PETIZIONE POPOLARE PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL PONTE DI CAPRIATE – TREZZO


PETIZIONE POPOLARE PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL PONTE DI CAPRIATE – TREZZO
Il problema
Un ponte non deve diventare un confine tra la vita e la morte!
Noi cittadine e cittadini,
CHIEDIAMO un intervento urgente per la messa in sicurezza del ponte situato tra Capriate San Gervasio e Trezzo sull’Adda, tristemente noto come luogo in cui, quasi ogni anno, una persona perde la vita gettandosi nel vuoto.
Questa situazione, purtroppo ricorrente, non può più essere ignorata. In molte città italiane e del mondo, l’installazione di barriere di protezione, reti anti-scavalcamento o dissuasori trasparenti ha dimostrato di essere un efficace strumento di prevenzione del suicidio.
Sappiamo che il suicidio può assumere molte forme, ma gettarsi da un ponte rappresenta una modalità tragicamente “a portata di mano”, soprattutto in uno stato di profondo sconforto mentale. È un gesto che può avvenire d’impulso, in pochi istanti, e in quei momenti il contesto può fare la differenza tra la vita e la morte.
Non è un caso se alcuni ponti nel mondo vengono identificati come “ponti dei suicidi”: luoghi che, per la loro accessibilità e altezza, diventano nel tempo teatro di molti atti estremi. Ma il suicidio non è sempre il frutto di una volontà lucida e determinata. Spesso è l’esito tragico di una crisi passeggera, di un momento di buio che, se intercettato o semplicemente rallentato, può non ripetersi.
In questo senso, rimuovere o mettere in sicurezza i luoghi a rischio – come questo ponte – non è affatto inutile: può salvare vite, perché può impedire quell’atto impulsivo. È un gesto semplice ma concreto. Non risolve tutto, ma è un tassello fondamentale.
Non basta “accorgersene prima”. Serve anche un contesto che riduca il rischio, che aiuti chi sta male a trovare tempo, spazio e magari una voce che li possa fermare. Lo testimoniano molte persone che sono state tratte in salvo da un tentato suicidio e che, col senno di poi, raccontano come un ostacolo in più, una barriera, una presenza, avrebbero potuto fare la differenza.
Chiediamo quindi che gli enti preposti avviino con urgenza:
- Un sopralluogo tecnico, per valutare la pericolosità del ponte e le possibili soluzioni.
- L’installazione di barriere o reti anti-suicidi, che impediscano gesti estremi o cadute accidentali.
- Un piano di monitoraggio e sensibilizzazione, in collaborazione con associazioni del territorio e i servizi socio-sanitari competenti.
Ogni vita salvata è una vittoria della comunità.
Non possiamo più accettare che un luogo pubblico diventi teatro di un dolore evitabile.
Fermiamo questo silenzioso stillicidio con un gesto semplice ma concreto: proteggere con barriere un ponte, per proteggere le persone.
Dopo aver firmato, ricordati di confermare la firma via mail: senza conferma, la tua adesione non sarà valida!

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Il problema
Un ponte non deve diventare un confine tra la vita e la morte!
Noi cittadine e cittadini,
CHIEDIAMO un intervento urgente per la messa in sicurezza del ponte situato tra Capriate San Gervasio e Trezzo sull’Adda, tristemente noto come luogo in cui, quasi ogni anno, una persona perde la vita gettandosi nel vuoto.
Questa situazione, purtroppo ricorrente, non può più essere ignorata. In molte città italiane e del mondo, l’installazione di barriere di protezione, reti anti-scavalcamento o dissuasori trasparenti ha dimostrato di essere un efficace strumento di prevenzione del suicidio.
Sappiamo che il suicidio può assumere molte forme, ma gettarsi da un ponte rappresenta una modalità tragicamente “a portata di mano”, soprattutto in uno stato di profondo sconforto mentale. È un gesto che può avvenire d’impulso, in pochi istanti, e in quei momenti il contesto può fare la differenza tra la vita e la morte.
Non è un caso se alcuni ponti nel mondo vengono identificati come “ponti dei suicidi”: luoghi che, per la loro accessibilità e altezza, diventano nel tempo teatro di molti atti estremi. Ma il suicidio non è sempre il frutto di una volontà lucida e determinata. Spesso è l’esito tragico di una crisi passeggera, di un momento di buio che, se intercettato o semplicemente rallentato, può non ripetersi.
In questo senso, rimuovere o mettere in sicurezza i luoghi a rischio – come questo ponte – non è affatto inutile: può salvare vite, perché può impedire quell’atto impulsivo. È un gesto semplice ma concreto. Non risolve tutto, ma è un tassello fondamentale.
Non basta “accorgersene prima”. Serve anche un contesto che riduca il rischio, che aiuti chi sta male a trovare tempo, spazio e magari una voce che li possa fermare. Lo testimoniano molte persone che sono state tratte in salvo da un tentato suicidio e che, col senno di poi, raccontano come un ostacolo in più, una barriera, una presenza, avrebbero potuto fare la differenza.
Chiediamo quindi che gli enti preposti avviino con urgenza:
- Un sopralluogo tecnico, per valutare la pericolosità del ponte e le possibili soluzioni.
- L’installazione di barriere o reti anti-suicidi, che impediscano gesti estremi o cadute accidentali.
- Un piano di monitoraggio e sensibilizzazione, in collaborazione con associazioni del territorio e i servizi socio-sanitari competenti.
Ogni vita salvata è una vittoria della comunità.
Non possiamo più accettare che un luogo pubblico diventi teatro di un dolore evitabile.
Fermiamo questo silenzioso stillicidio con un gesto semplice ma concreto: proteggere con barriere un ponte, per proteggere le persone.
Dopo aver firmato, ricordati di confermare la firma via mail: senza conferma, la tua adesione non sarà valida!

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I decisori
Voci dei sostenitori
Petizione creata in data 16 giugno 2025