Riaprire le porte in ospedale ai papà per il travaglio e il parto

Riaprire le porte in ospedale ai papà per il travaglio e il parto

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Mi chiamo Lara e nel mese di settembre io e il mio compagno Giorgio avremo il nostro secondo bambino. Purtroppo quello che dovrebbe essere il momento più bello e importante per una mamma e per un papà è messo a rischio dalle disposizioni anti-COVID in vigore che vietano totalmente o in parte ai futuri papà di partecipare al parto in vari ospedali.

Si tratta di una violenza perché i padri che non possono supportare le proprie compagne e assistere ad uno dei momenti più importanti per un genitore e, soprattutto, è una violenza per le madri, che in un momento così fragile e particolare della propria vita, ovvero dare alla luce la vita, non hanno vicino un supporto così importante, la persona con cui hanno creato quella nuova vita.

Il momento del travaglio e del parto è un momento delicato, intenso, doloroso e lo stato psicologico della partoriente è importante come tutto il resto. In tutto questo, in molte strutture anche le puerpere vengono lasciate completamente sole fino al momento delle dimissioni, io personalmente dopo il mio primo parto ho impiegato due giorni per rimettermi in piedi e senza un sostegno che mi aiutasse con mio figlio non so come avrei potuto fare.

Chiedo al Ministro della Salute Roberto Speranza che le future mamme non siano lasciate sole durante e dopo il parto e che le porte delle sale parto siano quindi di nuovo aperte ai papà nel momento più importante nella vita di una coppia.

È un diritto fondamentale che non può essere ignorato, troppe madri hanno sofferto fino ad ora per questa situazione.