Pianura Padana: basta respirare veleno. Vogliamo un piano serio contro le polveri sottili.


Pianura Padana: basta respirare veleno. Vogliamo un piano serio contro le polveri sottili.
Il problema
La Pianura Padana è una delle aree con la qualità dell'aria peggiore d'Europa. Le polveri sottili — PM10 e PM2.5 — non sono solo un dato tecnico: sono la causa di migliaia di morti premature ogni anno, di malattie respiratorie croniche, tumori polmonari e patologie cardiovascolari. Le respiriamo ogni giorno, invisibili, senza che quasi nessuno ne risponda davvero.
Questo non è un problema naturale. È il risultato di scelte politiche rinviate da decenni.
Cosa chiediamo
1. Un piano d'azione interregionale vincolante
Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna devono coordinarsi con un piano comune, misurabile e con scadenze precise. L'aria non conosce confini amministrativi: non possono farlo nemmeno le politiche.
2. Obiettivi numerici chiari e verificabili
Vogliamo target annuali di riduzione delle emissioni — con dati pubblici, aggiornati e accessibili a tutti i cittadini — non dichiarazioni di intenti senza conseguenze.
3. Interventi seri sul settore agricolo e zootecnico
Gli allevamenti intensivi sono responsabili di oltre il 50% del particolato secondario nella Pianura Padana, attraverso le emissioni di ammoniaca. Chiediamo obbligo di spandimento iniettato dei liquami, incentivi alla digestione anaerobica e una moratoria su nuovi allevamenti intensivi nelle aree più critiche.
4. Accelerazione della transizione nei trasporti e nel riscaldamento
Più trasporto pubblico, più incentivi reali per veicoli elettrici, eliminazione progressiva delle stufe a legna nelle aree urbane e investimenti nell'efficienza energetica degli edifici.
5. Dibattito pubblico trasparente
I cittadini hanno diritto a un'informazione chiara, basata su dati scientifici. Chiediamo che media, istituzioni e mondo della ricerca collaborino per rendere questo tema centrale nell'agenda politica — non solo durante le emergenze invernali.
Perché firmare ora
La nuova direttiva europea sulla qualità dell'aria fissa limiti più severi entro il 2030. L'Italia rischia procedure di infrazione e, soprattutto, rischia di continuare a sacrificare la salute di milioni di persone per inerzia politica.
Ogni firma è un segnale: la salute pubblica non è negoziabile.
Firma questa petizione. Condividila. Fallo respirare a chi ancora non sa.
Questa petizione è rivolta alle Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.
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Il problema
La Pianura Padana è una delle aree con la qualità dell'aria peggiore d'Europa. Le polveri sottili — PM10 e PM2.5 — non sono solo un dato tecnico: sono la causa di migliaia di morti premature ogni anno, di malattie respiratorie croniche, tumori polmonari e patologie cardiovascolari. Le respiriamo ogni giorno, invisibili, senza che quasi nessuno ne risponda davvero.
Questo non è un problema naturale. È il risultato di scelte politiche rinviate da decenni.
Cosa chiediamo
1. Un piano d'azione interregionale vincolante
Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna devono coordinarsi con un piano comune, misurabile e con scadenze precise. L'aria non conosce confini amministrativi: non possono farlo nemmeno le politiche.
2. Obiettivi numerici chiari e verificabili
Vogliamo target annuali di riduzione delle emissioni — con dati pubblici, aggiornati e accessibili a tutti i cittadini — non dichiarazioni di intenti senza conseguenze.
3. Interventi seri sul settore agricolo e zootecnico
Gli allevamenti intensivi sono responsabili di oltre il 50% del particolato secondario nella Pianura Padana, attraverso le emissioni di ammoniaca. Chiediamo obbligo di spandimento iniettato dei liquami, incentivi alla digestione anaerobica e una moratoria su nuovi allevamenti intensivi nelle aree più critiche.
4. Accelerazione della transizione nei trasporti e nel riscaldamento
Più trasporto pubblico, più incentivi reali per veicoli elettrici, eliminazione progressiva delle stufe a legna nelle aree urbane e investimenti nell'efficienza energetica degli edifici.
5. Dibattito pubblico trasparente
I cittadini hanno diritto a un'informazione chiara, basata su dati scientifici. Chiediamo che media, istituzioni e mondo della ricerca collaborino per rendere questo tema centrale nell'agenda politica — non solo durante le emergenze invernali.
Perché firmare ora
La nuova direttiva europea sulla qualità dell'aria fissa limiti più severi entro il 2030. L'Italia rischia procedure di infrazione e, soprattutto, rischia di continuare a sacrificare la salute di milioni di persone per inerzia politica.
Ogni firma è un segnale: la salute pubblica non è negoziabile.
Firma questa petizione. Condividila. Fallo respirare a chi ancora non sa.
Questa petizione è rivolta alle Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.
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I decisori
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Petizione creata in data 11 marzo 2026