
Egregi sostenitori,
dopo dieci anni di attesa, ora ritengo assai rilevante fare in modo che la mia ex patrocinatrice, avvocata ***, sia posta nella condizione di dover rispondere alle domande che ho esposto nella missiva datata 25 ottobre 2008 e che di seguito riporto per intero.
L’avvocata *** non ha mai fornito risposte ai quesiti da me ben circostanziati, pertanto risulta facile supporre che NON VOGLIA RISPONDERE perché, se lo facesse lealmente, verrebbe subito a galla la sua inadempienza professionale grave, da lei abilmente mascherata attraverso la «manovra strategica» che ho spiegato e definito all’interno dei precedenti aggiornamenti.
Nell’ambito della denuncia querela promossa contro la mia persona, la sopraccitata missiva è stata prodotta dall’avvocata *** alla Procura della Repubblica di Udine come «prova» di diffamazione (17.02.2010) unitamente alle testimonianze non rispondenti al vero, rilasciate dalla collega di studio ◆◆◆ e dall’amica militante in politica (arch. ### di cui ho già parlato).
Mi chiedo: perché la signora *** NON ha denunciato il collega avvocato ƱƱƱ che ha evidenziato l’esito risarcitorio rovinoso per la mia esistenza in vita e per la mia autodeterminazione, contestando recisamente anche l’operato svolto dal dott. E.B., medico legale di fiducia della ***? (cfr. memorie e Ricorso in Appello).
Perché la signora *** non ha denunciato un secondo avvocato il quale ha scritto che NON ho percepito l’equo indennizzo pur avendo a disposizione ampia documentazione medico specialistica con allegati puntuali referti strumentali?
Chi ha causato le circostanze tese a negarmi ciò che mi spettava, e tuttora mi spetta, di diritto?
Chi mi sta avviando verso la morte forzosa? … morte coatta volta a tapparmi la bocca su temi particolarmente scomodi?
Presento l’elenco dettagliato delle domande che neppure il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha considerato.
Ecco la missiva al completo.
«Egregio Avv.to ***,
faccio seguito a tutte le altre lettere che sono rimaste prive di risposte esaustive e chiare, nonché per l'impossibilità di avere un colloquio personale o telefonico da Lei sempre negatomi (COLLOQUIO che avrei desiderato avesse le caratteristiche di una corretta comunicazione e di una concreta trasparenza), per chiederLe precisazioni su questi punti:
1) Prego chiarire i motivi per cui Lei avvocato si è rifiutata di nominare i CONSULENTI
TECNICI che conoscevano bene il mio vissuto. Le ho dato l'opportunità di nominare,
eventualmente, un altro CT di parte (ortopedico e/o neurologo) da scegliere in comune
accordo o con il suo medico legale di fiducia.
Prego chiarire perché è stata da Lei respinta anche codesta buona possibilità di intervento a mio favore nella ctu.
2) Nella missiva datata 06/12/2007 Lei scrive:
"[...]ribadisco la necessità per il sottoscritto difensore di lavorare con un consulente tecnico di propria fiducia, dovendo relazionarsi con lo stesso, sia nella presente fase che nella fase della redazione delle comparse conclusionali. Ribadisco di avere deciso di non indicare quale ulteriore consulente psichiatra per non dare adito a quanto dichiarato da controparte sul suo stato di salute".
Mi astengo dal replicare quanto Lei ha esposto nelle suddette righe poiché la trattazione, necessaria per una chiarificazione pulita, risulterebbe piuttosto complessa e soprattutto copiosa.
La prego, invece, di fornirmi le doverose delucidazioni sulla sua personalissima scelta di ESCLUDERE i professionisti che avrei voluto nominare come miei CC.TT. perché conoscevano bene il mio caso, compreso lo stato della mia psiche. Sottolineo che NON riesco a comprendere la LOGICA del summenzionato suo scritto. È PROPRIO perché la Compagnia di Assicurazioni (mia controparte) aveva espresso chiaramente il suo parere negativo, riguardo il mio presunto stato psichico, che risultava DOVEROSO NOMINARE, nella ctu, il Prof. …. e il Prof. …. in qualità di consulenti tecnici!!
Perché Lei avvocato NON lo ha fatto?
3) Prego chiarire i motivi per cui Lei, avvocato ***, ha scelto di NON produrre (durante l'udienza dell'8 luglio 2008) un "RICHIAMO del CTU a chiarimenti", assolutamente indispensabile, dati i numerosi punti oscuri che non coincidono con la mia reale situazione e neppure con i fatti concreti occorsi in precedenza.
4) Prego chiarire i motivi per cui Lei, avvocato ***, nonostante le mie suppliche, ha scelto di NON trattare l'importante risarcimento, indispensabile alla mia vita e riguardante:
le CURE
l'ASSISTENZA e
l'ACCOMPAGNAMENTO.
Lei mi fornì un'unica risposta 10 mesi fa, ossia:
"Signora Ortis, si rivolga ai Servizi Sociali e al Comune di residenza".
Cercai di farle comprendere che avevo già "bussato a quelle due porte", ma che né l'assistente sociale né il sindaco potevano darmi un aiuto concreto. Lei NON mi diede ascolto. Ci tengo a sottolineare che la mia vita è in serio pericolo proprio perché, non essendo nelle condizioni fisiche per poter lavorare e per guidare l'auto, non ho i mezzi necessari alla mia sopravvivenza e neppure per soddisfare le documentate necessità di cure (mirate e adeguate al mio quadro clinico), di assistenza e dell' accompagnamento.
5) Prego chiarire "COME" sono stati da Lei presi in considerazione e trattati i seguenti danni e/o punti:
- danno estetico
- danno alla sfera procreativa
- danno per la gamba allungata di cm 3,5 durante l'intervento chirurgico del 5 giugno 2002
- ARTICOLO 137 - Danno patrimoniale - Decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (in Suppl. Ord. n. 163 alla Gazz. Uff., 13 ottobre, n° 239) - Codice delle assicurazioni private.
- danno morale, in cui tener presente che, l'esigenza di adeguare l'importo liquidato al mio caso concreto, imponeva di tenere in considerazione i CORRETTIVI individuati dalla giurisprudenza e dalla dottrina e di MODIFICARE gli importi indicati nelle tabelle.
- Inabilità temporanea
- AUSILI
- Prego chiarire quale sia il motivo per cui non è stata formulata alcuna spiegazione al fine di eliminare ogni forma di dubbio sul "CONCORSO del fatto colposo del creditore ex. art. 1227 c.c." imputato illegittimamente alla mia persona dalla Compagnia di Assicurazioni.
6) Prego chiarire il motivo per cui Lei mi proibì di parlare con il CTP di sua fiducia, dott. B., sia prima che dopo la ctu (del 26 novembre 2007).
7) Nella missiva datata 06/12/2007 Lei, avvocato, mi scrive:
"Appena il dott. B. mi darà notizie sullo sviluppo della consulenza sarà mia cura comunicargliele e se opportuno fissare un appuntamento per la preparazione della prossima udienza".
Anche in questo caso, Lei avvocato *** mi ha offerto un lusinghiero proposito, poi MAI attuato! Prego espormi una motivazione chiara e pulita della mancata realizzazione di codesto suo primordiale intento.
Se fossero stati nominati i due CONSULENTI TECNICI che le avevo suggerito (motivandone la scelta), avrei avuto tutti i chiarimenti del caso poiché questi professionisti hanno SEMPRE concretizzato le loro promesse e/o garanzie a me espresse in precedenza.
8) Prego chiarire il motivo per cui Lei, avvocato ***, CHIUSE fin da subito (dopo il mandato dell'1/10/2007) le porte verso una corretta comunicazione e un dialogo costruttivo sia con la sottoscritta sia con i medici e i professionisti che mi aveva garantito di interpellare per interagire con loro nella prosecuzione della trattazione inerente alla causa RG 3011/06.
9) Nella missiva datata 31/01/2008 Lei, avvocato, mi scrive:
"La ringrazio per il materiale giuridico che mi ha inviato ma la invito nuovamente a ricordare la genesi della vertenza".
La prego di chiarire, senza abili giochi dialettici a me non confacenti, quali sono i PUNTI (presenti nel Ricorso introduttivo e nella perizia medico legale del dott. F. B.) che Lei reputa abbiano portato NOCUMENTO al risarcimento complessivo e su cui Lei NON ha potuto in alcun modo INTERVENIRE.
La prego di NON fare riferimento al verbale del Giudice del 4/10/2006 perché, avendoglielo presentato io stessa il 19 settembre 2007, è chiaro che lo conosco molto bene. Signor avvocato, È il suo PARERE che NON conosco e che NON mi ha fatto conoscere MAI nemmeno in precedenza!
10) Nella missiva datata 6/12/2007 Lei, avvocato, mi scrive:
"Le ribadisco la necessità che i problemi vengano affrontati uno alla volta, senza sovrapporli e cercando di ridurre al minimo le attività inutili che spesso si rivelano costose, come Lei stessa ha potuto appurare nell'arco di questi anni".
PERCHÉ, Lei avvocato, NON si espresse FIN DA SUBITO con le suindicate parole durante il colloquio del 19/09/2007 e durante la successiva telefonata, ANZICHÉ offrirmi lusinghiere garanzie e promesse? Non mi dilungo su questo punto che ho già trattato nelle missive a Lei indirizzate.
La prego di chiarire la summenzionata sua asserzione in modo semplice, pulito e trasparente senza abili giochi dialettici che NON MI SI ADDICONO. Sottolineo che la sottoscritta NON ha MAI chiesto a Lei, avvocato, "ATTIVITÀ INUTILI" bensì solo attività INDISPENSABILI.
11) Le chiedo, non con poca apprensione, di POTER IO verificare prima del deposito in Tribunale le CONCLUSIONI nella causa RG 3011/06. Anzi, visti gli accadimenti occorsi durante il suo mandato, La prego - con fermezza e mitezza - di provvedere all'INVIO di dette CONCLUSIONI entro e non oltre 3 (tre) giorni dal ricevimento della presente mia missiva (RACCOMANDATA).
12) Nella missiva datata 6/12/2007 Lei, avvocato ***, dice di avermi spiegato TUTTO il 19/09/2007 davanti all'avv. …. che, tra l'altro, ritiene essere mio "CODIFENSORE". Sottolineo, non senza SGOMENTO per quanto afferma, che Lei chiamò l'avv. …. SOLO per chiederle informazioni sulla firma falsa presente sul Ricorso introduttivo (RG 3011/06) in quanto non sapeva come si sarebbe dovuto procedere in tale contesto. L'avv. …. disse di non preoccuparmi perché il problema poteva essere risolto con l'intervento di un perito calligrafico di vostra conoscenza e fiducia (testuali parole). Nulla di più!
Vidi l'avv. …. per un tempo di circa 3 (tre) MINUTI.
Quindi ciò che Lei, avv. ***, sostiene a tale riguardo nella missiva datata 6/12/2007 NON corrisponde ai fatti accaduti. Ciò lede la mia dignità e la mia onorabilità. Infatti, il 19/09/2007, NON può aver dichiarato l'avv. …. mio codifensore perché mi ero presentata in quello studio legale per incontrare Lei, avvocato ***, e NESSUN ALTRO!!
Quel giorno volevo SOLO avere delucidazioni e NON era mia intenzione cambiare legale. Quel giorno Lei NON mi parlò di codifensori perché non cercavo NEPPURE UN difensore!!
13) Durante un colloquio telefonico precedente al 25/09/2007 e successivo al 19/09/2007, Le chiesi CONFERMA di tutti i suoi buoni PROPOSITI espressi il 19/09/2007 dopo essersi Lei stessa offerta di difendermi legalmente. Mi garantì di seguirmi nelle varie denunce e/o esposti civili e penali, di consultare e nominare i CC.TT. che conoscevano bene il mio vissuto e altre questioni che Lei rammenterà.
Sottolineai con fermezza che intendevo cambiare legale SOLO SE il nuovo avvocato mi forniva massima CERTEZZA di trattare ciò di cui necessitavo e che avevo ELENCATO dettagliatamente e chiaramente.
Subito Lei mi rassicurò di provvedere a seguirmi su tutti i "PUNTI" da me esposti e mi invitò a spedirle uno scritto in cui "DOVEVO" affidare il mandato sia a Lei, sia all'avv. …. (colloquio telefonico prima del 25/09/2007). Le chiesi il MOTIVO di questo DOPPIO conferimento di incarico e le sottolineai che io desideravo mi seguisse UN SOLO legale soprattutto per mantenere un rapporto costante, trasparente, sereno e proficuo (senza confusioni o sovrapposizioni). Lei, signor avvocato, mi rispose con le seguenti testuali parole:
"È SOLO perché abito a …. perciò, lavorando in uno studio fuori provincia, devo mettere anche un altro nome. Non si preoccupi perché la seguirò SOLO IO e ci sarà un'UNICA PARCELLA.
Mi dia intanto il mandato per la causa di lunedì primo ottobre e POI le farò firmare un altro mandato per il resto."
Prego chiarirmi questo punto particolarmente preoccupante, poiché "VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT". Spero di non avere ulteriori brutte sorprese e, rammentando ciò che è accaduto successivamente, sottolineo che Lei, in seguito, NON VOLLE sapere neppure di sfogliare i documenti che mi aveva INVECE promesso di STUDIARE!!! Le ricordo, inoltre, che in data 1/10/2007, MI FECE FIRMARE DI NUOVO un mandato (per la causa RG 3011/06) con mia grande sorpresa, fuori dalla stanza del Giudice, in piedi e senza poter leggere il CONTENUTO della nuova delega di mandato, il tutto 2 (due) minuti prima di entrare in aula per l'udienza. Chiesi spiegazioni, ma Lei mi disse:
"Firmi, le spiegherò TUTTO in seguito. Lei non ha soldi, per cui mi faccio pagare direttamente dal Giudice."
Io rimasi allibita sentendo quelle parole espresse, tra l'altro, con un tono di prepotenza e di stizza. Purtroppo non c'era il tempo per CHIARIRE codesto punto. Perché, Lei avvocato ***, NON mi informò PRIMA dell'1/10/2007 sulla necessità di firmare di nuovo un altro mandato?... e per di più della stessa causa?
Avrei desiderato incontrarla prima di tale data, ma Lei NON si rese disponibile e rimandò l'incontro. PERCHÉ?
Dopo aver rimandato quell'incontro, MI NEGÒ anche tutti gli altri, ossia quelli che era necessario fare per una lunga serie di MOTIVI che Le ho spiegato nelle mie missive e perché Lei mantenesse gli impegni presi a voce tra il 19/09/2007 e il 25/09/2007.
Le ricordo che IO Le avevo CONFERITO la massima FIDUCIA e la difesa della mia Vita, nonché della Verità. Solo con un equo risarcimento, infatti, avrei potuto vivere ancora...
Non posso tradire i PRINCIPI ETICI su cui ho basato le mie scelte, per questo Le chiedo di rispondermi con massima CHIAREZZA e SINCERITÀ.
14) Oltre a quanto appena espresso, desidero esporre ciò che segue.
Il 19/09/2007, mentre Le stavo esponendo il mio vissuto riguardante le cause civili e le problematiche fisiche e di sopravvivenza, la mia concentrazione fu disturbata dalle urla fortissime di una signora che stava parlando al telefono in un'altra stanza dello studio legale. Poiché non riuscivo a ritrovare la serenità per continuare il discorso in quanto la mia voce veniva letteralmente "COPERTA" dalle urla particolarmente veementi della signora, Lei avv. *** sì accorse del mio disagio e mi disse:
"Non si preoccupi perché la mia collega …. è solita parlare così forte."
Sono certa che io NON avrei mai scelto un legale che "era solito parlare" con un tono di voce simile a quello che avevo sentito perché amo la gentilezza e la pacatezza. Ognuno è libero di scegliere ciò che più gli aggrada. Lei, avv. ***, ha rispettato la mia dignità e la mia libertà?
15) Infine Le chiedo di poter provvedere ad ottenere il PATROCINIO a spese dello Stato per la causa in oggetto (RG 3011/06) posto che non ho un reddito e il mio indicatore della situazione economica ISEE è di € 9.256,84.
In attesa di una Sua VERA, cordiale e proficua risposta, Le porgo distinti saluti.
Cisterna, 25/10/2008
Luigina Ortis»