
Il maremoto sull’isola di Tonga: un evento raro che abbiamo già conosciuto anche in Italia
L’analisi di ALESSANDRO MARTELLI, ingegnere antisismico
I MAREMOTI (O TSUNAMI) sono eventi causati da movimenti rilevanti e molto rapidi del fondale marino o di strutture sottomarine, che mettono in moto grandi quantità d’acqua. Essendo questa incomprimibile, hanno così origine onde che, in mare aperto, data l’assenza di significativi fenomeni dissipativi, possono procedere a grande velocità e, se non trovano estese terre emerse lungo il loro cammino, fino a grandi distanze. Quando dette onde raggiungono le coste, nuovamente a causa dell’incomprimibilità dell’acqua, la loro altezza cresce, anche notevolmente: è questo che, se il maremoto è violento, dà luogo al vittime e a danni.
Più precisamente, maremoti significativi possono avvenire o direttamente a causa di terremoti (usualmente, però, se detti sismi sono di enorme entità, cioè di magnitudo superiore a M = 8,0, e se l’epicentro si trova in un oceano, a grande profondità), oppure a causa di consistenti frane sottomarine (del fondale o di rilievi subacquei). A loro volta, tali frane possono essere causate anche da terremoti sufficientemente forti o (talora) da eruzioni vulcaniche, come pare sia avvenuto a seguito dell’eruzione del vulcano Hunga Tonga-Hunga Ha’apai, a Tonga, il 15 gennaio scorso.