Non bruciamoci l'occasione! Firma anche tu per UNA VERA TRANSIZIONE ECOLOGICA.

Il problema

#nonbruciamociloccasione ADERISCI ANCHE TU! https://www.leggerifiutizero.org/non-bruciamoci-loccasione/

Nel testo inviato alla commissione europea del Recovery Plan o P.N.R.R. del governo Draghi a fronte di un ipotetico fondo europeo da 196 miliardi di euro per la "transizione ecologica" il budget previsto per l'economia circolare è di soli 2,1 miliardi di euro pari a meno dell'1 % del totale! Nonostante questo tutti i giorni i media e la stampa riportano le dichiarazioni di ministri, sottosegretari e parlamentari che ci spiegano come l’obiettivo centrale per la sostenibilità dei processi produttivi sia l’economia circolare e la de-carbonizzazione della produzione di energia attraverso fonti rinnovabili (non le biomasse, il metano o l'idrogeno prodotto dal metano). Serve precisare che l'economia circolare serve a ridurre le importazioni di materie prime dall'estero, attraverso il recupero di "materia prima secondaria" dal riciclaggio dei rifiuti differenziati. Distruggere la materia per recuperare un quarto di energia è del tutto opposto al principio della circolarità decisa dall'U.E.

Le direttive europee fissano un percorso con delle fasi e degli obiettivi precisi:

1)      riprogettare in modo sostenibile l’intera filiera della produzione di merci ed imballaggi;

2)      ridurre la produzione di rifiuti;

3)      costruire la rete di impianti per il riuso;

4)      riciclaggio con recupero di materia dai rifiuti organici e inorganici sia domestici che industriali o "speciali".

Sono esclusi dall'economia circolare sia il "recupero di energia" da incenerimento che il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali "combustibili o altri mezzi per produrre energia" come il biogas e bio-metano. (art. 3 punto 15 bis della direttiva 851/2018/ce).

Tuttavia nel recovery plan del governo Draghi viene spacciata per "economia circolare" la produzione di biogas e di bio-metano a partire dalla coltivazione e fermentazione di colture intensive (mais, sorgo, triticale) e di rifiuti organici differenziati per produrre "bio-metano sostenibile"!

Tutto questo ci porta alla constatazione della totale incoerenza ed illegittimità del P.N.R.R. Sul punto citato che pertanto chiediamo venga riscritto eliminando sia il contributo statale a fondo perduto del 40% per il sostegno al biogas ed al "bio-metano sostenibile", che gli incentivi statali a fondo perduto dal G.S.E. Per 1,5 miliardi di euro ogni anno che gli impianti di biogas godono già da 15 anni producendo appena il 4% di energia elettrica!

Si chiede inoltre di raddoppiare i fondi a disposizione ad almeno dieci miliardi di euro da destinare alla "vera" economia circolare, per realizzare la rete di centri di riuso e riparazione, finanziare la raccolta differenziata porta a porta di qualità e costruire la rete di impianti di compostaggio aerobico di piccola e media dimensione.

Invitiamo quindi a firmare questa petizione e inviare una mail urgente per chiedere alla commissione europea e al Parlamento Europeo di presentare una richiesta al governo italiano per rivedere tutto il capitolo della "transizione ecologica" che nel recovery plan assomma risorse per circa 60 miliardi e ne destina solo 2,1 all'economia circolare.

Su questo punto denunciamo alla Comunità Europea e al Parlamento Europeo l'incoerenza del recovery plan italiano e l'aperta violazione di trattati e direttive in vigore, come si può leggere dal nostro documento di "osservazioni sintetiche". 

Per leggere le nostre osservazioni critiche vai su:

https://www.leggerifiutizero.org/non-bruciamoci-loccasione/

Questa petizione aveva 2052 sostenitori

Il problema

#nonbruciamociloccasione ADERISCI ANCHE TU! https://www.leggerifiutizero.org/non-bruciamoci-loccasione/

Nel testo inviato alla commissione europea del Recovery Plan o P.N.R.R. del governo Draghi a fronte di un ipotetico fondo europeo da 196 miliardi di euro per la "transizione ecologica" il budget previsto per l'economia circolare è di soli 2,1 miliardi di euro pari a meno dell'1 % del totale! Nonostante questo tutti i giorni i media e la stampa riportano le dichiarazioni di ministri, sottosegretari e parlamentari che ci spiegano come l’obiettivo centrale per la sostenibilità dei processi produttivi sia l’economia circolare e la de-carbonizzazione della produzione di energia attraverso fonti rinnovabili (non le biomasse, il metano o l'idrogeno prodotto dal metano). Serve precisare che l'economia circolare serve a ridurre le importazioni di materie prime dall'estero, attraverso il recupero di "materia prima secondaria" dal riciclaggio dei rifiuti differenziati. Distruggere la materia per recuperare un quarto di energia è del tutto opposto al principio della circolarità decisa dall'U.E.

Le direttive europee fissano un percorso con delle fasi e degli obiettivi precisi:

1)      riprogettare in modo sostenibile l’intera filiera della produzione di merci ed imballaggi;

2)      ridurre la produzione di rifiuti;

3)      costruire la rete di impianti per il riuso;

4)      riciclaggio con recupero di materia dai rifiuti organici e inorganici sia domestici che industriali o "speciali".

Sono esclusi dall'economia circolare sia il "recupero di energia" da incenerimento che il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali "combustibili o altri mezzi per produrre energia" come il biogas e bio-metano. (art. 3 punto 15 bis della direttiva 851/2018/ce).

Tuttavia nel recovery plan del governo Draghi viene spacciata per "economia circolare" la produzione di biogas e di bio-metano a partire dalla coltivazione e fermentazione di colture intensive (mais, sorgo, triticale) e di rifiuti organici differenziati per produrre "bio-metano sostenibile"!

Tutto questo ci porta alla constatazione della totale incoerenza ed illegittimità del P.N.R.R. Sul punto citato che pertanto chiediamo venga riscritto eliminando sia il contributo statale a fondo perduto del 40% per il sostegno al biogas ed al "bio-metano sostenibile", che gli incentivi statali a fondo perduto dal G.S.E. Per 1,5 miliardi di euro ogni anno che gli impianti di biogas godono già da 15 anni producendo appena il 4% di energia elettrica!

Si chiede inoltre di raddoppiare i fondi a disposizione ad almeno dieci miliardi di euro da destinare alla "vera" economia circolare, per realizzare la rete di centri di riuso e riparazione, finanziare la raccolta differenziata porta a porta di qualità e costruire la rete di impianti di compostaggio aerobico di piccola e media dimensione.

Invitiamo quindi a firmare questa petizione e inviare una mail urgente per chiedere alla commissione europea e al Parlamento Europeo di presentare una richiesta al governo italiano per rivedere tutto il capitolo della "transizione ecologica" che nel recovery plan assomma risorse per circa 60 miliardi e ne destina solo 2,1 all'economia circolare.

Su questo punto denunciamo alla Comunità Europea e al Parlamento Europeo l'incoerenza del recovery plan italiano e l'aperta violazione di trattati e direttive in vigore, come si può leggere dal nostro documento di "osservazioni sintetiche". 

Per leggere le nostre osservazioni critiche vai su:

https://www.leggerifiutizero.org/non-bruciamoci-loccasione/

I decisori

Ursula Von Der Leyen
Ursula Von Der Leyen
Presidente della Commissione Europea
Frans Timmermans
Frans Timmermans
Vicepresidente Esecutivo della Commissione Europea

Aggiornamenti sulla petizione

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Petizione creata in data 17 aprile 2021