BASTA CACCIA NEL NOSTRO TERRENO; CHIEDIAMO L'ABOLIZIONE DELL' Art. 842 c.c.

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Il codice civile all'articolo 842 mette in seria discussione la tutela del diritto della proprietà privata, consentendo di praticare l'attività venatoria anche nei fondi privati e senza previa autorizzazione.

L'articolo prevede, infatti, che il proprietario di un terreno non possa impedire che in esso sia praticata la caccia. Chi ha la fortuna di abitare in mezzo alla natura, anche  in un terreno privato, non può chiedere ai cacciatori di non entrare a sparare ed uccidere.

Senza considerare quanto sia pericoloso abitare dove si pratica la caccia: l'incolumità e la sicurezza dei cittadini non è garantita. Basta aprire un qualsiasi giornale per rendersene conto: troppi i morti e feriti per "incidenti" durante la stagione venatoria.  Chi abita in una zona in cui non è vietata la caccia, è costretto a vivere con questo coprifuoco che dura quasi 5 mesi.

 Questo articolo va abrogato ed è in netto contrasto con quanto previsto nel resto d'Europa, una vera e propria anomalia sottolineata più volte dalla Corte europea dei diritti dell'uomo che ha sancito che, in caso di contrasto tra concessione venatoria e proprietà privata, l'interesse primario da tutelare si individua nel diritto, per ogni cittadino, a usufruire delle sue proprietà. L'articolo 842, consentendo ai cacciatori, e solo a loro, di entrare nei fondi privati senza il consenso del proprietario, limita il diritto di proprietà e solleva forti perplessità di ordine costituzionale.

 L'articolo 13 della COSTITUZIONE dice che la libertà personale è inviolabile.

 La legge italiana consentendo a persone armate di introdursi e sparare nelle proprietà private, rappresenta una violazione dei diritti fondamentali di ognuno di noi.

 A seguito di quanto esposto, anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione, si chiede al Parlamento italiano l'abrogazione dell'articolo 842 del codice civile 



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