

Piscina comunale Casoria: rimborsate gli abbonamenti pagati, tutelate i nostri istruttori
Il problema
La piscina di Casoria ha chiuso: utenti senza rimborso, istruttori senza lavoro e senza tutele. Firma per chiedere garanzie nel nuovo affidamento.
La piscina comunale di Casoria non è solo un luogo dove si va a nuotare. È un punto di riferimento per la salute e la socialità non solo di Casoria, ma di tutto il territorio circostante: utenti e famiglie da Casoria e dai comuni limitrofi hanno scelto questo impianto come punto di riferimento sportivo, con sacrifici, considerandolo una seconda casa e un luogo di incontro, benessere e crescita personale.
La chiusura della struttura, a seguito della decadenza dell'affidamento alla società che la gestiva, è un danno enorme per l'intero territorio. Oggi a pagare il prezzo più alto sono i cittadini e lo staff dell'impianto.
Come utenti e famiglie, chiediamo giustizia e trasparenza su due fronti fondamentali.
1. LA TUTELA DEGLI UTENTI
Centinaia di utenti hanno pagato abbonamenti oggi sospesi, mentre gli istruttori sono rimasti senza lavoro dopo la chiusura della piscina di Casoria. Chiediamo rimborsi per chi ha pagato e garanzie per lo staff, sia in fase di valutazione delle offerte sia nella successiva stipula del contratto con il nuovo gestore.
I corsi sono sospesi e i nostri soldi sono bloccati. La vecchia gestione parla di attività "congelate fino a settembre", ma poiché il suo affidamento è decaduto e non sarà lei a riaprire l'impianto, questa promessa rischia di rivelarsi priva di seguito concreto.
Non accetteremo un rimpallo di responsabilità: chi ha pagato per un servizio pubblico ha diritto a riceverlo, o a vedere il proprio credito riconosciuto e tutelato nel passaggio di gestione.
2. LA DIGNITÀ E IL FUTURO DEI COLLABORATORI
Dietro la piscina ci sono persone reali: istruttori che hanno dedicato anni di lavoro e passione, costruendo un rapporto di fiducia con centinaia di utenti e famiglie. Non sono un dettaglio sostituibile: sono loro, con la loro competenza e dedizione, ad aver fidelizzato l'utenza nel tempo. Molti utenti non si sono iscritti "alla piscina" in astratto, ma a un corso con un determinato istruttore, di cui si fidano e a cui affidano sé stessi o i propri figli. Perdere questo personale significa, con ogni probabilità, perdere anche gli utenti che lo seguono — un danno che ricadrebbe sia sui lavoratori sia sulla continuità stessa del servizio.
Da un giorno all'altro questi professionisti si sono ritrovati senza attività, senza tutela e senza continuità economica. A questa drammatica situazione si aggiunge il fatto che i collaboratori non hanno ricevuto le ultime spettanze e avanzano stipendi arretrati per il lavoro già svolto. È un danno sociale enorme che una struttura di proprietà del Comune veda disperdersi così il proprio patrimonio umano. Il Comune di Casoria, in quanto proprietario dell'immobile e responsabile politico della gestione pubblica, ha il dovere di intervenire. Lo sport è un diritto, e chi lavora per la comunità va protetto.
CHIEDIAMO ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CASORIA, IN OGNI FASE UTILE DELLA PROCEDURA — DALLA VALUTAZIONE DELLE OFFERTE ALLA STIPULA DEL CONTRATTO CON IL NUOVO GESTORE:
L'attivazione di un protocollo di tutela degli utenti, affinché d'intesa con la società subentrante sia garantito a tutti i vecchi abbonati il recupero dei mesi già pagati e non goduti, senza alcun obbligo di rinnovo, estensione del contratto o pagamento di nuove quote di iscrizione e assicurative per il periodo del recupero. Gli strumenti individuati (subentro del nuovo gestore con riconoscimento del credito sia per i residenti che per gli utenti dei comuni limitrofi, eventuali compensazioni sul canone di concessione, fondo di garanzia per rimborsi diretti monetari, o altra soluzione equivalente) dovranno permettere a ogni utente di fruire del solo servizio già pagato o di ottenerne il rimborso economico diretto, lasciando la piena libertà di interrompere la frequenza senza costi aggiuntivi.
L'impegno per la salvaguardia del personale, vincolando l'avvio delle attività a settembre a una concertazione con la nuova società volta a valorizzare le professionalità storiche dell'impianto.
A tal fine, chiediamo esplicitamente al Comune di inserire nel nuovo capitolato di gara una clausola sociale vincolante (come previsto dall'art. 57 del Codice dei Contratti Pubblici) per garantire la stabilità occupazionale e la continuità lavorativa di tutti gli istruttori e dello staff della vecchia gestione. Chiediamo che il Comune favorisca l'assorbimento e la contrattualizzazione regolare di quegli istruttori e collaboratori tecnici che autocertifichino la propria attività continuativa negli ultimi 12 mesi, garantendo così alla nuova gestione un bacino di utenza fedele e sicuro fin dal primo giorno.
La verifica di eventuali garanzie contrattuali: qualora la precedente gestione abbia versato cauzioni o fideiussioni a garanzia del contratto, chiediamo che il Comune ne subordini lo svincolo alla verifica della regolarità delle spettanze economiche nei confronti del personale che ha prestato servizio nell'impianto.
Insieme possiamo fare la differenza. Questa non è una battaglia solo di Casoria: riguarda tutti gli utenti e le famiglie dei comuni limitrofi che hanno scelto questo impianto come punto di riferimento sportivo. Chiediamo il sostegno di tutto il territorio per questa battaglia di civiltà.
NOTA PER CHI FIRMA: la tua firma da sola è già fondamentale per questa battaglia. Raccoglieremo inoltre, in forma aggregata e senza pubblicare nomi, le testimonianze di chi vuole confermare il legame con lo staff storico dell'impianto — un dato concreto da portare davanti al Comune e al nuovo gestore, nel rispetto della privacy di tutti. Fate sentire la vostra voce!
Non spegniamo lo sport. Firma questa petizione per sostenere i diritti degli utenti e la continuità di tutto lo staff tecnico che ha dato tanto alla nostra comunità.
Grazie per la tua firma: ogni nome in più è una voce che il Comune non potrà ignorare. Condividi ora questa petizione con chi conosci — famiglie, amici, vicini di casa: più siamo, prima riavremo la nostra piscina e i nostri istruttori!

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Il problema
La piscina di Casoria ha chiuso: utenti senza rimborso, istruttori senza lavoro e senza tutele. Firma per chiedere garanzie nel nuovo affidamento.
La piscina comunale di Casoria non è solo un luogo dove si va a nuotare. È un punto di riferimento per la salute e la socialità non solo di Casoria, ma di tutto il territorio circostante: utenti e famiglie da Casoria e dai comuni limitrofi hanno scelto questo impianto come punto di riferimento sportivo, con sacrifici, considerandolo una seconda casa e un luogo di incontro, benessere e crescita personale.
La chiusura della struttura, a seguito della decadenza dell'affidamento alla società che la gestiva, è un danno enorme per l'intero territorio. Oggi a pagare il prezzo più alto sono i cittadini e lo staff dell'impianto.
Come utenti e famiglie, chiediamo giustizia e trasparenza su due fronti fondamentali.
1. LA TUTELA DEGLI UTENTI
Centinaia di utenti hanno pagato abbonamenti oggi sospesi, mentre gli istruttori sono rimasti senza lavoro dopo la chiusura della piscina di Casoria. Chiediamo rimborsi per chi ha pagato e garanzie per lo staff, sia in fase di valutazione delle offerte sia nella successiva stipula del contratto con il nuovo gestore.
I corsi sono sospesi e i nostri soldi sono bloccati. La vecchia gestione parla di attività "congelate fino a settembre", ma poiché il suo affidamento è decaduto e non sarà lei a riaprire l'impianto, questa promessa rischia di rivelarsi priva di seguito concreto.
Non accetteremo un rimpallo di responsabilità: chi ha pagato per un servizio pubblico ha diritto a riceverlo, o a vedere il proprio credito riconosciuto e tutelato nel passaggio di gestione.
2. LA DIGNITÀ E IL FUTURO DEI COLLABORATORI
Dietro la piscina ci sono persone reali: istruttori che hanno dedicato anni di lavoro e passione, costruendo un rapporto di fiducia con centinaia di utenti e famiglie. Non sono un dettaglio sostituibile: sono loro, con la loro competenza e dedizione, ad aver fidelizzato l'utenza nel tempo. Molti utenti non si sono iscritti "alla piscina" in astratto, ma a un corso con un determinato istruttore, di cui si fidano e a cui affidano sé stessi o i propri figli. Perdere questo personale significa, con ogni probabilità, perdere anche gli utenti che lo seguono — un danno che ricadrebbe sia sui lavoratori sia sulla continuità stessa del servizio.
Da un giorno all'altro questi professionisti si sono ritrovati senza attività, senza tutela e senza continuità economica. A questa drammatica situazione si aggiunge il fatto che i collaboratori non hanno ricevuto le ultime spettanze e avanzano stipendi arretrati per il lavoro già svolto. È un danno sociale enorme che una struttura di proprietà del Comune veda disperdersi così il proprio patrimonio umano. Il Comune di Casoria, in quanto proprietario dell'immobile e responsabile politico della gestione pubblica, ha il dovere di intervenire. Lo sport è un diritto, e chi lavora per la comunità va protetto.
CHIEDIAMO ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CASORIA, IN OGNI FASE UTILE DELLA PROCEDURA — DALLA VALUTAZIONE DELLE OFFERTE ALLA STIPULA DEL CONTRATTO CON IL NUOVO GESTORE:
L'attivazione di un protocollo di tutela degli utenti, affinché d'intesa con la società subentrante sia garantito a tutti i vecchi abbonati il recupero dei mesi già pagati e non goduti, senza alcun obbligo di rinnovo, estensione del contratto o pagamento di nuove quote di iscrizione e assicurative per il periodo del recupero. Gli strumenti individuati (subentro del nuovo gestore con riconoscimento del credito sia per i residenti che per gli utenti dei comuni limitrofi, eventuali compensazioni sul canone di concessione, fondo di garanzia per rimborsi diretti monetari, o altra soluzione equivalente) dovranno permettere a ogni utente di fruire del solo servizio già pagato o di ottenerne il rimborso economico diretto, lasciando la piena libertà di interrompere la frequenza senza costi aggiuntivi.
L'impegno per la salvaguardia del personale, vincolando l'avvio delle attività a settembre a una concertazione con la nuova società volta a valorizzare le professionalità storiche dell'impianto.
A tal fine, chiediamo esplicitamente al Comune di inserire nel nuovo capitolato di gara una clausola sociale vincolante (come previsto dall'art. 57 del Codice dei Contratti Pubblici) per garantire la stabilità occupazionale e la continuità lavorativa di tutti gli istruttori e dello staff della vecchia gestione. Chiediamo che il Comune favorisca l'assorbimento e la contrattualizzazione regolare di quegli istruttori e collaboratori tecnici che autocertifichino la propria attività continuativa negli ultimi 12 mesi, garantendo così alla nuova gestione un bacino di utenza fedele e sicuro fin dal primo giorno.
La verifica di eventuali garanzie contrattuali: qualora la precedente gestione abbia versato cauzioni o fideiussioni a garanzia del contratto, chiediamo che il Comune ne subordini lo svincolo alla verifica della regolarità delle spettanze economiche nei confronti del personale che ha prestato servizio nell'impianto.
Insieme possiamo fare la differenza. Questa non è una battaglia solo di Casoria: riguarda tutti gli utenti e le famiglie dei comuni limitrofi che hanno scelto questo impianto come punto di riferimento sportivo. Chiediamo il sostegno di tutto il territorio per questa battaglia di civiltà.
NOTA PER CHI FIRMA: la tua firma da sola è già fondamentale per questa battaglia. Raccoglieremo inoltre, in forma aggregata e senza pubblicare nomi, le testimonianze di chi vuole confermare il legame con lo staff storico dell'impianto — un dato concreto da portare davanti al Comune e al nuovo gestore, nel rispetto della privacy di tutti. Fate sentire la vostra voce!
Non spegniamo lo sport. Firma questa petizione per sostenere i diritti degli utenti e la continuità di tutto lo staff tecnico che ha dato tanto alla nostra comunità.
Grazie per la tua firma: ogni nome in più è una voce che il Comune non potrà ignorare. Condividi ora questa petizione con chi conosci — famiglie, amici, vicini di casa: più siamo, prima riavremo la nostra piscina e i nostri istruttori!

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Petizione creata in data 21 luglio 2026