

https://www.meteoweb.eu/2024/02/conseguenze-terremoto-magnitudo-6/1001360939/
Come notai qualche giorno fa, in un mio articolo riguardante lo sciame sismico allora in corso nel Parmense, dato che il massimo terremoto noto avvenuto in tale zona risulta essere stato di magnitudo M = 5,7 (il 4 luglio 1834), in base agli “Esperimenti di Previsione dei Terremoti” non è da escludere la possibilità che lì si verifichi un evento anche di M = 6,4, quindi, assai violento.
Per comprendere quali conseguenze potrebbe avere un simile evento, se si verificasse, ho ritenuto utile esaminare, nell’articolo, quelle che hanno già avuto, in passato, terremoti di magnitudo nell’intervallo 6,0÷6,4, sia in Italia che anche in altri Paesi.
Nell’articolo mostro come terremoti di magnitudo Richter (M) o momento (Mw) pari a 6,4 abbiano spesso provocato, in passato, sia in Italia che in altri Paesi, molte vittime. Mostro pure che un numero non trascurabile di esse può essere causato anche da terremoti di magnitudo inferiore al valore suddetto (si ricordi che la scala delle magnitudo è logaritmica). Ovviamente, il numero di vittime (così come l’entità dei danni) non dipendono solo dalla magnitudo del terremoto, ma anche dalla profondità del suo ipocentro, dalle caratteristiche del terreno, e, in sintesi, dalla distribuzione dell’energia sismica nel campo delle frequenze, nonché, fortemente, dalla capacità dalle costruzioni di resistere alle sollecitazioni sismiche.
Ribadisco che, per cercare di ridurre al minimo il numero di vittime che saranno provocate dai prossimi, inevitabili, violenti terremoti, è urgente che siano adottate corrette politiche di prevenzione sismica, che prevedano anche un uso, molto più vasto di quello attuale, dell’isolamento sismico e delle altre moderne tecnologie antisismiche. A tal fine, ricordo nuovamente questa petizione. I firmatari sono già 1.185, ma ulteriori firme risulteranno molto utili.
Nella figura: la Prefettura de L’Aquila, crollata durante il terremoto del 2009 (Mw = 6,1),