismo di ogni tipo rappresenta una reale causa sia di contagio di malattie per i più fortunati animali di proprietà sia di sviluppo di pericolose zoonosi che potrebbero coinvolgere anche noi umani. Tra le varie teorie sul Covid, alcune vertono sull’ipotesi di un’origine animale del virus.
Quindi, l'argomento della salute degli animali definiti domestici o di affezione risulta essere fondamentale sia dal punto di vista dell'amorevole animalista che da quello dell'essere umano solo interessato alla propria autotutela.
Sempre fondamentale, anche in momenti in cui le priorità sono altre, perché non bisogna mai dimenticare l’importanza delle attività di volontariato animalista presenti in tutti i sistemi democratici sviluppati.
Parlando poi di equitazione: purtroppo qui in Italia viene ritenuta e liquidata semplicemente come uno sport elitario; non è pubblicizzata come una delle attività più formative per i bambini, utile per affrontare meglio vari tipi di limite o di invalidità fisica o mentale, attività sana a qualunque età e mezzo di crescita personale.
Quindi occorre tenere in considerazione i sacrifici che tante persone fanno per mantenere il loro cavallo nei maneggi e per curarlo. Alcuni si organizzano privatamente in piccole strutture occupandosi a turno della pulizia dei box e di sfamare gli animali.
Non dimentichiamoci che i cavalli in Italia sono cibo: quanti di loro, quando il proprietario - per qualunque motivo - non se ne occupa più finiscono al macello!
Tutte queste attività che, a livello di singolo o di associazioni, sono centrate sulla cura degli animali - di proprietà o abbandonati a loro stessi - NON POSSONO ESSERE BLOCCATE.
Qualunque provvedimento finalizzato alla tutela della salute pubblica ha il dovere di considerare le problematiche inerenti all'impedimento dell'attività di volontari e di proprietari di animali, proprio per le ricadute in termini di pericoli e di sofferenza che il blocco dei loro spostamenti ha su altri esseri viventi e senzienti.
Come ci si può dimenticare di tutto questo mondo animale che ci circonda e che, grazie a volontari ben organizzati e singole persone viene tutelato con grande fatica e sacrifici economici?
Quindi si chiede al Primo Ministro Conte di inserire nei propri decreti specifici riferimenti che rendano possibile lo spostamento, accuratamente motivato con autodichiarazione personale o delle associazioni (canili, gattili, onlus) a:
- tutte le persone e i volontari che si occupano di colonie, canili, gattili, gruppi di randagi;
- volontari che si occupano del trasporto di animali per adozioni, le cosiddette "staffette";
- volontari che si occupano di animali a qualunque titolo e devono spostarsi per sottoporli a cure veterinarie;
- proprietari di qualunque tipo di animale ospitato in strutture apposite (maneggi, cascine, piccoli canili e piccoli gattili privati, ecc.), che devono spostarsi per raggiungere tali strutture e poter occuparsi dei loro animali;
- oltre ai medici veterinari, devono poter circolare maniscalchi e pareggiatori dei cavalli.
Il benessere animale non deve essere mai dimenticato.

Il problema
Siamo nuovamente in emergenza sanitaria per il Covid 19.
Come nel periodo del precedente lock down viene nuovamente limitata la libertà di spostamento dei Cittadini, impedendo loro addirittura di uscire al di fuori del proprio Comune per intere settimane.
E' assolutamente necessario capire che questa scelta drastica ostacola una serie di attività basilari a coloro che hanno un proprio animale o si dedicano alla cura di animali non di proprietà.
Questo nonostante l'evidenza del fatto che la grande maggioranza di queste persone sono dei volontari e che svolgerebbe questo compito in totale solitudine, sia durante lo spostamento che nell'espletamento delle varie incombenze.
Viene di fatto ostacolato o addirittura impedito l'operato delle persone che:
- accudiscono colonie feline e gruppi canini sfamandoli, curandoli, effettuando profilassi antiparassitarie, portando a sterilizzare maschi e femmine e dando in adozione gli eventuali cuccioli; (aveva fatto notizia in primavera il caso delle "gattare" multate mentre andavano a sfamare le colonie...);
- ai volontari nei canili e nei gattili;
- alle staffette che portano in adozione gli animali sul territorio nazionale (gli animali non sono fonte di contagio!);
- alle persone che si recano nei maneggi per accudire il proprio cavallo, che corre seri rischi di salute se non adeguatamente seguito e fatto muovere.
E’ il caso di ricordare che le nostre strutture di sanità pubblica non forniscono supporto contro il randagismo provvedendo a effettuare sterilizzazioni gratuitamente; che non esiste possibilità per chi non ha mezzi economici o per gli anziani di prendersi cura adeguatamente dei propri animali sterilizzandoli, di poterli curare con medicine a prezzi calmierati, di poter effettuare prevenzione antiparassitaria a costi accettabili.
Di conseguenza, sono le associazioni di volontariato, alcuni canili o spesso addirittura le singole persone che hanno l'onere di tentare di risolvere situazioni spesso molto gravi e a volte anche pericolose: per esempio colonie feline sovrappopolate con animali anche malati; branchi di cani inselvatichiti, animali abbandonati che fanno brutte fini e causano incidenti.
E’ necessario anche sottolineare il fatto che il randagismo di ogni tipo rappresenta una reale causa sia di contagio di malattie per i più fortunati animali di proprietà sia di sviluppo di pericolose zoonosi che potrebbero coinvolgere anche noi umani. Tra le varie teorie sul Covid, alcune vertono sull’ipotesi di un’origine animale del virus.
Quindi, l'argomento della salute degli animali definiti domestici o di affezione risulta essere fondamentale sia dal punto di vista dell'amorevole animalista che da quello dell'essere umano solo interessato alla propria autotutela.
Sempre fondamentale, anche in momenti in cui le priorità sono altre, perché non bisogna mai dimenticare l’importanza delle attività di volontariato animalista presenti in tutti i sistemi democratici sviluppati.
Parlando poi di equitazione: purtroppo qui in Italia viene ritenuta e liquidata semplicemente come uno sport elitario; non è pubblicizzata come una delle attività più formative per i bambini, utile per affrontare meglio vari tipi di limite o di invalidità fisica o mentale, attività sana a qualunque età e mezzo di crescita personale.
Quindi occorre tenere in considerazione i sacrifici che tante persone fanno per mantenere il loro cavallo nei maneggi e per curarlo. Alcuni si organizzano privatamente in piccole strutture occupandosi a turno della pulizia dei box e di sfamare gli animali.
Non dimentichiamoci che i cavalli in Italia sono cibo: quanti di loro, quando il proprietario - per qualunque motivo - non se ne occupa più finiscono al macello!
Tutte queste attività che, a livello di singolo o di associazioni, sono centrate sulla cura degli animali - di proprietà o abbandonati a loro stessi - NON POSSONO ESSERE BLOCCATE.
Qualunque provvedimento finalizzato alla tutela della salute pubblica ha il dovere di considerare le problematiche inerenti all'impedimento dell'attività di volontari e di proprietari di animali, proprio per le ricadute in termini di pericoli e di sofferenza che il blocco dei loro spostamenti ha su altri esseri viventi e senzienti.
Come ci si può dimenticare di tutto questo mondo animale che ci circonda e che, grazie a volontari ben organizzati e singole persone viene tutelato con grande fatica e sacrifici economici?
Quindi si chiede al Primo Ministro Conte di inserire nei propri decreti specifici riferimenti che rendano possibile lo spostamento, accuratamente motivato con autodichiarazione personale o delle associazioni (canili, gattili, onlus) a:
- tutte le persone e i volontari che si occupano di colonie, canili, gattili, gruppi di randagi;
- volontari che si occupano del trasporto di animali per adozioni, le cosiddette "staffette";
- volontari che si occupano di animali a qualunque titolo e devono spostarsi per sottoporli a cure veterinarie;
- proprietari di qualunque tipo di animale ospitato in strutture apposite (maneggi, cascine, piccoli canili e piccoli gattili privati, ecc.), che devono spostarsi per raggiungere tali strutture e poter occuparsi dei loro animali;
- oltre ai medici veterinari, devono poter circolare maniscalchi e pareggiatori dei cavalli.
Il benessere animale non deve essere mai dimenticato.

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Petizione creata in data 13 novembre 2020