Fermiamo l'abolizione del contante: è una battaglia di libertà

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PERCHÉ IL MONDO SENZA CONTANTI (CASHLESS) È UN INCUBO DISTOPICO DA FERMARE

Noi non vogliamo abolire tutti i limiti ai pagamenti in contanti, perché condividiamo le esigenze di controllo sociale che sono sottese agli stessi, né vogliamo ostacolare in alcun modo i pagamenti elettronici o comunque tracciabili, né arrestare il progresso.

Esprimiamo però tutta la nostra preoccupazione per una totale abolizione del pagamento anonimo, anche per la transazioni medie e piccole, perché questo ci condurrebbe a tutta una serie di aberrazioni giuridiche e a una forma oppressiva di controllo totalitario che è riassunto nei seguenti aspetti.

1. La moneta bancaria è “coniata” (virtualmente) da privati, le banche commerciali, alle quali stiamo garantendo una rendita colossale, rendita che poi viene usata sistematicamente per sovvertire gli ordinamenti democratici.

2. L'art. 178 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea, garantisce che le banconote in euro sono le uniche aventi corso legale. Abbassare il limite per le transazioni in contanti a livelli irrisori (999,99 €) equivale ad abolirne de facto il valore legale. È possibile vietare per legge l'uso della moneta legale?

3. Per quanto basse siano le commissioni, a ogni transazione la banca trattiene una somma. Quindi, al termine di un ciclo più o meno ampio, la moneta emessa dalle banche private ritorna nelle loro casse; senza contare che, essendo emessa contro la contrazione di un debito, se la totalità della moneta è quella bancaria, al termine di un determinato periodo, non solo la moneta emessa è tutta ritornata in mano bancaria, ma il sistema economico, che l'ha perduta transazione dopo transazione, la dovrà restituire integralmente, e per di più gravata da interessi. Questo genera matematicamente un debito insostenibile da parte del sistema produttivo verso chi "batte moneta".

4. La grande evasione, la grande corruzione e i grandi delitti ormai non usano più il contante, ma artifici contabili, societari o criptovalute. 
Ma se è vero che esiste una piccola evasione in contanti (peraltro perseguibile con metodi tradizionali), è anche vero che la sola possibilità trattiene lo stato da attuare tassazioni pressoché totalitarie, fino alla confisca, giacché in extremis il cittadino ha la possibilità di salvarsi con una minima evasione di sopravvivenza. Lo stesso vale per le spese e commissioni bancarie, che sono calmierate finché esiste la concorrenza del contante. Dove fugge il cittadino se banche e/o stato gli confiscano tutta o quasi la disponibilità liquida?

5. Proprietario delle somme depositate, non è il depositante ma la banca. In caso di fallimento (per ora) garantisce la BdI fino a 100.000, mentre oltre si va in bail in, cioè si perdono. E se questa quota garantita progressivamente diminuisse (50.000, 20.000) come potremmo difenderci?
Se invece abbiamo una riserva di contante chi può toglierla? Che senso ha, del resto, essere "creditori" di un credito che non sarebbe mai riscuotibile?

6. In democrazia, diciamo in una buona democrazia che funziona, con un buon controllo sui poteri forti, sembrerebbe non ci sia nulla da temere. Ma come facciamo a essere sicuri che sarà sempre così?
Se per qualunque ragione, lecita o illecita, le banche e/o lo stato tolgono (a un dissidente?) tale concessione, quella persona è immediatamente un uomo morto che non può nemmeno comprarsi il pane, né pagare l'affitto, né le medicine!
Ma chi ci garantisce che, dato questo immenso potere a stato e banche, non ne faranno MAI un cattivo uso per far fuori chi non si adegua a politiche autoritarie?

7. Si dice che la moneta elettronica costa meno, ma per chi?
Per le banche di sicuro,  ma quanto costa la gestione della moneta elettronica? Il costo di produzione per la BCE del contante è ripagato dal valore nominale. C'è, è vero, un costo di gestione del contante per le banche, che comprime i loro margini di profitto. E pazienza...
Mentre il denaro elettronico, che ha un costo quasi nullo per le banche, ha un costo tangibile, più o meno alto per gli utenti, ma questo non sarà mai nullo.
E infatti, per esperienza diretta, al di là di tante chiacchiere, quanto ci “costa” tenere una banconota?

8. E infine c’è il diritto alla riservatezza, che purtroppo ormai interessa a pochi, ma per noi è l'aspetto PIÙ IMPORTANTE. Noi non vogliamo che qualcuno sappia TUTTE le nostre transazioni finanziarie perché è come se sapesse tutto della nostra vita. Chi ci garantisce che queste informazioni non finiscano prima o poi in grandi archivi dove siamo schedati e profilati in tutto e per tutto?

Se sei arrivato sin qui e sei d'accordo con noi unisciti a noi. Chiedi insieme a noi che il limite per il pagamento in contanti sia liberalizzato fino a 3.000 euro così come l'uso libero delle banconote di 200 euro e la diffusione di quelle di 100 euro.

Non è eccessivo ed è soltanto una richiesta di legalità e libertà.

Se sei d'accordo con noi, firma, condividi e diffondi questo appello.