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ASPETTI GENERALI CONNESSI AL CAMBIO DEI LEGALI

Luigina OrtisItaly
Oct 18, 2018

Auspico si comprenda finalmente che il “CAMBIO di LEGALI” è stata per me una tragedia – in primis – perché ero impotente di fronte al loro intoccabile potere sociale e professionale, in secundis perché le loro responsabilità professionali sono costantemente state insabbiate.
Con prove alla mano ho dimostrato che i miei patrocinatori al fine di scaricare su di me la causa (colpa) del «cambio di legali» hanno CAPOVOLTO, seppur solo a parole, l’oggettività a loro scomoda fornendo della stessa un’interpretazione fittizia a loro favorevole.
Cerco di spiegarmi.
È stato sicuramente compreso che la deriva della mia esistenza è iniziata con il sinistro automobilistico occorso il 4 giugno 2002.
La richiesta di risarcimento era semplice e pluridocumentata per cui era sufficiente l’intervento tecnico di UN UNICO AVVOCATO affiancato da UN SOLO MEDICO LEGALE, i quali svolgessero in scienza e coscienza il loro compito, certi che il loro compenso sarebbe stato retribuito dalla Compagnia di Assicurazione e dal suo assicurato. La trattativa di indennizzo si sarebbe potuta chiudere serenamente anche per via stragiudiziale.
Purtroppo la ferrea OPPOSIZIONE al riconoscimento dell’equo risarcimento per i danni da me patiti, come sapete, celava UN MOVENTE particolarmente significativo che i responsabili del risarcimento stesso si sono ben guardati dall’esporre (cfr. trattazione specifica: “MOVENTE”) e che i diversi miei patrocinatori NON hanno MAI menzionato.
Dal settembre 2002 al 2008 gli eventi si sono così succeduti: tutti gli avvocati a cui mi sono rivolta, esaminando i certificati medici, all’inizio manifestavano disponibilità a procedere nella richiesta risarcitoria, poi – dopo un primo contatto con i responsabili dell’indennizzo – SI ARENAVANO adducendo, quale chimerica giustificazione, che l’Assicurazione NON intendeva riconoscere i danni che avevo subito nel sinistro stradale del 4 giugno 2002.
Chiedevo le motivazioni di tale rifiuto.
Anziché FORNIRMI risposte precise ed esaustive, quelli che avrebbero dovuto agire in qualità di difensori di fiducia assumevano un atteggiamento di SFIDA e di PREVARICAZIONE e, subito dopo, chiudevano la corretta comunicazione con me (l’assistita). Così rimanevo all’oscuro di tutto e la mia impotenza, nel difendere i diritti civili e morali, diventava sempre più rovinosa. Pare che l’OMBRA del potere – di cui è ammantata l’Assicurazione – sia sempre aleggiata sulle decisioni e sulle scelte compiute dai miei patrocinatori e dai relativi medici legali di fiducia (es. C. e F., N. e B., C.e B.).
Basti pensare che non ho mai ricevuto da loro copie delle memorie, o di atti simili, che hanno presentato in giudizio relativamente alla questione risarcitoria o agli altri contenziosi; mi sono dovuta sempre recare personalmente in Cancelleria civile per averne copia (trovando, il più delle volte, brutte sorprese!).
Data la situazione anomala e fortemente stressante (direi: tormentosa e angosciante) ero costretta a cambiare legale con la speranza di trovarne uno disposto ad agire secondo i dettami dell’OBLIGATIO PROBI VIRI. Nulla di più, nulla di meno.
Numerosi avvocati hanno dichiarato che “dietro” al mio caso “c’era e c’è qualcosa di losco e pericoloso” (testuali parole), per questo non sono intervenuti in modo attivo. Hanno anche evidenziato che l’opposizione formulata dalla Assicurazione e dal suo assicurato era fittizia, pertanto facilmente smontabile e sgonfiabile attraverso una corretta e veritiera esposizione dei fatti e della mia situazione clinica. Questo sta a significare che tutto poteva essere chiarito agevolmente e in tempi brevissimi.
Perché non è stato attuato tutto ciò che era possibile attuare tenuto conto anche del supporto tecnico di valenti medici e specialisti resisi disponibili a collaborare con i miei legali? Perché sono stati scartati?
Mi chiedo quindi quale ORIGINE abbia avuto l’inefficienza della tutela dei miei patrocinatori.
Una cosa però è certa: il cosiddetto “CAMBIO di legali” NON è stato per me un PASSATEMPO, né si è trattato di una mancanza di equilibrio da parte mia. È stata una NECESSITÀ dettata dal bisogno di risultati positivi che non arrivavano mai.
La lotta quotidiana per la sopravvivenza a causa delle problematiche fisiche e delle ingenti spese, connesse alle cure e ai servizi di assistenza e di accompagnamento con persona automunita, focalizzava la mia attenzione sul concretizzare forme di DIALOGO e di AZIONI costruttive e propositive.
Purtroppo, davanti a me ho trovato muri invalicabili, alzati proprio da chi aveva il dovere di tutelare i miei diritti. Tutto ciò, distribuito nell’arco di quindici anni, ha distrutto la mia credibilità e ha eroso le mie finanze portandomi in una condizione di CONDANNA A MORTE annunciata e prematura.
Io volevo solo vivere e avere ciò che mi spetta per legge…, invece ho subìto il SUPPLIZIO di TANTALO… con annesso il marchio illegittimo della diffamatrice seriale.
Ora, si rimpallano le responsabilità pur essendo chiara e ben definita ognuna di esse!!
Questo martirio può finire solo se riesco a rendere pubblici i dati oggettivi e le relative comparazioni.
Gentili lettori, ringrazio immensamente il Vostro attento ascolto e la Vostra comprensione che mi sostengono e che nutrono il mio cuore.

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