Politica di Volo dei Droni nei Parchi più Equa: Riforma della Legge Quadro 394/1991

Il problema

Questa petizione nasce perché si rilevano  disuguaglianze create dalla Legge Quadro 394/1991 nella gestione dei permessi di volo dei droni nei parchi nazionali. È davvero spiacevole pensare che il Parco Nazionale del Gran Paradiso possa richiedere fino a 1300 euro al giorno per un permesso di volo, una cifra spropositata se confrontata con quella di altri parchi, come il Parco del Delta del Po, dove le tariffe sono più contenute e legate principalmente ai costi amministrativi. E ancora più inquietante è il fatto che gli elicotteri, che generano molto più rumore, ottengono l'autorizzazione mentre un piccolo drone non può volare.

La legge attuale causa vari problemi pratici:

1. Trattamento diseguale tra voli ricreativi e professionali
2. Tariffe eccessive e ingiustificabili tra i diversi parchi
3. Applicazione incoerente delle restrizioni tra droni ed elicotteri
4. Mancata considerazione della capacità di adattamento della fauna

 

Per affrontare questi problemi, si propone una riforma delle normative attuali che includa i seguenti punti:

 

 • Unificazione della normativa nazionale: È fondamentale che venga istituita una regolamentazione chiara e uniforme per l’uso dei droni nelle aree protette, garantendo così sia la tutela della fauna che il rispetto dei diritti dei piloti. Attualmente, ogni parco applica regole e tariffe diverse, creando una situazione di grande confusione e iniquità.

 

 • Semplificazione delle procedure di autorizzazione: Le procedure per ottenere permessi devono essere standardizzate e rese più accessibili, evitando oneri sproporzionati e barriere burocratiche insostenibili, soprattutto per i piloti che utilizzano i droni per scopi ricreativi e non commerciali.

 

 • Piattaforma unica di gestione delle richieste: Una soluzione efficace potrebbe essere la creazione di una piattaforma digitale unica, che consenta ai piloti di presentare richieste per il volo in aree protette. Questo sistema potrebbe smistare le richieste ai vari parchi o riserve, facilitando la gestione dei permessi e rendendo trasparente il numero di autorizzazioni rilasciate annualmente. La piattaforma potrebbe anche fornire informazioni chiare sui periodi di divieto totale di volo, legati a specifiche esigenze faunistiche.

 


Chiediamo la riforma della Legge Quadro 394/1991. Vogliamo che ENAC e Federparchi stabiliscano una politica di volo dei droni equa e chiara, con tariffe ragionevoli e rappresentative dei costi reali e una migliore considerazione della fauna ambientale. L'obiettivo è un regolamento equo che promuova l'accessibilità e protegga al contempo la fauna del parco.

Vi chiedo di firmare questa petizione per sostenere la riforma della Legge Quadro 394/1991 e promuovere una politica di volo dei droni più equa nei parchi nazionali italiani.

avatar of the starter
Giona GuidiPromotore della petizioneDj e Produttore Internazionale. Direttore Musicale eventi Emporio Armani. Pilota di Droni verificato ENAC

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Il problema

Questa petizione nasce perché si rilevano  disuguaglianze create dalla Legge Quadro 394/1991 nella gestione dei permessi di volo dei droni nei parchi nazionali. È davvero spiacevole pensare che il Parco Nazionale del Gran Paradiso possa richiedere fino a 1300 euro al giorno per un permesso di volo, una cifra spropositata se confrontata con quella di altri parchi, come il Parco del Delta del Po, dove le tariffe sono più contenute e legate principalmente ai costi amministrativi. E ancora più inquietante è il fatto che gli elicotteri, che generano molto più rumore, ottengono l'autorizzazione mentre un piccolo drone non può volare.

La legge attuale causa vari problemi pratici:

1. Trattamento diseguale tra voli ricreativi e professionali
2. Tariffe eccessive e ingiustificabili tra i diversi parchi
3. Applicazione incoerente delle restrizioni tra droni ed elicotteri
4. Mancata considerazione della capacità di adattamento della fauna

 

Per affrontare questi problemi, si propone una riforma delle normative attuali che includa i seguenti punti:

 

 • Unificazione della normativa nazionale: È fondamentale che venga istituita una regolamentazione chiara e uniforme per l’uso dei droni nelle aree protette, garantendo così sia la tutela della fauna che il rispetto dei diritti dei piloti. Attualmente, ogni parco applica regole e tariffe diverse, creando una situazione di grande confusione e iniquità.

 

 • Semplificazione delle procedure di autorizzazione: Le procedure per ottenere permessi devono essere standardizzate e rese più accessibili, evitando oneri sproporzionati e barriere burocratiche insostenibili, soprattutto per i piloti che utilizzano i droni per scopi ricreativi e non commerciali.

 

 • Piattaforma unica di gestione delle richieste: Una soluzione efficace potrebbe essere la creazione di una piattaforma digitale unica, che consenta ai piloti di presentare richieste per il volo in aree protette. Questo sistema potrebbe smistare le richieste ai vari parchi o riserve, facilitando la gestione dei permessi e rendendo trasparente il numero di autorizzazioni rilasciate annualmente. La piattaforma potrebbe anche fornire informazioni chiare sui periodi di divieto totale di volo, legati a specifiche esigenze faunistiche.

 


Chiediamo la riforma della Legge Quadro 394/1991. Vogliamo che ENAC e Federparchi stabiliscano una politica di volo dei droni equa e chiara, con tariffe ragionevoli e rappresentative dei costi reali e una migliore considerazione della fauna ambientale. L'obiettivo è un regolamento equo che promuova l'accessibilità e protegga al contempo la fauna del parco.

Vi chiedo di firmare questa petizione per sostenere la riforma della Legge Quadro 394/1991 e promuovere una politica di volo dei droni più equa nei parchi nazionali italiani.

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Giona GuidiPromotore della petizioneDj e Produttore Internazionale. Direttore Musicale eventi Emporio Armani. Pilota di Droni verificato ENAC
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Petizione creata in data 12 ottobre 2024