

Ieri è stato il tredicesimo anniversario della scossa principale del terremoto dell’Abruzzo del 2009 (detto anche de L’Aquila):
Per ribadire la necessità e l’urgenza di attivare corrette politiche di prevenzione sismica anche in Italia, affinché simili tragedie non si ripetano più, riporto sotto quanto scrissi nel 2018 in ricordo di Ilaria e delle vicende che la portarono alla morte. Questo mio scritto fu pubblicato dalla mamma di Ilaria nel sito dell’Associazione Ilaria Rambaldi Onlus (http://www.ilariarambaldionlus.it/2018/05/ing-alessandro-martelli-poesia-dedicata-ad-ilaria/ e, l’anno scorso, a pagg. 132-132 del libro “Soffio”, pubblicato da Aletti Editore di Villanova di Guidonia (Roma).
A Ilaria
Era il duemilanove
e uno sciame già ci stava
che in Abruzzo imperversava
impaurendo in ogni dove.
Pria del sisma qualche giorno
che d’aprile il sei colpì,
un gruppetto si riunì
ad un tavol tutto attorno.
Che da “esperti” era formato
della nota commissione
che l’esame ha per missione
d’ogni rischio rilevato.
Alla fin della riunione
il gran capo dichiarò
che tranquilli star si può
e ciò fe’ in televisione.
Disse poi che una bottiglia
di buon vino er’ consigliata
(forse assieme a una mangiata)
da scolarsi lì in famiglia.
Niun degli altri dichiarò
che quel dire er’ scriteriato,
che altrimenti era stimato,
che predire non si può.
Ma che esperti sono quelli,
se poi zitti se ne stanno
e null’altra cosa fanno
che incassare i lor balzelli!