Portiamo aiuti a Gaza via mare, con le Marine Militari dei Paesi del Mediterraneo

Portiamo aiuti a Gaza via mare, con le Marine Militari dei Paesi del Mediterraneo

Il problema

English version below

Lettera aperta ai Capi di Governo dei principali Paesi europei che affacciano sul Mediterraneo

 

Oggetto: Alle emergenze si risponde con azioni efficaci, immediate e rispettose della dignità umana. Portiamo aiuti a Gaza via mare

"Il Mediterraneo, culla della nostra civiltà, non è solo un mare, ma un luogo simbolico dove le culture si sono incontrate e scontrate, un luogo che ha dato forma alla nostra storia." 

Così scriveva Hannah Arendt ne “Le origini del totalitarismo”, lei, l’autrice di Vita Activa, che ha esaltato la nascita come possibilità dell’umano di portare il cambiamento, di agire. Di fronte all’immobilismo dell’Europa, ci chiediamo cosa resta della civiltà del Mediterraneo. 

I vertici istituzionali UE e i governi dei Paesi europei, che si affacciano sullo stesso mare della striscia di Gaza, non hanno assunto alcuna misura concreta per impedire il protrarsi della pulizia etnica in atto. Dal gennaio 2024 la Corte Internazionale di Giustizia ha adottato una decisione vincolante, ordinando a Israele di intraprendere tutte le misure necessarie per prevenire atti di genocidio e per garantire l'accesso agli aiuti umanitari a Gaza. Un’ordinanza impunemente violata da Israele, senza conseguenza alcuna, nonostante la Convenzione sul genocidio sia stata ratificata nel 1950 da quello Stato. La stessa impunità è stata tollerata rispetto a svariate risoluzioni ONU trasgredite, a partire da quella numero 181 del 1947, che prevedeva la partizione della Palestina in due Stati, uno arabo e uno israeliano.

Quando viene meno la certezza del diritto, si legittima una inaccettabile normalizzazione dell’accanimento tragico dei più forti contro i più deboli. Noi donne, cittadine di quelle che ancora si considerano democrazie, non tolleriamo più il venir meno dello stato di diritto, né accettiamo di trasformarci in testimoni impotenti di crimini quotidiani. 

Ci appelliamo ai Premier di Italia, Francia e Spagna, e di ogni altro Paese che si affacci sul Mediterraneo, affinché organizzino una "volenterosa" spedizione via mare - possibilmente coordinata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite - per portare aiuti umanitari a Gaza e per offrire protezione temporanea ai civili che per motivi sanitari devono essere evacuati. 

E’ inaccettabile il lancio di aiuti per via aerea, in un territorio ridotto a un cumulo di macerie, cui Israele dallo scorso marzo ha inflitto un blocco totale all’ingresso di aiuti fino a quando, a fine maggio, ha disposto una distribuzione insufficiente di aiuti, affidata a militari israeliani e a contractor americani, che causano quotidianamente decine di vittime civili, morti ammazzati nel disperato tentativo di procurarsi un sacco di farina. E’ l’ennesima ingiuria alla dignità umana del popolo palestinese, sottoposto ad atroci sofferenze e a una rappresaglia senza fine, dopo la tragica azione terroristica compiuta da Hamas il 7 ottobre 2023.

Non crediamo che Israele possa intercettare - con atti di pirateria, in un tratto di mare che non le appartiene - le Marine Militari dei Paesi UE. Portare aiuti umanitari a una popolazione vittima di molteplici pratiche genocidarie - tra cui la più feroce è proprio l'utilizzo della fame e della sete come armi di guerra - non può essere interpretato come un atto provocatorio nei confronti di Israele. E’ invece l'unico modo di intervenire in una emergenza umanitaria che non ha precedenti nella storia recente.

Che senso ha promettere il riconoscimento dello Stato di Palestina a settembre, sapendo che ogni giorno che passa muoiono migliaia di civili inermi, in maggioranza bambini? Come può la politica andare in vacanza, mostrandosi sorda e cieca di fronte a crimini così abietti, cui assistiamo quotidianamente via social?

Il riconoscimento dello Stato di Palestina è un atto fondamentale, rimandato per troppo tempo. Ma rischia di rimanere un atto simbolico mentre il genocidio e l’ecocidio delle terre palestinesi procedono senza sosta. La comunità internazionale deve sostenere un processo diplomatico multilaterale che porti all’autodeteminazione di quel popolo. Ma le priorità ora sono altre: aiuti umanitari su larga scala, salvataggio di vite, cessate il fuoco e interruzione di accordi commerciali e forniture di armi e munizioni a Israele.

Un urgente intervento coordinato delle Marine Militari dei principali Paesi europei, che affacciano sul Mediterraneo, che porti aiuti e soccorsi, solleverebbe i governi di quei Paesi dal sospetto di complicità in genocidio. Non è più tempo di ipocrite dichiarazioni pietose, è tempo di agire e di dimostrare che una civiltà del Mediterraneo ancora esiste.

Fermate il genocidio, Palestina libera.

 

04/08/2025

 

 

Prime firmatarie

Per il Coordinamento Nazionale Ecofemminista:

Antonella Trocino - Roma, Laura Cima - Trento, Rita Aruffo – Lanciano (CH), Eliana Rasera - Catania, Laura Moschini – Roma, Gabriella Taddeo - Trieste, Antonella Anselmo – Roma, Maria Rosa Panté - Vercelli, Alessandra Ciotti - Roma, Graziella Proto – Catania, Laura Tamiro - Genova, Simonetta Ferrero – Asti, Marilù Mastrogiovanni – Bari, Viviana Ferrero – Torino, Wilma Calleri – Torino, Paola Enrico – Roma, Laura Incantalupo – Milano, Daniela Dioguardi – Palermo, Franca Marcomin – Venezia, Marina De Felici – Roma, Silvana Appiano – Torino, Serenella Molendini – Lecce, Piero Sermiotti – Trento, Paolo Groppo – Anguillara Sabazia (RM), Magda Terrevoli – Bari, Maddalena Rufo – Roma, Orietta Vanin – Mestre, Rossana Garau – Torino, Marina Ponzetto – Collegno (TO), Rosa D’Amato - Taranto.

 

Oltre a:

Daniela Belliti - Pistoia, Ginevra Bompiani - Roma, Luisa Morgantini - Roma, Emma Persia – Roma, Carla Beatrice Lomi – Prato, Francesca Matteoni – Pistoia, Stephanie Brancaforte – Siracusa, Nicoletta Dentico – Roma,  Monica Di Sisto – Roma, Silvia Stilli – Roma, Loretta Mussi – Roma, Bice Parodi - Genova, Mariella Vitale – Nola (NA), Sonia Scandolara – Casorate Sempione (VA), Anna Scattigno – Firenze, Anna Maria Gadda – Varese, Marisa Nicchi – Firenze, Annalisa Milani - Treviso, Patrizia Sterpetti – Roma, Alba Castellani – Milano, Marina Zweyer - Trieste, Giorgia Reiser – Torino, Paola Quartesan – Torino, Laura Alfonsi Castelli – Berlino, Maria Paola Rizzo – Paolmbara Sabina (RM), Elisabetta Cangelosi – Palermo, Roberto de Marchi – Vicenza, Giuseppina Macchia – Asti, Giulia Persico - …, Maria Chiara Bontempi - …, Francesca Arca, Marina Leonardi - …, Giorgia Parodi - …, Giorgia Lombardi - …, Alessandra Casu - …, Lucia Coppola - …, Ivana Baldi - …, Anna Bocchio – Asti, Simona Simonetti - …, Sonia Baino – Asti, Miriam Boi - …, Paola Angela Grillo – Asti, Irene Baldin – Asti, Alessandra Filippi - …, Cristina Mengozzi - …, Sofia Festa - …, Giuseppina Ramundo - …, Anna Cione - …, Innocenza Starace - …, Anna Maria Naddeo - …, Annarita La Penna - …, Giuseppina Fontanella - …, Emma di Girolamo - …, Silvana Bellone – Asti, Micaela Mazzoni - …, Laura Linda Di Nenno - …, Michaela Colletti - …, Antonella Antonelli - …, Paola Leonida – Asti, Monica Vitarelli – Asti, Elena Berta – Asti, Rosario Ragusa – Asti, Laura Morero – Asti, Laura Corradi – Rende (CS), Francesca De Vito – Roma, Antonella Galetta – S. Polo d’Enza (RE), Cristina Rinaldi – Roma, Arianna Petrocchi - Roma, Lucilla Giagnoni – Novara, Silvia Molè – Vercelli, Silvia Scarati – Vercelli, Daniela Falconi – Torino, Primavera Gozzi – Torino, Valentina Stimato – Torino, Francesca Traina – Palermo, Claudia La Franca – Palermo, Ida La Porta – Palermo, Angela Militello – Palermo – Bice Grillo – Palermo, Claudia Pedrotti – Palermo, Agata Schiera - Palermo, Gemma Infurnari – Palermo, Fausta Ferruzza – Palermo, Vita Margiotta – Palermo, Finella Giordano – Palermo, Maria Glorioso – Palermo, Chiara Martello – Torino, Marina Delle Piane – Asti, Anna Maria De Filippi – Palermo, Anna La Mattina – Palermo, Pina Mandolfo – Palermo, Assunta Lupo _ Palermo, Milena Gentile – Palermo, Stefania Macaluso – Palermo, Maria Antonietta Dioguardi – Palermo, Francesca Zoavo - Torino, Laura Orsucci – Genova, Elvira Rosa - Palermo, Elena Di Liberto – Palermo, Maria Albanese – Palermo, Patrizia Zanelli – Venezia, Simona Sforza – Milano, Paola Colombini – Milano, Angelica Vasile – Milano, Lucia Sessa – Milano, Francesca Colciaghi – Milano, Petronillo Poltran -  Milano, Giovanna Cinzia Fiorellini – Milano. Daniela Carrillo – Milano, Elisabetta Marzorati – Milano, Anna Mariggiò – Asti, Sara Londrillo – Asti, Magda Terrevoli – Bari, Anna Colombo – Viterbo, Maria Elena Menici – Pistoia, Michela Pereira – Pistoia, Elisabetta Rossi – Roma, Paola Masiello – Milano, Angela Perri – Roma, Rosa Amodei – Roma, Paola Paesano – Roma, Enrica Lomazzi – Roma, Laura Marcheselli – Firenze, Anna Rita De Camillis – Viterbo, Luigi Appodia – Roma, Anna Mainardi – Cellere (VT), Mariella Pasinati – Palermo, Maria D’Asaro - Palermo, Roberta Villa – Taranto, Grazia Maremonti – Taranto, Maria Teresa D’Amato – Taranto, Sara Laterza – Taranto, Maria Gravante – Taranto, Maria Lungu – Taranto, Monica Ferrari – Pistoia, Caterina Romeo – Chivasso (TO), Caterina Romeo - …, Viviana Garbagnoli – Torino, Ernesta Fusetti – Torino, Carla Negro – Torino. Augusta Casagrande - …, Enrica Guglielmotti - …, Laura Onofri – Torino, Sofia D'Agostino - Pinerolo – Torino, Laura Meli – Torino, Marilena Bertini - …, Paola Alessandri – Torino, Cecilia Tibaldi - Piossasco (TO), Lucia Centillo - …, Renata Campini – Torino, Tiziana Mastri - Rivoli (TO), Mariacristina Brunetti- Rivoli(TO), Mariel Vespa – Torino, Laura Ghersi - …, Paola Angela Stringa - …, Martina Olivero - Venaria a Reale (TO), Enrica Robioglio - …, Laura Stradella - …, Cinzia Iannetta - …, Maria Luisa Masturzo - …, Milena Colabella - Rivoli (TO), Paola Berzano – Torino, Mariangela Arimondo-  Collegno (TO), Maria Scalia - Rivoli (TO), Enrica Pazè - …, Angela Grimaldi - Caselle Torinese (TO), Clara Goria – Torino, Laila Wadia - Trieste, Martina Kafol - Trieste.

OPEN LETTER TO THE HEADS OF GOVERNMENT OF THE MAIN EUROPEAN COUNTRIES BORDERING THE MEDITERRANEAN

 

Subject: Emergencies require effective, immediate action that respects human dignity. Let us bring aid to Gaza by sea

 

“The Mediterranean, the cradle of our civilisation, is not just a sea, but a symbolic place where cultures have met and clashed, a place that has shaped our history.” 

So wrote Hannah Arendt in “The Origins of Totalitarianism”, she, the author of Vita Activa, who extolled birth as the possibility for humans to bring about change, to act. Faced with Europe's immobility, we wonder what remains of Mediterranean civilisation. 

The EU institutional leaders and the governments of European countries, bordering the same sea as the Gaza Strip, have taken no concrete measures to prevent the ongoing ethnic cleansing. In January 2024, the International Court of Justice adopted a binding decision ordering Israel to take all necessary measures to prevent acts of genocide and to ensure access to humanitarian aid in Gaza. This order has been violated with impunity by Israel, without any consequences, despite the fact that the Genocide Convention was ratified by that state in 1950. 

The same impunity has been tolerated with regard to various UN resolutions that have been violated, starting with Resolution 181 of 1947, which provided for the partition of Palestine into two states, one Arab and one Israeli.

When legal certainty fails, it legitimises an unacceptable normalisation of the tragic persecution of the weak by the strong. We women, citizens of what are still considered democracies, no longer tolerate the breakdown of the rule of law, nor do we accept being turned into powerless witnesses to daily crimes. 

We appeal to the Prime Ministers of Italy, France, Spain, and every other country bordering the Mediterranean to organise a “willing” sea expedition - possibly coordinated by the United Nations - to bring humanitarian aid to Gaza and offer temporary protection to civilians who need to be evacuated for health reasons.

It is unacceptable to drop aid by air in a territory reduced to a pile of rubble, where Israel has imposed a total blockade on the entry of aid since last March until, at the end of May, it arranged for an insufficient distribution of aid, entrusted to Israeli military personnel and U.S. contractors, who cause dozens of civilian casualties every day, killed in their desperate attempt to obtain a sack of flour. This is yet another affront to the human dignity of the Palestinian people, who have been subjected to atrocious suffering and endless retaliation since the tragic terrorist attack, carried out by Hama,s on 7 October 2023.

We do not believe that Israel can intercept the navies of EU countries with acts of piracy in a stretch of sea that does not belong to it. Bringing humanitarian aid to a population that is the victim of multiple genocidal practices - the most ferocious of which is the use of hunger and thirst as weapons of war - cannot be interpreted as a provocative act against Israel. It is, instead, the only way to intervene in a humanitarian emergency that is unprecedented in recent history.

What is the point of promising to recognise the State of Palestine in September, knowing that every day thousands of defenceless civilians, mostly children, are dying? How can politicians go on holiday, turning a blind eye and a deaf ear to such abhorrent crimes, which we witness daily on social media?

The recognition of the State of Palestine is a fundamental act that has been postponed for too long. But it risks remaining a symbolic act while the genocide and ecocide of Palestinian lands continue unabated. The international community must support a multilateral diplomatic process leading to the self-determination of that people. But the priorities now are different: large-scale humanitarian aid, saving lives, a ceasefire and the suspension of trade agreements and supplies of arms and ammunition to Israel.

Urgent coordinated intervention by the naval vessels of the main European countries, bordering the Mediterranean, to bring aid and relief would relieve the governments of those countries of the suspicion of complicity in genocide. The time for hypocritical statements of pity is over; it is time to act and show that a Mediterranean civilisation still exists.

Stop the genocide, free Palestine.       

 

4 August 2025

avatar of the starter
Antonella TrocinoPromotore della petizioneSono Presidente dell'Associazione Beni Comuni Stefano Rodotà; faccio parte del Coordinamento Nazionale Ecofemm, della rete dei Costruttori di Pace e di vari gruppi ecologisti e di attivismo civico. Sono un'economista, con focus in finanza sostenibile

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Il problema

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Lettera aperta ai Capi di Governo dei principali Paesi europei che affacciano sul Mediterraneo

 

Oggetto: Alle emergenze si risponde con azioni efficaci, immediate e rispettose della dignità umana. Portiamo aiuti a Gaza via mare

"Il Mediterraneo, culla della nostra civiltà, non è solo un mare, ma un luogo simbolico dove le culture si sono incontrate e scontrate, un luogo che ha dato forma alla nostra storia." 

Così scriveva Hannah Arendt ne “Le origini del totalitarismo”, lei, l’autrice di Vita Activa, che ha esaltato la nascita come possibilità dell’umano di portare il cambiamento, di agire. Di fronte all’immobilismo dell’Europa, ci chiediamo cosa resta della civiltà del Mediterraneo. 

I vertici istituzionali UE e i governi dei Paesi europei, che si affacciano sullo stesso mare della striscia di Gaza, non hanno assunto alcuna misura concreta per impedire il protrarsi della pulizia etnica in atto. Dal gennaio 2024 la Corte Internazionale di Giustizia ha adottato una decisione vincolante, ordinando a Israele di intraprendere tutte le misure necessarie per prevenire atti di genocidio e per garantire l'accesso agli aiuti umanitari a Gaza. Un’ordinanza impunemente violata da Israele, senza conseguenza alcuna, nonostante la Convenzione sul genocidio sia stata ratificata nel 1950 da quello Stato. La stessa impunità è stata tollerata rispetto a svariate risoluzioni ONU trasgredite, a partire da quella numero 181 del 1947, che prevedeva la partizione della Palestina in due Stati, uno arabo e uno israeliano.

Quando viene meno la certezza del diritto, si legittima una inaccettabile normalizzazione dell’accanimento tragico dei più forti contro i più deboli. Noi donne, cittadine di quelle che ancora si considerano democrazie, non tolleriamo più il venir meno dello stato di diritto, né accettiamo di trasformarci in testimoni impotenti di crimini quotidiani. 

Ci appelliamo ai Premier di Italia, Francia e Spagna, e di ogni altro Paese che si affacci sul Mediterraneo, affinché organizzino una "volenterosa" spedizione via mare - possibilmente coordinata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite - per portare aiuti umanitari a Gaza e per offrire protezione temporanea ai civili che per motivi sanitari devono essere evacuati. 

E’ inaccettabile il lancio di aiuti per via aerea, in un territorio ridotto a un cumulo di macerie, cui Israele dallo scorso marzo ha inflitto un blocco totale all’ingresso di aiuti fino a quando, a fine maggio, ha disposto una distribuzione insufficiente di aiuti, affidata a militari israeliani e a contractor americani, che causano quotidianamente decine di vittime civili, morti ammazzati nel disperato tentativo di procurarsi un sacco di farina. E’ l’ennesima ingiuria alla dignità umana del popolo palestinese, sottoposto ad atroci sofferenze e a una rappresaglia senza fine, dopo la tragica azione terroristica compiuta da Hamas il 7 ottobre 2023.

Non crediamo che Israele possa intercettare - con atti di pirateria, in un tratto di mare che non le appartiene - le Marine Militari dei Paesi UE. Portare aiuti umanitari a una popolazione vittima di molteplici pratiche genocidarie - tra cui la più feroce è proprio l'utilizzo della fame e della sete come armi di guerra - non può essere interpretato come un atto provocatorio nei confronti di Israele. E’ invece l'unico modo di intervenire in una emergenza umanitaria che non ha precedenti nella storia recente.

Che senso ha promettere il riconoscimento dello Stato di Palestina a settembre, sapendo che ogni giorno che passa muoiono migliaia di civili inermi, in maggioranza bambini? Come può la politica andare in vacanza, mostrandosi sorda e cieca di fronte a crimini così abietti, cui assistiamo quotidianamente via social?

Il riconoscimento dello Stato di Palestina è un atto fondamentale, rimandato per troppo tempo. Ma rischia di rimanere un atto simbolico mentre il genocidio e l’ecocidio delle terre palestinesi procedono senza sosta. La comunità internazionale deve sostenere un processo diplomatico multilaterale che porti all’autodeteminazione di quel popolo. Ma le priorità ora sono altre: aiuti umanitari su larga scala, salvataggio di vite, cessate il fuoco e interruzione di accordi commerciali e forniture di armi e munizioni a Israele.

Un urgente intervento coordinato delle Marine Militari dei principali Paesi europei, che affacciano sul Mediterraneo, che porti aiuti e soccorsi, solleverebbe i governi di quei Paesi dal sospetto di complicità in genocidio. Non è più tempo di ipocrite dichiarazioni pietose, è tempo di agire e di dimostrare che una civiltà del Mediterraneo ancora esiste.

Fermate il genocidio, Palestina libera.

 

04/08/2025

 

 

Prime firmatarie

Per il Coordinamento Nazionale Ecofemminista:

Antonella Trocino - Roma, Laura Cima - Trento, Rita Aruffo – Lanciano (CH), Eliana Rasera - Catania, Laura Moschini – Roma, Gabriella Taddeo - Trieste, Antonella Anselmo – Roma, Maria Rosa Panté - Vercelli, Alessandra Ciotti - Roma, Graziella Proto – Catania, Laura Tamiro - Genova, Simonetta Ferrero – Asti, Marilù Mastrogiovanni – Bari, Viviana Ferrero – Torino, Wilma Calleri – Torino, Paola Enrico – Roma, Laura Incantalupo – Milano, Daniela Dioguardi – Palermo, Franca Marcomin – Venezia, Marina De Felici – Roma, Silvana Appiano – Torino, Serenella Molendini – Lecce, Piero Sermiotti – Trento, Paolo Groppo – Anguillara Sabazia (RM), Magda Terrevoli – Bari, Maddalena Rufo – Roma, Orietta Vanin – Mestre, Rossana Garau – Torino, Marina Ponzetto – Collegno (TO), Rosa D’Amato - Taranto.

 

Oltre a:

Daniela Belliti - Pistoia, Ginevra Bompiani - Roma, Luisa Morgantini - Roma, Emma Persia – Roma, Carla Beatrice Lomi – Prato, Francesca Matteoni – Pistoia, Stephanie Brancaforte – Siracusa, Nicoletta Dentico – Roma,  Monica Di Sisto – Roma, Silvia Stilli – Roma, Loretta Mussi – Roma, Bice Parodi - Genova, Mariella Vitale – Nola (NA), Sonia Scandolara – Casorate Sempione (VA), Anna Scattigno – Firenze, Anna Maria Gadda – Varese, Marisa Nicchi – Firenze, Annalisa Milani - Treviso, Patrizia Sterpetti – Roma, Alba Castellani – Milano, Marina Zweyer - Trieste, Giorgia Reiser – Torino, Paola Quartesan – Torino, Laura Alfonsi Castelli – Berlino, Maria Paola Rizzo – Paolmbara Sabina (RM), Elisabetta Cangelosi – Palermo, Roberto de Marchi – Vicenza, Giuseppina Macchia – Asti, Giulia Persico - …, Maria Chiara Bontempi - …, Francesca Arca, Marina Leonardi - …, Giorgia Parodi - …, Giorgia Lombardi - …, Alessandra Casu - …, Lucia Coppola - …, Ivana Baldi - …, Anna Bocchio – Asti, Simona Simonetti - …, Sonia Baino – Asti, Miriam Boi - …, Paola Angela Grillo – Asti, Irene Baldin – Asti, Alessandra Filippi - …, Cristina Mengozzi - …, Sofia Festa - …, Giuseppina Ramundo - …, Anna Cione - …, Innocenza Starace - …, Anna Maria Naddeo - …, Annarita La Penna - …, Giuseppina Fontanella - …, Emma di Girolamo - …, Silvana Bellone – Asti, Micaela Mazzoni - …, Laura Linda Di Nenno - …, Michaela Colletti - …, Antonella Antonelli - …, Paola Leonida – Asti, Monica Vitarelli – Asti, Elena Berta – Asti, Rosario Ragusa – Asti, Laura Morero – Asti, Laura Corradi – Rende (CS), Francesca De Vito – Roma, Antonella Galetta – S. Polo d’Enza (RE), Cristina Rinaldi – Roma, Arianna Petrocchi - Roma, Lucilla Giagnoni – Novara, Silvia Molè – Vercelli, Silvia Scarati – Vercelli, Daniela Falconi – Torino, Primavera Gozzi – Torino, Valentina Stimato – Torino, Francesca Traina – Palermo, Claudia La Franca – Palermo, Ida La Porta – Palermo, Angela Militello – Palermo – Bice Grillo – Palermo, Claudia Pedrotti – Palermo, Agata Schiera - Palermo, Gemma Infurnari – Palermo, Fausta Ferruzza – Palermo, Vita Margiotta – Palermo, Finella Giordano – Palermo, Maria Glorioso – Palermo, Chiara Martello – Torino, Marina Delle Piane – Asti, Anna Maria De Filippi – Palermo, Anna La Mattina – Palermo, Pina Mandolfo – Palermo, Assunta Lupo _ Palermo, Milena Gentile – Palermo, Stefania Macaluso – Palermo, Maria Antonietta Dioguardi – Palermo, Francesca Zoavo - Torino, Laura Orsucci – Genova, Elvira Rosa - Palermo, Elena Di Liberto – Palermo, Maria Albanese – Palermo, Patrizia Zanelli – Venezia, Simona Sforza – Milano, Paola Colombini – Milano, Angelica Vasile – Milano, Lucia Sessa – Milano, Francesca Colciaghi – Milano, Petronillo Poltran -  Milano, Giovanna Cinzia Fiorellini – Milano. Daniela Carrillo – Milano, Elisabetta Marzorati – Milano, Anna Mariggiò – Asti, Sara Londrillo – Asti, Magda Terrevoli – Bari, Anna Colombo – Viterbo, Maria Elena Menici – Pistoia, Michela Pereira – Pistoia, Elisabetta Rossi – Roma, Paola Masiello – Milano, Angela Perri – Roma, Rosa Amodei – Roma, Paola Paesano – Roma, Enrica Lomazzi – Roma, Laura Marcheselli – Firenze, Anna Rita De Camillis – Viterbo, Luigi Appodia – Roma, Anna Mainardi – Cellere (VT), Mariella Pasinati – Palermo, Maria D’Asaro - Palermo, Roberta Villa – Taranto, Grazia Maremonti – Taranto, Maria Teresa D’Amato – Taranto, Sara Laterza – Taranto, Maria Gravante – Taranto, Maria Lungu – Taranto, Monica Ferrari – Pistoia, Caterina Romeo – Chivasso (TO), Caterina Romeo - …, Viviana Garbagnoli – Torino, Ernesta Fusetti – Torino, Carla Negro – Torino. Augusta Casagrande - …, Enrica Guglielmotti - …, Laura Onofri – Torino, Sofia D'Agostino - Pinerolo – Torino, Laura Meli – Torino, Marilena Bertini - …, Paola Alessandri – Torino, Cecilia Tibaldi - Piossasco (TO), Lucia Centillo - …, Renata Campini – Torino, Tiziana Mastri - Rivoli (TO), Mariacristina Brunetti- Rivoli(TO), Mariel Vespa – Torino, Laura Ghersi - …, Paola Angela Stringa - …, Martina Olivero - Venaria a Reale (TO), Enrica Robioglio - …, Laura Stradella - …, Cinzia Iannetta - …, Maria Luisa Masturzo - …, Milena Colabella - Rivoli (TO), Paola Berzano – Torino, Mariangela Arimondo-  Collegno (TO), Maria Scalia - Rivoli (TO), Enrica Pazè - …, Angela Grimaldi - Caselle Torinese (TO), Clara Goria – Torino, Laila Wadia - Trieste, Martina Kafol - Trieste.

OPEN LETTER TO THE HEADS OF GOVERNMENT OF THE MAIN EUROPEAN COUNTRIES BORDERING THE MEDITERRANEAN

 

Subject: Emergencies require effective, immediate action that respects human dignity. Let us bring aid to Gaza by sea

 

“The Mediterranean, the cradle of our civilisation, is not just a sea, but a symbolic place where cultures have met and clashed, a place that has shaped our history.” 

So wrote Hannah Arendt in “The Origins of Totalitarianism”, she, the author of Vita Activa, who extolled birth as the possibility for humans to bring about change, to act. Faced with Europe's immobility, we wonder what remains of Mediterranean civilisation. 

The EU institutional leaders and the governments of European countries, bordering the same sea as the Gaza Strip, have taken no concrete measures to prevent the ongoing ethnic cleansing. In January 2024, the International Court of Justice adopted a binding decision ordering Israel to take all necessary measures to prevent acts of genocide and to ensure access to humanitarian aid in Gaza. This order has been violated with impunity by Israel, without any consequences, despite the fact that the Genocide Convention was ratified by that state in 1950. 

The same impunity has been tolerated with regard to various UN resolutions that have been violated, starting with Resolution 181 of 1947, which provided for the partition of Palestine into two states, one Arab and one Israeli.

When legal certainty fails, it legitimises an unacceptable normalisation of the tragic persecution of the weak by the strong. We women, citizens of what are still considered democracies, no longer tolerate the breakdown of the rule of law, nor do we accept being turned into powerless witnesses to daily crimes. 

We appeal to the Prime Ministers of Italy, France, Spain, and every other country bordering the Mediterranean to organise a “willing” sea expedition - possibly coordinated by the United Nations - to bring humanitarian aid to Gaza and offer temporary protection to civilians who need to be evacuated for health reasons.

It is unacceptable to drop aid by air in a territory reduced to a pile of rubble, where Israel has imposed a total blockade on the entry of aid since last March until, at the end of May, it arranged for an insufficient distribution of aid, entrusted to Israeli military personnel and U.S. contractors, who cause dozens of civilian casualties every day, killed in their desperate attempt to obtain a sack of flour. This is yet another affront to the human dignity of the Palestinian people, who have been subjected to atrocious suffering and endless retaliation since the tragic terrorist attack, carried out by Hama,s on 7 October 2023.

We do not believe that Israel can intercept the navies of EU countries with acts of piracy in a stretch of sea that does not belong to it. Bringing humanitarian aid to a population that is the victim of multiple genocidal practices - the most ferocious of which is the use of hunger and thirst as weapons of war - cannot be interpreted as a provocative act against Israel. It is, instead, the only way to intervene in a humanitarian emergency that is unprecedented in recent history.

What is the point of promising to recognise the State of Palestine in September, knowing that every day thousands of defenceless civilians, mostly children, are dying? How can politicians go on holiday, turning a blind eye and a deaf ear to such abhorrent crimes, which we witness daily on social media?

The recognition of the State of Palestine is a fundamental act that has been postponed for too long. But it risks remaining a symbolic act while the genocide and ecocide of Palestinian lands continue unabated. The international community must support a multilateral diplomatic process leading to the self-determination of that people. But the priorities now are different: large-scale humanitarian aid, saving lives, a ceasefire and the suspension of trade agreements and supplies of arms and ammunition to Israel.

Urgent coordinated intervention by the naval vessels of the main European countries, bordering the Mediterranean, to bring aid and relief would relieve the governments of those countries of the suspicion of complicity in genocide. The time for hypocritical statements of pity is over; it is time to act and show that a Mediterranean civilisation still exists.

Stop the genocide, free Palestine.       

 

4 August 2025

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Antonella TrocinoPromotore della petizioneSono Presidente dell'Associazione Beni Comuni Stefano Rodotà; faccio parte del Coordinamento Nazionale Ecofemm, della rete dei Costruttori di Pace e di vari gruppi ecologisti e di attivismo civico. Sono un'economista, con focus in finanza sostenibile

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