Porti a Motore Spento Meno fumi, meno rumore, più rispetto per il mare

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Raggiungiamo 100 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!
Firmatari recenti
Maurizio e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Il mare comincia anche dal porto.

Ogni giorno navi, barche da lavoro e imbarcazioni da diporto entrano nei porti, effettuano manovre e sostano in banchina utilizzando motori termici.

Questo significa emissioni, rumore, odore di carburante e possibili alterazioni della qualità delle acque proprio nei luoghi in cui il mare incontra le città, le persone e il turismo.

Per questo Frate Mare promuove la petizione nazionale:

Porti a Motore Spento
Chiediamo l’introduzione di una normativa nazionale graduale per ridurre l’utilizzo dei motori termici all’interno dei porti italiani.

Non chiediamo un cambiamento improvviso o irrealistico. Chiediamo regole chiare, tempi di adeguamento, incentivi e infrastrutture adeguate.

Cosa chiediamo
La normativa dovrà prevedere:

1. Motori a basse emissioni durante le manovre
Prevedere gradualmente l’uso di motori elettrici, sistemi ibridi in modalità elettrica o tecnologie equivalenti a basse emissioni durante l’ingresso, l’uscita e le manovre all’interno dei porti

2. Motori termici spenti in banchina
Chiediamo che, durante la permanenza in banchina, le imbarcazioni spengano i motori termici e utilizzino sistemi di alimentazione elettrica da terra o altre soluzioni tecniche adeguate, salvo esigenze di sicurezza o situazioni eccezionali.

3. Banchine progressivamente elettrificate
Un piano nazionale per estendere l’alimentazione elettrica da terra, affinché le imbarcazioni ormeggiate possano evitare di mantenere accesi motori o generatori di bordo.

4. Un “Bonus Cantiere Blu” per la riconversione e l’innovazione del sistema marittimo-portuale
Chiediamo l’introduzione di un sistema di incentivi destinato alla riconversione delle unità esistenti e alla progettazione di nuove unità marittime predisposte fin dall’origine per operare a basse emissioni nelle aree portuali.

Per le unità già in servizio, le misure dovranno sostenere il refitting, l’integrazione di sistemi elettrici destinati alle manovre e l’adozione di soluzioni ibride o equivalenti.

Per le nuove costruzioni, gli incentivi dovranno essere riconosciuti esclusivamente alle unità progettate per utilizzare modalità elettriche, ibride o tecnologie equivalenti a basse emissioni durante l’ingresso, l’uscita, le manovre e la permanenza nei porti.

Questa transizione potrà generare nuove opportunità per i cantieri e per l’intera filiera marittima: progettazione, installazione, manutenzione, ricerca, formazione professionale e sviluppo di nuove competenze.

Gli strumenti potranno comprendere contributi, crediti d’imposta, finanziamenti agevolati, garanzie pubbliche e premialità dedicate agli interventi di innovazione ambientale..

5. Regole proporzionate e tempi realistici
Un percorso differenziato in base alla tipologia e alle dimensioni delle imbarcazioni, alle caratteristiche dei porti e alle condizioni di sicurezza, con controlli adeguati e limitate eccezioni per emergenze o comprovate impossibilità tecniche.

L’Europa ha già tracciato una direzione
L’Unione Europea ha già avviato la transizione verso porti meno inquinanti.

Il Regolamento europeo FuelEU Maritime introduce, dal 2030, obblighi di utilizzo dell’alimentazione elettrica da terra o di tecnologie equivalenti a zero emissioni durante l’ormeggio per alcune grandi navi passeggeri e portacontainer.

Il Regolamento europeo AFIR stabilisce parallelamente obiettivi per rendere disponibili le infrastrutture elettriche necessarie nei principali porti della rete europea.

È un primo passo importante.

Ma la transizione non può riguardare soltanto le grandi navi e i grandi scali commerciali.

Chiediamo che questo principio venga sviluppato gradualmente anche nei porti turistici, nei marina, nelle attività portuali minori e nelle manovre quotidiane delle imbarcazioni.

link di riferimento : https://transport.ec.europa.eu/news-events/news/new-eu-rules-aiming-decarbonise-maritime-sector-take-effect-2025-01-10_en?utm_source=chatgpt.com

Una nuova opportunità per la Blue Economy
Un porto più pulito non è soltanto un beneficio per l’ambiente: può diventare il motore di una nuova economia del mare.

È una proposta per accompagnare l’intero sistema marittimo-portuale verso un futuro più sostenibile, moderno e competitivo.

La transizione verso porti più puliti può diventare un’opportunità concreta per l’economia del mare, generando nuove commesse, investimenti, ricerca, formazione professionale e occupazione qualificata.

La riconversione delle unità esistenti e la progettazione di nuove imbarcazioni dotate di sistemi elettrici, ibridi o di tecnologie equivalenti possono trasformare la tutela ambientale in una leva di innovazione e sviluppo.

Non chiediamo di rallentare le attività del mare.

Chiediamo di accompagnarle verso il futuro, valorizzando una Blue Economy capace di coniugare sostenibilità, crescita e competitività.

Il nostro impegno
Al raggiungimento di un numero significativo di firme, Frate Mare presenterà la petizione e un documento propositivo ai rappresentanti istituzionali e agli organismi competenti.

Attraverso il proprio rappresentante di interessi, l’associazione chiederà che il tema venga portato all’attenzione delle sedi parlamentari con gli strumenti più idonei.

Firma anche tu
Il mare non comincia al largo.

Comincia dalla banchina, dall’ingresso di un porto, da una manovra più silenziosa e da un motore che può finalmente essere spento.

Lasciamo respirare il mare, anche nei porti.
Firma e condividi la petizione.

Frate Mare
Custodi del Blu

www.fratemare.org

 

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Alessia LalliPromotore della petizione

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