Noi siamo Liberi e Uguali - adesione di militanti ed elettori

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Mai come in questo momento, nella lunga storia della sinistra, si è assistito ad un così grande, profondo e continuo distacco tra i vertici e i propri militanti.

I gruppi dirigenti dei partiti che hanno promosso la costituzione di Liberi e Uguali, non hanno saputo leggere e interpretare il disagio sociale sempre crescente, così come non hanno avuto la capacità di dialogare con quella parte del mondo sociale che pure segnalava le diseguaglianze esistenti nella società, né con la propria base, che al contrario, generosamente, sovente senza mezzi, sostegno e organizzazione, ha difeso e conquistato una propria presenza nei territori.

È sempre più evidente che a fronte della crisi perdurante nel nostro paese, economica e di prospettive, ma anche politica, sociale, culturale e morale, che ha determinato un graduale peggioramento nelle condizioni di vita delle persone, la sinistra ha lasciato che a rispondere fossero altri, mentre nel Paese cresceva il bisogno di maggiori tutele, dei diritti, delle conquiste sociali, talvolta anche dei bisogni primari, legati alla mancanza di lavoro, o alla qualità del lavoro, sempre più precario. Mentre montava una narrazione della questione migratoria descritta come minaccia e continuavano ad aggravarsi le condizioni di invivibilità nelle nostre città.

Laddove sono cresciute le diseguaglianze sociali, è aumentato il divario tra la grande maggioranza e i pochi ricchi che concentrano nelle proprie mani la stragrande maggioranza delle risorse.

La sinistra nel suo complesso non c’era e per questo ha perso. La crescita di forze diverse, dal Movimento 5S alla Lega, è anche legato a quest’assenza.

Dobbiamo allora riprendere il cammino interrotto e provare a riaprire il dialogo tra noi, con il popolo che siamo e quello che vogliamo rappresentare.

Il paradosso di questa fase è che proprio oggi, che è percepito il bisogno di un soggetto politico di sinistra in grado di porsi a difesa e ampliamento dei diritti, mai come ora sotto attacco, che c’è bisogno di progettare una visione diversa del mondo, assistiamo, invece, ad una sempre maggiore disgregazione delle forze che alla sinistra si richiamano.

Eppure nella società sono presenti e vivono tante esperienze e realtà, associazioni, comitati, di impegno civico e civile, di “disobbedienza”, dall’esperienza di Riace alle mille iniziative di attivismo, volontariato e solidarietà, che provano a intervenire nella società, a modificarla. Queste tante esperienze, però, restano prevalentemente isolate. Senza un riferimento non riescono a costruire una massa critica diffusa e propulsiva.

Questo poteva e doveva essere Liberi e Uguali: il tentativo di dare una casa nuova, plurale, unitaria, inclusiva, aperta, alle molte anime della sinistra. Si è detto uniamoci, e facciamo delle differenze, che pure esistono, una ricchezza: questo l’obiettivo, questo l’impegno.

Il percorso non poteva, dunque, che passare attraverso lo scioglimento delle singole sigle per dare il via ad una vitale contaminazione.

Invece, alle dichiarazioni di “apertura” sono seguiti veti, al riferimento al “pluralismo” seguiva una conta interna. Non aver dato corso immediato allo scioglimento, ha di fatto soffocato il dibattito rispetto a differenze già note prima delle elezioni del 4 marzo e che richiamate oggi, non rappresentano altro che un alibi per non andare avanti.

In questo quadro si conferma con tutta evidenza la necessità di superare gli angusti steccati in cui i tatticismi dei vertici hanno rinchiuso la propria base, la necessità di avere coraggio, di mettersi in gioco, di abbandonare la difesa di rendite di posizione, la necessità che si proceda con coerenza di pensiero e azione, coscienti che sarà un percorso lungo e accidentato, e che inevitabilmente andrà incontro a sconfitte e inciampi. È un percorso necessario.

La discussione sulla collocazione europea di LeU, ovviamente necessaria, appare al momento fuorviante, soprattutto se si premettono ragioni di carattere elettorale a scelte programmatiche. E, soprattutto, in assenza del soggetto politico che ne avvii la discussione.

Noi, comitati promotori territoriali, insieme ai tanti singoli simpatizzanti, così detti “autoconvocati”, siamo legittimati a costruire questa ed altre iniziative, perché coerenti con il progetto ed il percorso proposto e condiviso in occasione dell’Assemblea Nazionale del 26 maggio 2018.

Nell’ambito di tale percorso, si inserisce il coraggioso sforzo del Presidente Grasso e del Manifesto proposto, al cui spirito e sentimento sentiamo di appartenere.

Si pone al di fuori dal percorso, invece, chi non agisce secondo gli impegni assunti e fa appelli di adesione al percorso che puntualmente ostacola ponendo veti incrociati, anche se, l’iniziativa promossa dai comitati di base il 20 ottobre scorso, ha prodotto un'accelerazione degli eventi.

È legittimo non riconoscersi più nel percorso pensato per LeU, ma non è accettabile impedire che tale percorso si articoli e si sviluppi. Auspichiamo, anzi, il contributo di quanti avevano guardato al percorso di LeU con interesse e che si sono allontanati perché faticavano a riconoscervisi.

A questi lunghi mesi di attesa vogliamo dare una svolta, questa svolta è un’assemblea nazionale dove tracciare un percorso costituente, dove crescano le risposte utili per i problemi delle persone; dove costruire un’opposizione popolare al governo di destra, alle sue politiche economiche e sociali.

Condividiamo quindi con tutte le compagne e i compagni una modalità aperta per proseguire il percorso intrapreso e costituire il soggetto politico di sinistra di cui viviamo l'urgenza.

                                       Noi siamo Liberi e Uguali

In data 20 ottobre, a Roma, i presenti hanno costituito il Coordinamento nazionale provvisorio dei Comitati promotori territoriali di Liberi e Uguali, con adesione individuale e collettiva, che oggi, 3 novembre, in assemblea plenaria, si strutturano in un organismo rappresentativo di tutte le realtà, che coordini tutte le attività e le iniziative politiche, da qui, alla nascita del nuovo soggetto politico.

Il Coordinamento, con l'ordine del giorno "Noi siamo Liberi e Uguali"

                                                         Chiede

1)   Al Presidente Grasso, nella sua qualità di rappresentante politico di Liberi e Uguali, nonché figura di garanzia di tutti i militanti ed elettori che hanno riposto la loro fiducia al nostro simbolo e alle nostre liste elettorali, e alla luce delle decisioni prese da Possibile, Sinistra Italiana, e MdP, di assumere a sé la decisione di procedere ad avviare il processo costituente a suo tempo annunciato, nelle forme e nei metodi che verranno decisi insieme ai protagonisti di questa nuova fase politica;

2)   Al Presidente Grasso di intervenire sui soggetti sottoscrittori, affinché, nell’arco di poche settimane, liberino il simbolo per restituirlo nelle mani dei suoi elettori;

3)   Al Presidente Grasso, affinché, in caso di risposta negativa da parte di uno o più contraenti, proceda a registrare un nuovo simbolo che faccia esplicito riferimento a Liberi e Uguali, al fine di permettere a tutti noi, di procedere ad avviare la fase costituente del nuovo soggetto politico senza ulteriori ritardi e ripensamenti dell’ultima ora;

4)  Ai soggetti politici organizzati che intendono far parte del processo costituente, a partire dai contenuti del Manifesto di Liberi e Uguali diffuso il 12 ottobre, di sciogliere le rispettive organizzazioni all’avvio del processo stesso.

                                          Impegna i propri comitati

·    A promuovere in ogni dove, comuni, province e, ove possibile, regioni, la costituzione di comitati promotori su base territoriale;

·    A promuovere, attraverso il contributo dei comitati promotori territoriali, spazi e momenti di discussione nel merito delle questioni proposte dal Manifesto di Liberi e Uguali, "Un partito. Di sinistra", diffuso il 12 ottobre dal Presidente Grasso, al quale va riconosciuto il merito di aver riaperto ancora una volta lo spazio per un confronto plurale, partecipato e democratico;

·    A chiedere al Comitato promotore nazionale di condividere l'interezza del lavoro svolto, di cui il Manifesto sappiamo essere una sintesi;

·    A riaprire le adesioni al processo costituente a partire dal suddetto Manifesto.

                                                       Convoca

per sabato 24 novembre, a Roma, L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA BASE DI LIBERI E UGUALI per L’AVVIO DEL PROCESSO COSTITUENTE DEL NUOVO SOGGETTO POLITICO, concordandone tempi, valori e modalità di costruzione.

I Comitati territoriali aderenti alla data del 3 novembre:

Roma Nord, Saronno, Catania, Torino, Viterbo, Provinciale Firenze, Siena, Futuro Prossimo Napoli, Provinciale Varese, Roma VII Municipio, Roma VIII Municipio, Roma IX Municipio, Mugello (FI), Bagno a Ripoli (FI), Milano Comitato Metropolitano, Reinventare la Sinistra, Val di Non-Val di Sole (TN), Castelli Romani (RM), Pisa, Val d’Arno (PI), Valdera (PI), Alta Val di Cecina (PI), Sabina (RI), Monopoli (BA), Reggio Emilia, Massa Carrara, CoraggioDaLeU.

Si attendono, inoltre, altre adesioni da parte dei Comitati che si stanno attualmente costituendo in altri territori.

Oltre ai comitati promotori locali  hanno aderito individualmente:

  1. Mario Michelangeli (Fiano Romano - RM)
  2. Fernanda Antonini (Monterotondo - RM)
  3. Catia Iannuccelli (Fiano Romano - RM)
  4. Antonella Pancaldi (Monterotondo - RM)
  5. Dario Liotta (Saronno - VA)
  6. Leo Micali (Catania)
  7. Maurizio Cosenza (Torino)
  8. Patrizia Berlenghini (Viterbo)
  9. Christian Scorsi (Viterbo)
  10. Andrea Amici (Viterbo)
  11. Lionello Fittante (Roma)
  12. Fabio Vander (Roma)
  13. Guido Carotti (Vicchio - FI)
  14. Gianco Zueneli (Trento)
  15. Emanuela Benvenuti (Trento)
  16. Francesco Dei (Bagno a Ripoli - FI)
  17. Luca Biagi Mazzoni (Firenze)
  18. Filippo Fossati (Firenze)
  19. Michele Spagnoli (Poggio Mirteto)
  20. Michele Cardulli (Roma)
  21. Flavia Leuci (Roma)
  22. Guido Marinelli (Roma)
  23. Fabio Sacco (Roma)
  24. Valentina Borzì (Catania)
  25. Giuseppe Castelli (Catania)
  26. Tuccio Cutugno (Catania)
  27. Guglielmo Califano (Pisa)
  28. Lorenzo Colombini (Pisa)
  29. Marco Comandini (Marino - RM)
  30. Rahel Sereke (Milano)
  31. Antonio Pandolfi (Milano)
  32. Sandra Gesualdi (Firenze)
  33. Marcello Pianigiani (Siena)
  34. Cecilia Carmassi (Lucca)
  35. Francesca Cardelli (Arezzo)
  36. Anna Starita (Napoli)
  37. Lorenzo Fattori (Napoli)
  38. Giampietro Taglietti (Varese)
  39. Salvatore Vita (Varese)
  40. Vincenzo Pizzolo (Firenze)
  41. Silvia Bonanini (Genova)
  42. Silvia Prodi (Reggio Emilia)
  43. Mario Spagnoli (Roma)
  44. Fabio Perrone (Roma)
  45. Alessandro Notargiovanni (Roma)
  46. Giuseppe Brogi (Arezzo)
  47. David Tozzo (Roma)
  48. Fabio Ranieri (Monterotondo - RM)
  49. Domenico Sainato (Monterotondo - RM)
  50. Ottorino Ferilli (Fiano Romano - RM)
  51. Marco Caglioni (Bergamo)
  52. Francesco Mazzucotelli (Bergamo)

 



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