Petition updateFermiamo i pozzi di petrolio in BasilicataTempa Rossa, il MISE da via libera allo slittamento dei tempi
ScanZiamo le Scorie
Jun 4, 2018
Total fa un altro passo, ma ancora non ha ancora tutte le autorizzazioni per essere avviato. Vedremo se riuscirà ad aprire come i petrolieri sperano. Intanto noi siamo 7618 per la chiusura dei pozzi in Basilicata... e continuiamo a raccogliere le firme. A breve organizzeremo un incontro per parlare di strategia di uscita dal petrolio per la Basilicata in cui coinvolgeremo tutte le attività produttive del territorio. Chiunque fosse interessato ci scriva a scanziamolescorie@mail.com. Segue la notizia su Tempa Rossa scritta da Staffetta Quotidiana Tempa Rossa, via libera allo slittamento dei tempi Avvio produzione entro il primo semestre 2018, a regime entro fine anno Ricerca e Produzione Idrocarburi Avvio della produzione entro il primo semestre 2018; raggiungimento della capacità a regime di 50.000 barili/giorno entro il 2018; avvio, entro il 2018, della perforazione del sondaggio esplorativo “Gorgoglione 3”, con eventuale esecuzione, entro il 2020, di un rilievo sismico 3D; eventuale avvio della perforazione entro il 2020 del sondaggio esplorativo “Gorgoglione 4”. Questa la nuova tempistica per l'avvio della produzione di greggio dal giacimento Tempa Rossa (concessione Gorgoglione) in Basilicata. Lo scorso 16 maggio il ministero dello Sviluppo economico ha dato il via libera alla rimodulazione dei tempi per il completamento del programma dei lavori della concessione di coltivazione, come richiesto da Total, titolare del permesso (con il 50%) insieme a Shell e Mitsui (25% ciascuna). La richiesta di differimento, sui legge nel provvedimento, è motivata dal ritardo provocato dalla complessità delle attività operative necessarie per la realizzazione del progetto nella sua totalità, che hanno comportato anche una notevole quantità di lavorazioni anche in aree non minerarie, con conseguente allungamento tempi necessari per la relativa ultimazione e relativa l'acquisizione di tutte le necessarie autorizzazione per la realizzazione delle attività programmate. Alla base dei ritardi, anche l'allungamento dell'iter per l'evacuazione del greggio verso la raffineria e il porto di Taranto, per cui si era addirittura ipotizzato il trasporto via autobotte al deposito Raffineria di Roma e alla Raffineria di Falconara (v. Staffetta 19/04), ipotesi tramontata dopo il via libera ai lavori in raffineria da parte del Comune di Taranto. © Riproduzione riservata
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