Per un REGOLAMENTO LAUREE equo e democratico - Giurisprudenza UNIMI


Per un REGOLAMENTO LAUREE equo e democratico - Giurisprudenza UNIMI
Il problema
Gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale degli Studi di Milano,
VISTE
le modifiche apportate al Regolamento degli Esami di Laurea magistrale a ciclo unico della Facoltà di Giurisprudenza, che, a maggior chiarezza, qui si allega,
CHIEDONO
al Chiarissimo Presidente del Collegio Didattico Interdipartimentale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale degli Studi di Milano Andrea Tina, la revisione del suddetto Regolamento, alla luce delle seguenti considerazioni.
I. MODALITÀ DI ADOZIONE DEL REGOLAMENTO E SUA PUBBLICITÀ
Sebbene i lavori preparatori si siano prolungati per più di un anno, l’intenzione di modificare il precedente regolamento lauree è trapelata informalmente soltanto a ridosso della sua approvazione. Approvazione che, inoltre, risulta essere il frutto di numerose – ma da noi indeterminabili – riunioni, tanto carenti di documentazione, quanto svoltesi in seno alla Commissione per la revisione del Regolamento Tesi, organo cosiddetto ‘informale’, la cui fonte regolamentativa, nonché legittimazione risulta a noi sconosciuta e non conoscibile.
A tal proposito, riteniamo doverosa l’adozione di strumenti di pubblicità, idonei ad eliminare ogni opacità operativa e di funzionamento di simili tipologie di organi, vista la rilevanza che essi assumono nella vita accademica e studentesca, quantomeno assicurando una adeguata verbalizzazione delle attività svolte.
Inoltre, la sostanziale modifica, tra l’altro evidentemente in peius, che il testo del nuovo provvedimento produrrà sulla carriera universitaria studentesca, avrebbe obiettivamente richiesto quel minimo di pubblicità necessaria a renderla frutto di un onesto e trasparente dialogo e non, invece, figlia di una francamente incomprensibile estemporaneità.
Ci permettiamo, quindi, di richiedere che iniziative di tale portata vengano rese note e discusse, nei modi più consoni e trasparenti, con un ragionevole anticipo sulla loro prevedibile approvazione, così da poter garantire a noi studenti, in quanto destinatari, l’acquisizione di una sufficiente conoscenza.
Né varrebbe l’eventuale richiamo alla disposizione di cui all’art. 13, co. 38 del Regolamento dell’Università degli studi di Milano (“Le delibere del Consiglio di Dipartimento sono pubbliche, ai sensi della normativa in vigore. I verbali delle sedute del Consiglio sono consultabili da tutti i componenti il Consiglio, i quali sono comunque tenuti alla riservatezza sull’andamento dei lavori e sulle discussioni relative. Su eventuali richieste di copie è competente il Direttore, nel rispetto della normativa in vigore. Sono comunque accolte, se formulate dai diretti interessati, le eventuali richieste di avere copia delle delibere concernenti chiamate di docenti o forme di selezione o scelta tra più richiedenti o proponenti, nonché delle delibere relative alle attività svolte per conto terzi e alle prestazioni disciplinate da tariffario, se formulate dal personale del Dipartimento.”): non criticandone la legittimità, richiediamo che la stessa non debba trovare applicazione laddove si tratti di profili strettamente attinenti alla carriera del singolo studente; in caso contrario, si incorrerebbe nella lesione del diritto di quest’ultimo ad una corretta e completa informazione, presupposto essenziale per garantire un libero e consapevole esercizio delle proprie facoltà e della scelta didattica.
II. EFFICACIA PEGGIORATIVA DELLE MODIFICHE
Palese, poi, la violazione dei più elementari principi di diritto, laddove si pretende che le modifiche in argomento possano spiegare i propri effetti anche verso chi, già immatricolato, ha operato la scelta universitaria sulla base di un regolamento, che, ora, all’improvviso, vedrebbe immotivatamente, per lo meno per quanto lo riguarda, mutato.
Non è, appunto, comprensibile in base a quale principio si possa assumere che dette modifiche dovranno avere effetto dalla “prima sessione di laurea dell’Anno Accademico 2022/2023 (Luglio 2023)” (cfr. art. 5), così in aperta violazione di una, invece, intangibile immutabilità delle situazioni accademiche pregresse all’approvazione delle modifiche, che dovrebbe permettere, ad esempio, di non vedere penalizzata la media ponderata già conquistata dallo studente, causa il ridimensionamento in peius della valenza del 30 e Lode (cfr. art. 6 co. 2).
Pertanto, richiediamo che il nuovo testo del Regolamento degli Esami di Laurea magistrale a ciclo unico della Facoltà di Giurisprudenza abbia come destinatari i soli studenti immatricolati a partire dall’A.A. 2022/2023, o che, in subordine, produca effetto tout court a partire dalla “prima sessione di laurea dell’Anno Accademico 2022/2023 (Luglio 2023)”, quantomeno in relazione al valore dei 30 e Lode conseguiti precedentemente all’approvazione del nuovo regolamento, affinché conservino il valore originario (di 31, ai fini del calcolo della media ponderata), indipendentemente dalla sessione di laurea.
III. SVILIMENTO DELLE ESPERIENZE PRATICHE
Né si può ignorare come l’irrilevanza attribuita alle attività pratiche extracurricolari, quali tirocini e competizioni giuridiche, svolte durante il percorso universitario, ai fini del voto finale di Laurea, finisca per far emergere una sorta di privilegio riservato ad un metodo puramente teorico di insegnamento, in danno di quella praticità, che, pure, deve caratterizzare la formazione dei giuristi del futuro.
Anche in tal senso, riteniamo che simili attività non possano in alcun modo essere relegate a mere ‘esperienze di vita’ e che alle stesse vengano attribuiti pari dignità e rilievo istituzionali; esse, infatti, non possono e non devono in alcun modo risultare ostative al regolare svolgimento del corso di studi – come, invece, lascia intendere la nuova regolamentazione –.
Per questa ragione, richiediamo che venga riconosciuto – o, meglio, restituito – un rilievo istituzionale, oltre che puramente personale, alle esperienze pratiche svolte, volontariamente ed autonomamente, dallo studente.
A FRONTE DI QUANTO ESPOSTO ED ARGOMENTATO
I sottoscritti invocano, quindi, il diritto ad un dialogo e ad un confronto liberi ed aperti con l’istituzione universitaria, sulla cui base affrontare un esame congiunto e critico delle modifiche apportate al Regolamento degli Esami di Laurea magistrale a ciclo unico della Facoltà di Giurisprudenza, che ne permetta una revisione, che, a nostro avviso, risulta quanto mai indispensabile ed indifferibile.
Ciò, non ultimo, in vista della necessità di vedere eliminato anche solo il rischio che quell’unilateralità operativa e decisionale, che ha caratterizzato una così drastica variazione della nostra vita universitaria, possa rappresentare un pericoloso precedente per future riforme, nel rispetto del più alto valore di democrazia, che dovrebbe caratterizzare l’istituzione universitaria e, in special modo, la Nostra Facoltà di Giurisprudenza.
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Il problema
Gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale degli Studi di Milano,
VISTE
le modifiche apportate al Regolamento degli Esami di Laurea magistrale a ciclo unico della Facoltà di Giurisprudenza, che, a maggior chiarezza, qui si allega,
CHIEDONO
al Chiarissimo Presidente del Collegio Didattico Interdipartimentale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale degli Studi di Milano Andrea Tina, la revisione del suddetto Regolamento, alla luce delle seguenti considerazioni.
I. MODALITÀ DI ADOZIONE DEL REGOLAMENTO E SUA PUBBLICITÀ
Sebbene i lavori preparatori si siano prolungati per più di un anno, l’intenzione di modificare il precedente regolamento lauree è trapelata informalmente soltanto a ridosso della sua approvazione. Approvazione che, inoltre, risulta essere il frutto di numerose – ma da noi indeterminabili – riunioni, tanto carenti di documentazione, quanto svoltesi in seno alla Commissione per la revisione del Regolamento Tesi, organo cosiddetto ‘informale’, la cui fonte regolamentativa, nonché legittimazione risulta a noi sconosciuta e non conoscibile.
A tal proposito, riteniamo doverosa l’adozione di strumenti di pubblicità, idonei ad eliminare ogni opacità operativa e di funzionamento di simili tipologie di organi, vista la rilevanza che essi assumono nella vita accademica e studentesca, quantomeno assicurando una adeguata verbalizzazione delle attività svolte.
Inoltre, la sostanziale modifica, tra l’altro evidentemente in peius, che il testo del nuovo provvedimento produrrà sulla carriera universitaria studentesca, avrebbe obiettivamente richiesto quel minimo di pubblicità necessaria a renderla frutto di un onesto e trasparente dialogo e non, invece, figlia di una francamente incomprensibile estemporaneità.
Ci permettiamo, quindi, di richiedere che iniziative di tale portata vengano rese note e discusse, nei modi più consoni e trasparenti, con un ragionevole anticipo sulla loro prevedibile approvazione, così da poter garantire a noi studenti, in quanto destinatari, l’acquisizione di una sufficiente conoscenza.
Né varrebbe l’eventuale richiamo alla disposizione di cui all’art. 13, co. 38 del Regolamento dell’Università degli studi di Milano (“Le delibere del Consiglio di Dipartimento sono pubbliche, ai sensi della normativa in vigore. I verbali delle sedute del Consiglio sono consultabili da tutti i componenti il Consiglio, i quali sono comunque tenuti alla riservatezza sull’andamento dei lavori e sulle discussioni relative. Su eventuali richieste di copie è competente il Direttore, nel rispetto della normativa in vigore. Sono comunque accolte, se formulate dai diretti interessati, le eventuali richieste di avere copia delle delibere concernenti chiamate di docenti o forme di selezione o scelta tra più richiedenti o proponenti, nonché delle delibere relative alle attività svolte per conto terzi e alle prestazioni disciplinate da tariffario, se formulate dal personale del Dipartimento.”): non criticandone la legittimità, richiediamo che la stessa non debba trovare applicazione laddove si tratti di profili strettamente attinenti alla carriera del singolo studente; in caso contrario, si incorrerebbe nella lesione del diritto di quest’ultimo ad una corretta e completa informazione, presupposto essenziale per garantire un libero e consapevole esercizio delle proprie facoltà e della scelta didattica.
II. EFFICACIA PEGGIORATIVA DELLE MODIFICHE
Palese, poi, la violazione dei più elementari principi di diritto, laddove si pretende che le modifiche in argomento possano spiegare i propri effetti anche verso chi, già immatricolato, ha operato la scelta universitaria sulla base di un regolamento, che, ora, all’improvviso, vedrebbe immotivatamente, per lo meno per quanto lo riguarda, mutato.
Non è, appunto, comprensibile in base a quale principio si possa assumere che dette modifiche dovranno avere effetto dalla “prima sessione di laurea dell’Anno Accademico 2022/2023 (Luglio 2023)” (cfr. art. 5), così in aperta violazione di una, invece, intangibile immutabilità delle situazioni accademiche pregresse all’approvazione delle modifiche, che dovrebbe permettere, ad esempio, di non vedere penalizzata la media ponderata già conquistata dallo studente, causa il ridimensionamento in peius della valenza del 30 e Lode (cfr. art. 6 co. 2).
Pertanto, richiediamo che il nuovo testo del Regolamento degli Esami di Laurea magistrale a ciclo unico della Facoltà di Giurisprudenza abbia come destinatari i soli studenti immatricolati a partire dall’A.A. 2022/2023, o che, in subordine, produca effetto tout court a partire dalla “prima sessione di laurea dell’Anno Accademico 2022/2023 (Luglio 2023)”, quantomeno in relazione al valore dei 30 e Lode conseguiti precedentemente all’approvazione del nuovo regolamento, affinché conservino il valore originario (di 31, ai fini del calcolo della media ponderata), indipendentemente dalla sessione di laurea.
III. SVILIMENTO DELLE ESPERIENZE PRATICHE
Né si può ignorare come l’irrilevanza attribuita alle attività pratiche extracurricolari, quali tirocini e competizioni giuridiche, svolte durante il percorso universitario, ai fini del voto finale di Laurea, finisca per far emergere una sorta di privilegio riservato ad un metodo puramente teorico di insegnamento, in danno di quella praticità, che, pure, deve caratterizzare la formazione dei giuristi del futuro.
Anche in tal senso, riteniamo che simili attività non possano in alcun modo essere relegate a mere ‘esperienze di vita’ e che alle stesse vengano attribuiti pari dignità e rilievo istituzionali; esse, infatti, non possono e non devono in alcun modo risultare ostative al regolare svolgimento del corso di studi – come, invece, lascia intendere la nuova regolamentazione –.
Per questa ragione, richiediamo che venga riconosciuto – o, meglio, restituito – un rilievo istituzionale, oltre che puramente personale, alle esperienze pratiche svolte, volontariamente ed autonomamente, dallo studente.
A FRONTE DI QUANTO ESPOSTO ED ARGOMENTATO
I sottoscritti invocano, quindi, il diritto ad un dialogo e ad un confronto liberi ed aperti con l’istituzione universitaria, sulla cui base affrontare un esame congiunto e critico delle modifiche apportate al Regolamento degli Esami di Laurea magistrale a ciclo unico della Facoltà di Giurisprudenza, che ne permetta una revisione, che, a nostro avviso, risulta quanto mai indispensabile ed indifferibile.
Ciò, non ultimo, in vista della necessità di vedere eliminato anche solo il rischio che quell’unilateralità operativa e decisionale, che ha caratterizzato una così drastica variazione della nostra vita universitaria, possa rappresentare un pericoloso precedente per future riforme, nel rispetto del più alto valore di democrazia, che dovrebbe caratterizzare l’istituzione universitaria e, in special modo, la Nostra Facoltà di Giurisprudenza.
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I decisori
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Petizione creata in data 20 gennaio 2022