0,02 cent per la raccolta della plastica in mare per ogni sacchetto bio nei supermercati.

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Chiedo che una piccola percentuale per ogni sacchetto biodegradabile pagato al supermercato sia destinato a ridurre la plastica che già ricopre come un tappeto il fondale marino. Sono cresciuta da ambientalista perché a Rimini il MARE è la nostra vita, il nostro habitat naturale da conservare con cura. Non intendo risorsa e profitto (anche, per molti) ma di puro amore. E l'amore richiede rispetto. Purtroppo non ce n'è a sufficienza. Sono certa che lo sia altrettanto per milioni di persone intorno all'Italia che ne traggono pace, benessere e lavoro. Ciononostante non ne abbiamo cura noi, come non ne ha cura il mondo. Tanto che la plastica dispersa lo sta, e ci sta, avvelenando. Da anni in Italia le associazioni ambientaliste si stanno impegnando per impedire l'utilizzo di calze/reti di plastica negli allevamenti di mitili, ad esempio. Che in grandi quantità vengono disperse e rilasciate in mare. Chiediamo al Presidente del Consiglio che conosciamo come sensibile all'ambiente, di destinarne una piccola percentuale come fosse una tassa di scopo. Le risorse sarebbero gestite in partnership con le associazioni ambientaliste nella promozione di startup per la pulizia del mare. Per la sperimentazione di metodologie alternative, la sostituzione delle calze/reti di plastica con quelle di cotone e altre modalità nell'allevamento dei mitili. Ai cittadini serve concretezza. Se così fosse, sono certa, noi tutti saremmo molto più soddisfatti nel pagarli, pensando che i nostri figli potranno vivere il mare così come noi l'abbiamo vissuto. Non credete? 



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