

Dal sisma di Verona del 1117 a quelli della Val di Noto del 1693, di Foligno del 1832, della Marsica del 1915 e del Belìce del 1968, nella storia del nostro Paese il primo mese dell’anno è stato funestato da disastrose scosse.
Sono state accompagnate, talvolta, dall’innesco di maremoti, come a seguito della scossa del 9 gennaio 1693 nella Val di Noto. Le onde raggiunsero i 15 metri di altezza ad Augusta e colpirono le coste ioniche della Calabria e lo Stretto di Messina.
Fu uno dei più catastrofici terremoti che hanno colpito l’Italia nella storia dell’umanità.
Il ricordo dei suddetti terremoti dovrebbe contribuire a convincere, chi ancora ne dubitasse, che quello sismico costituisce un rischio reale in Italia e che, quindi, occorre attivare urgentemente corrette politiche di prevenzione sismica: il fatto che un violento terremoto non si verifichi da qualche anno (Norcia, 30 ottobre 2016, MW = 6,5) non deve tranquillizzare