PLASTIC TAX: BASTA RINVII, LA SALUTE NON PUO’ ASPETTARE!

1317

Il problema

 

Rinviata otto volte dal 2020: chiediamo al Governo che entri in vigore il 1° gennaio 2027

La plastica dispersa nell’ambiente non scompare mai, si degrada lentamente e si frammenta in nano e microplastiche. Ogni anno circa 229.000 tonnellate di plastica finiscono nel Mar Mediterraneo, l’equivalente di oltre 500 container al giorno. Un fenomeno che compromette gli ecosistemi marini e, attraverso la catena alimentare, il nostro organismo. 

Le ultime ricerche scientifiche hanno rilevato microplastiche nel sangue umano, nel cervello, nella placenta, nel latte materno, nelle arterie e nel liquido seminale. Gli studi in corso stanno verificando i possibili effetti sulla salute, comprese eventuali connessioni con ictus, infertilità e alterazioni neurologiche.

Proteggere la nostra salute significa produrre e disperdere meno plastica, e uno degli strumenti a disposizione è la Plastic Tax.

 

LA PLASTIC TAX: COS’È E COME FUNZIONA

Si tratta di una tassa sulla plastica monouso prodotta con polimeri vergini (non riciclati), usata poi per la produzione di manufatti come gli imballaggi o altri oggetti usa e getta (es. bicchieri e stoviglie). Si applica a produttori, importatori e committenti di questi imballaggi, e non colpisce direttamente chi fa la spesa. Il suo scopo è semplice: rendere meno conveniente l’utilizzo di plastica nuova e più vantaggiosa quella riciclata, in maniera tale da disperderne e, indirettamente, produrne di meno.

In Italia è stata proposta nel 2020 e l’entrata in vigore è prevista il 1° gennaio 2027, ma finora è stata rinviata ben otto volte. E ogni rinvio ha un prezzo. 

Oggi usare plastica riciclata costa più che usare quella nuova. Così la plastica che separiamo nella raccolta differenziata non trova acquirenti e si accumula in capannoni e aree di stoccaggio. In questi depositi gli incendi sono aumentati in modo enorme, con fumi e residui che danneggiano l’ambiente e la salute di chi vive e lavora nei paraggi. 

 

IL PARADOSSO: PAGHIAMO GIÀ UNA “PLASTIC TAX”, MA ALL’EUROPA

Il paradosso è che dal 2021 l’Italia paga già una “Plastic Tax” europea, versando all’UE 800 euro per ogni tonnellata di imballaggi in plastica non riciclati, per un costo di circa un miliardo di euro l’anno a carico del bilancio dello Stato, quindi di tutti noi cittadini. Senza una Plastic Tax nazionale, tuttavia, le imprese non si sentono costrette a ridurre l’uso di plastica vergine e a investire nel riciclo.

Una Plastic Tax nazionale serve proprio a questo. Regno Unito e Spagna l’hanno già introdotta, altri Paesi come la Germania ne hanno definito la data di entrata in vigore. Introdurla anche in Italia significa allinearci alle migliori pratiche europee e dare valore a una filiera del riciclo che è già tra le più avanzate del continente. 

 

DICIAMO NO!

NO ai rinvii continui che rallentano la lotta all’inquinamento!

NO alla produzione di ulteriore plastica, che mette a rischio l'ambiente e la salute dell’uomo!

NO alla plastica che si accumula nei depositi, che può prendere fuoco e avvelenare l’aria!

La Plastic Tax è uno strumento che favorisce le imprese che hanno già scelto strade più sostenibili e incoraggiare tutte le altre a fare altrettanto.

 

FIRMA ORA: LA SALUTE NON PUÒ ASPETTARE!

Chiediamo al Governo e al Parlamento di garantire l'introduzione della Plastic Tax in Italia dal 1° gennaio 2027, senza ulteriori rinvii.

Firmare significa sostenere una scelta concreta per l'ambiente, la salute pubblica e il futuro del nostro Paese.

Più siamo, più forte sarà la nostra voce.

Firma e condividi: anche tu puoi fare la differenza!

avatar of the starter
Fondazione MarevivoPromotore della petizioneI am proud to be the Country Lead at Change.org Italy!

Voci dei sostenitori

Aggiornamenti sulla petizione