Parco Agro Urbano invece che Cemento di Porta Sud, conoscenza identità per Bergamo verde

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Il Comune di Bergamo sostiene la necessità di cementificare lo spazio verde fra i dismessi binari ferroviari e tutto il comparto agricolo e ambientale a sud della città, altresì la proposta PAUGEM www.paugemportasud.it https://m.facebook.com/paugemportasu/ intende confermare il mantenimento dei sedimi coltivi e il recupero ambientale dei siti sia in senso storico e identitario, sia paesistico, sia socioeconomico.

Quindi vuole confrontarsi nei termini oggettivi che appaiono travisati quando si vuole giustificare il consumo di suolo naturale e produttivo quale recupero di aree dismesse ma tutt’altro che degradate, essendo di fatto aree verdi e libera con solo qualche binario residuo, e soprattutto orti storici attivi che si vuole sgomberare per cementificarci sopra e sotto.

Operazione che produrrebbe per pochi operatori inutili e ulteriori volumetrie invasive e controproducenti al sistema edilizio già in sofferenza e in esubero per ogni attività presente e futura. Il tutto senza risolvere le presunte migliorie di connessione plurimodale ma complicandole.

Cosa che PAUGEM Parco Agro Urbano Guidana e Morla come esempio di concreta soluzione risolve meglio mantenendo e sviluppando ulteriormente la ricchezza e la prerogativa agraria, paesaggistica e formativa dei complessi didattici storici.

Tali istituti, efficienti e ben inseriti nel contesto verde sono considerati da Porta Sud da demolire in toto e ricostruire con inutile e insostenibile ri-cementificazione ammassata che peraltro sarebbe invasa dal collegamento diretto di ingresso città ora tranquilla via Europa.

PAUGEM propone una bretella panoramica sfruttando il sedime dei binari e che collega direttamente il centro superando la ferrovia, che Porta Sud non risolve ma complica e limita sia per percorsi che spostamento stazione bus.

Peraltro Porta Sud si definisce plurimodale con semplice uso di fermata su esistente binario del collegamento con l’aeroporto di Orio, mentre esclude lo stesso collegamento sotterraneo con col centro basso e città alta che il Piano del Governo del Territorio considera principale e strategico.

L’enfasi di Porta Sud per formazione di pseudo-parchi artificiosi a copertura dei piani di cemento interrati, le funzioni di ricerca o sviluppo di mai richiesto interesse in piccole entità slegate dai veri centri di ricerca, lo spostamento di aree commerciali alla stazione ferroviaria che non competono ai servizi dei gestori del trasporto pubblico ferroviario, per penalizzare ulteriormente le attività del centro già in continua fuoriuscita, per lasciare spazio ad altre volumetrie di tipo speculativo come già troppo si faceva negli anni del passato ed incontrollato boom edilizio.

Una riesumazione cementificatoria e consumatrice di suolo, ambiente e paesaggi che si vuole regalare ai facoltosi acquirenti dei palazzi con vista città alta, da cui proviene tale vetusta previsione espansiva su suolo pubblico dismesso dalle Ferrovie di Stato ma tuttora detenuto e segregato per obbiettivi tutt'altro che di interesse collettivo a incrementare volumetrie di ogni tipo a discapito del verde agro urbano e delle acque storiche.
Per PAUGEM occorre invece partire dalla realtà verde e florida magari celata dietro muri e recinzioni da ri-conoscere, dalla storia e dalla competenza collettiva informata per non lasciarsi trascinare da fantasmagorici futurismi basati sulla vendita di nuove volumetrie immobiliari sull’ultimo ganglo verde e storico nei pressi della città, che lo scalo merci oggi dismesso ha di fatto preservato e che rappresenta il vero valore ambientale del sistema urbano fra città e campagna per come si è conformata nei secoli alla sequela delle acque e canali storici, foriero di attività rilevanti e ben inserite che non necessitano affatto di demolizioni e stravolgimenti per nuovismi fini a loro stessi.