No all'ingerenza della Chiesa su voto ddl Cirinnà.

Il problema

Il cardinale Bagnasco, nelle sue ultime comunicazioni al pubblico, ha espresso il desiderio di veder porre il segreto sul voto in relazione al ddl Cirinnà sulle Unioni Civili. 

La Conferenza Episcopale Italiana (Cei) dovrebbe occuparsi degli affari della Cei e non di quel che devono o non devono fare i senatori della Repubblica.

Il voto sul ddl Cirinnà è un atto di grande responsabilità in relazione a diritti, da tempo richiesti, da persone che alcuni vorrebbero marginalizzate.

Circa il voto sull'articolo che parla di Step Child Adoption, poi, alcuni partiti hanno espresso la volontà di lasciare "libertà di coscienza" (o di incoscienza) affinché alcuni senatori possano votano un No senza poi assumersene la responsabilità dal punto di vista elettorale.

Quel che si chiede è assoluta trasparenza, perché i cittadini e le cittadine hanno tutto il diritto di non assistere a strategie da vecchia politica messe in atto da chi è più interessato al consenso di una parte elettorale che al riconoscimento dei diritti. Si chiede di fare scelte impopolari quando è assolutamente necessario dare voce ad una parte del paese che ancora oggi viene trascurata.

Non ci può essere alcuna "libertà di coscienza" quando si parla di diritti civili. Se oggi si votasse una legge contro l'apartheid dubito che si potrebbe tirare fuori la segretezza del voto per tutelare le scelte politiche di chi non vorrebbe spartire diritti con le persone di altre razze o religioni.

I diritti delle persone lgbtq sono diritti umani e tali diritti vanno riconosciuti anche per il bene di figli che hanno diritto di poter contare, nella vita, su entrambi i genitori, che siano essi legati dal punti di vista biologico o che intendano adottare il figlio del/della partner.

Tutto quello che si continua a dire a proposito di "utero in affitto" non c'entra affatto con il ddl e il solo fatto che si possa pensare di fare ostruzionismo in aula, tramite emendamenti o mozioni che affermano questioni di principio su una materia che il ddl non intende assolutamente trattare, dà l'esatta misura della disonestà intellettuale con la quale certa discussione viene portata avanti.

Le parti destinatarie di questa petizione sono perciò pregate di tenere conto dell'opinione di cittadini e cittadine che, pur non facendo parte della Cei, di sicuro hanno il diritto di esigere che la discussione del DDL Cirinnà sia portata avanti senza che ogni giorno si subisca la visibilità mediatica del clero.

Cordiali saluti

Eretica

https://abbattoimuri.wordpress.com/

http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/eeretica/

https://www.facebook.com/AbbattoMuri/

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Eretica ⒶPromotore della petizioneQui trovi i miei blog http://abbattoimuri.wordpress.com/ e http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/eeretica/. Per contatti scrivi a: abbattoimuri@grrlz.net
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Il problema

Il cardinale Bagnasco, nelle sue ultime comunicazioni al pubblico, ha espresso il desiderio di veder porre il segreto sul voto in relazione al ddl Cirinnà sulle Unioni Civili. 

La Conferenza Episcopale Italiana (Cei) dovrebbe occuparsi degli affari della Cei e non di quel che devono o non devono fare i senatori della Repubblica.

Il voto sul ddl Cirinnà è un atto di grande responsabilità in relazione a diritti, da tempo richiesti, da persone che alcuni vorrebbero marginalizzate.

Circa il voto sull'articolo che parla di Step Child Adoption, poi, alcuni partiti hanno espresso la volontà di lasciare "libertà di coscienza" (o di incoscienza) affinché alcuni senatori possano votano un No senza poi assumersene la responsabilità dal punto di vista elettorale.

Quel che si chiede è assoluta trasparenza, perché i cittadini e le cittadine hanno tutto il diritto di non assistere a strategie da vecchia politica messe in atto da chi è più interessato al consenso di una parte elettorale che al riconoscimento dei diritti. Si chiede di fare scelte impopolari quando è assolutamente necessario dare voce ad una parte del paese che ancora oggi viene trascurata.

Non ci può essere alcuna "libertà di coscienza" quando si parla di diritti civili. Se oggi si votasse una legge contro l'apartheid dubito che si potrebbe tirare fuori la segretezza del voto per tutelare le scelte politiche di chi non vorrebbe spartire diritti con le persone di altre razze o religioni.

I diritti delle persone lgbtq sono diritti umani e tali diritti vanno riconosciuti anche per il bene di figli che hanno diritto di poter contare, nella vita, su entrambi i genitori, che siano essi legati dal punti di vista biologico o che intendano adottare il figlio del/della partner.

Tutto quello che si continua a dire a proposito di "utero in affitto" non c'entra affatto con il ddl e il solo fatto che si possa pensare di fare ostruzionismo in aula, tramite emendamenti o mozioni che affermano questioni di principio su una materia che il ddl non intende assolutamente trattare, dà l'esatta misura della disonestà intellettuale con la quale certa discussione viene portata avanti.

Le parti destinatarie di questa petizione sono perciò pregate di tenere conto dell'opinione di cittadini e cittadine che, pur non facendo parte della Cei, di sicuro hanno il diritto di esigere che la discussione del DDL Cirinnà sia portata avanti senza che ogni giorno si subisca la visibilità mediatica del clero.

Cordiali saluti

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I decisori

Pietro Grasso
Leader di Liberi e Uguali
Andrea Orlando
Andrea Orlando
Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Presidente Gruppo Parlamentare PD Luigi Zanda
Presidente Gruppo Parlamentare PD Luigi Zanda
Presidente Gruppo Misto De Petris Loredana
Presidente Gruppo Misto De Petris Loredana

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Petizione creata in data 12 febbraio 2016