La questione è stata portata in seduta delle Commissioni congiunte Urbanistica e Ambiente, ed il confronto non è terminato.
Le scuole vicine alle antenne, si è scoperto, sono molte (anche se solo 2/3 così prossime come in questo caso specifico), segno che manca DA ANNI una regolamentazione efficace e cautelativa.
La pubblicizzazione dell'opera, cosa necessaria, è appurato, non è stata fatta in modo appropriato o comunque sufficiente ad informare i cittadini, e lo dimostra il fatto che nessuno sapeva niente fino all'inizio degli scavi, quando le persone preoccupate hanno cominciato a informarsi (e con fatica). E, giustamente, trattandosi di iter burocratico standard, fino all'arrivo della documentazione richiesta con accesso agli atti non si è potuto sapere nulla di specifico. Intanto però sono scaduti i termini di legge per chiedere spiegazioni, informarsi, partecipare.....
Ci sono aperture, da parte del Comune, a redarre il piano delle antenne come strumento di tutela, ma assolutamente non a prendere provvedimenti immediati.
Attendiamo Arpat per porre domande e avere chiarimenti.
Attendiamo di concludere il dialogo con l'Amministrazione Comunale, sperando si possa trovare una soluzione che porti a rivalutare il posizionamento di quest'antenna considerato il fatto che ancora non si hanno prove della non nocività a lungo termine di questa tecnologia, estendendo i criteri di cautela alle altre presenti in localizzazioni critiche.
Ben lontani dal frenare il progresso tecnologico e dire NO alle antenne a prescindere, ben venga il miglioramento delle infrastrutture e delle reti, ma col principio di cautela, e non sulla pelle dei cittadini, bambini in particolare.