Porto e trasporto di coltelli e strumenti da taglio - Decreto sicurezza del 25 febbraio 20

Firmatari recenti
Francesco Nigris e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Le modifiche introdotte dal decreto agli articoli 4 e 4  bis del testo della legge numero 110  del 18 aprile 1975,  hanno di fatto creato una grande confusione e soprattutto un'ingiustificata limitazione per quanto riguarda il porto degli strumenti da taglio e utensìli,  nella fattispecie i coltelli.

Fermo restando che il porto, ovvero l'avere immediata disponibilità, di  tutti gli strumenti atti ad offendere è vietato da sempre "senza giustificato motivo" , di fatto la formulazione,  specialmente del 4 bis,  è quantomai confusionaria e atta a generare abusi e incomprensioni.

Non si comprende tra l'altro perché tali ulteriori limitazioni si siano inserite nel quattro bis e non nel quattro poiché la fattispecie del 4 bis riguarda il "porto di Armi senza licenza" ( decreto Caivano) , e gli strumenti da taglio generici non sono Armi.

Poiché nel quattro bis non è ripetuta la dicitura "senza giustificato motivo" di fatto la norma vieta totalmente il porto, in qualsiasi situazione, ovvero semplicemente il prendere in mano,  un qualsiasi tipo di coltello chiudibile con una lama pari o superiore ai 5 cm.

La confusione è totale poiché si assimilano i coltelli a quelle che sono da sempre considerate vere e proprie armi bianche, quali ad esempio i coltelli a scatto, ove per giurisprudenza costante si intendono chiaramente i coltelli che hanno un dispositivo automatico di uscita della lama longitudinalmente al manico tramite un pulsante, e che abbiano la lama con due fili e la punta.

L'articolo inoltre vieta totalmente il porto in qualsiasi situazione dei coltelli che sono apribili con una mano sola, cioè la maggioranza dei coltelli chiudibili in circolazione, e dotati di meccanismo di blocco lama che peraltro è un dispositivo di sicurezza atto ad evitare incidenti agli utilizzatori.

La normativa inoltre non spiega che cosa si intenda per blocco lama confondendo i coltelli a scatto con quelli semplicemente chiudibili, e non specifica come si misuri la lama, ovvero se si misuri semplicemente il tagliente o la misura totale dal manico; viste le pene pesantissime previste ovviamente è una specifica quantomai fondamentale.

Questa infelice formulazione di fatto colpisce una grandissima quantità di categorie di cittadini, poiché anche semplicemente i taglierini detti "cutter" usati da qualsiasi operaio hanno una lama estraibile potenzialmente ben oltre i 5 cm e sono dotati di un meccanismo di blocco lama.

Pertanto, creerà enormi difficoltà e rischi di gravi conseguenze penali  a produttori di coltelli, appassionati, operai, elettricisti, scalatori, trekker, pescatori, operai che lavorano con il cartongesso ed in cantiere, elettricisti, vigili del fuoco e moltissime altre categorie.

Invitiamo pertanto il governo a rivedere le norme in oggetto e fare in modo che siano riscritte in modo corretto, rispettando le normative e anche la giurisprudenza costante della cassazione e le esigenze dei cittadini e soprattutto ricordandosi che esistono centinaia di imprese che fabbricano coltelli che danno lavoro a centinaia di famiglie che vedrebbero di fatto fortemente ridotto il loro mercato poiché nessuno comprerà strumenti che non può utilizzare.

 

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comitato DLPA italiaPromotore della petizione

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Il problema

Le modifiche introdotte dal decreto agli articoli 4 e 4  bis del testo della legge numero 110  del 18 aprile 1975,  hanno di fatto creato una grande confusione e soprattutto un'ingiustificata limitazione per quanto riguarda il porto degli strumenti da taglio e utensìli,  nella fattispecie i coltelli.

Fermo restando che il porto, ovvero l'avere immediata disponibilità, di  tutti gli strumenti atti ad offendere è vietato da sempre "senza giustificato motivo" , di fatto la formulazione,  specialmente del 4 bis,  è quantomai confusionaria e atta a generare abusi e incomprensioni.

Non si comprende tra l'altro perché tali ulteriori limitazioni si siano inserite nel quattro bis e non nel quattro poiché la fattispecie del 4 bis riguarda il "porto di Armi senza licenza" ( decreto Caivano) , e gli strumenti da taglio generici non sono Armi.

Poiché nel quattro bis non è ripetuta la dicitura "senza giustificato motivo" di fatto la norma vieta totalmente il porto, in qualsiasi situazione, ovvero semplicemente il prendere in mano,  un qualsiasi tipo di coltello chiudibile con una lama pari o superiore ai 5 cm.

La confusione è totale poiché si assimilano i coltelli a quelle che sono da sempre considerate vere e proprie armi bianche, quali ad esempio i coltelli a scatto, ove per giurisprudenza costante si intendono chiaramente i coltelli che hanno un dispositivo automatico di uscita della lama longitudinalmente al manico tramite un pulsante, e che abbiano la lama con due fili e la punta.

L'articolo inoltre vieta totalmente il porto in qualsiasi situazione dei coltelli che sono apribili con una mano sola, cioè la maggioranza dei coltelli chiudibili in circolazione, e dotati di meccanismo di blocco lama che peraltro è un dispositivo di sicurezza atto ad evitare incidenti agli utilizzatori.

La normativa inoltre non spiega che cosa si intenda per blocco lama confondendo i coltelli a scatto con quelli semplicemente chiudibili, e non specifica come si misuri la lama, ovvero se si misuri semplicemente il tagliente o la misura totale dal manico; viste le pene pesantissime previste ovviamente è una specifica quantomai fondamentale.

Questa infelice formulazione di fatto colpisce una grandissima quantità di categorie di cittadini, poiché anche semplicemente i taglierini detti "cutter" usati da qualsiasi operaio hanno una lama estraibile potenzialmente ben oltre i 5 cm e sono dotati di un meccanismo di blocco lama.

Pertanto, creerà enormi difficoltà e rischi di gravi conseguenze penali  a produttori di coltelli, appassionati, operai, elettricisti, scalatori, trekker, pescatori, operai che lavorano con il cartongesso ed in cantiere, elettricisti, vigili del fuoco e moltissime altre categorie.

Invitiamo pertanto il governo a rivedere le norme in oggetto e fare in modo che siano riscritte in modo corretto, rispettando le normative e anche la giurisprudenza costante della cassazione e le esigenze dei cittadini e soprattutto ricordandosi che esistono centinaia di imprese che fabbricano coltelli che danno lavoro a centinaia di famiglie che vedrebbero di fatto fortemente ridotto il loro mercato poiché nessuno comprerà strumenti che non può utilizzare.

 

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