Stabilizzazioni urgenti Precari in Sanità | Emergenza COVID-19

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.500.


L’OMS ha dichiarato che il Coronavirus è un’emergenza globale. Dal primo caso di trasmissione secondaria in Italia di Covid-19 ad oggi, la diffusione del contagio da Coronavirus è in ascesa su tutto il territorio nazionale.

Il Coronavirus sta mettendo a dura prova l’equilibrio del Sistema Sanitario Nazionale che, a causa dei ripetuti tagli alla spesa e del Blocco del Turn Over nelle assunzioni in diverse Regioni, si trova adesso con pochi posti letto nelle terapie intensive, pochi ventilatori e carenze endemiche di personale.

Il Governo con i Decreti del 1 e del 4 marzo, tramite provvedimenti emergenziali, sta tentando di arginare e rallentare l’avanzata del virus. Adesso più che mai vi è la necessità di assumere in tempi rapidi nuovo personale nei pronto soccorso, nei reparti, nei laboratori, nelle direzioni strategiche degli ospedali pubblici di tutta Italia.

In prima linea si trovano gli operatori sanitari, veri e propri baluardi della salute dell’intera popolazione. Ebbene, molti di loro hanno contratti precari e aspettano da tempo una stabilizzazione della propria posizione lavorativa ai sensi dell’art 20 comma 1 e comma 2 del D.Lgs 75/2017, cosi come modificato dal D.L. 30 dicembre 2019, n. 162, coordinato con la legge di conversione 28 febbraio 2020, n. 8.

I più danneggiati sono di certo i lavoratori flessibili. Se a qualcuno sembra giusto che un infermiere, un medico, un tecnico di laboratorio, debbano salvaguardare la salute della collettività e qualora si ammalino a causa del proprio contratto (co.co.co, P.IVA) non abbiamo diritto ad assentarsi dal lavoro per curare la propria di malattia, a noi NO.

Bene, l’art.97 della Costituzione Italiana afferma “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge”. Secondo la Corte Costituzionale “la facoltà del legislatore di introdurre deroghe al principio del concorso pubblico deve essere delimitata in modo rigoroso, potendo tali deroghe essere considerate legittime solo quando siano funzionali esse stesse al buon andamento dell’amministrazione e ove ricorrano peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle” (sentenze n. 110 del 2017 e n. 90 del 2012).

Oggi si sta verificando un’eccezionale e straordinaria necessità di arruolare nuovo personale e riconoscere pieni diritti a coloro che stanno prestando attualmente servizio per tutelare la salute pubblica. Nella lotta alla Covid-19 non ci devono essere distinzioni tra spartani e iloti.

Il tempo, in questo delicato momento storico, è quanto mai il bene più prezioso. Pertanto, appare inopportuno e poco pratico sprecarne altro nelle lungaggini delle procedure concorsuali.

I precari in sanità sono ancora tantissimi e si tratta di personale già formato, che conosce tutte le procedure in uso nelle Aziende Ospedaliere in cui presta servizio ormai da anni. Queste competenze, già acquisite e perfezionate nel corso degli anni, valgono oro in questo periodo emergenziale e carente di risorse umane a causa degli errori superficiali del passato.

La prima soluzione da adottare, al di là della tipologia di precariato, è incrementare l’organico in tutte le Aziende Ospedaliere, ad horas.

Per questo chiediamo che il Governo emani un Decreto Legge per potenziare la rete assistenziale attraverso la stabilizzazione del personale.

 

Chiediamo:

che sia fatto l'obbligo e non facoltà per le aziende sanitarie di attivare le procedure previste dal comma 1 e comma 2 del D.Lgs. 75/2017;
che per accelerare le assunzioni, il personale dirigenziale e non dirigenziale del comparto sanità avente i requisiti previsti dal comma 1 e comma 2 del D.Lgs. 75/2017 possa essere assunto senza attendere alcun avviso o bando ma con istanza di parte;
che il personale dirigenziale e non dirigenziale del comparto sanità avente i requisiti previsti nel comma 2 del D.Lgs. 75/2017 non debba esperire alcuna prova selettiva per accertare l'idoneità all'impiego ma la graduatoria sia fatta esclusivamente per titoli, considerate le preferenze e i criteri previsti dalla legge in materia concorsuale;
l’utilizzo delle graduatorie vigenti comma 1 e comma 2 del D.Lgs. 75/2017;
che per il computo dei tre anni di servizio previsti nel comma 2 del D.Lgs. 75/2017 presso l'azienda vengano considerati anche i contratti di lavoro somministrato e le borse di studio.
Nella certezza che, in uno spirito di collaborazione tra Istituzioni e cittadini al servizio dello Stato, le nostre richieste non restino, come troppo spesso accade, inascoltate, soprattutto considerando l’attuale stato di emergenza nazionale.

Si chiede che le comunicazioni relative a questa petizione siano trasmesse all'indirizzo di posta elettronica  comitato31dicembre@libero.it