

Petizione per la revisione delle norme eolico solare per proteggere i paesaggi italiani


Petizione per la revisione delle norme eolico solare per proteggere i paesaggi italiani
Il problema
Vivo in una regione che fa del paesaggio il suo punto di forza. La bellezza naturale e il fascino dei nostri territori sono attrazioni che non solo riempiono i nostri occhi e i nostri cuori, ma sostengono anche l'economia locale grazie al turismo. Tuttavia la normativa vigente consente che sia dichiarata la pubblica utilità dei terreni per l'installazione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici (agrovoltaico). L'Europa ne impone l'installazione perché si raggiunga un certo numero di GigaWatt entro il 2030 per ottemperare alla politically correct transizione green sfruttando i fondi PNRR. Mentre sostengo la transizione verso energie rinnovabili, credo sia necessario trovare un equilibrio tra la salvaguardia del nostro patrimonio paesaggistico e lo sviluppo di energie sostenibili.
Anziché installare impianti di pale eoliche, si sollecita la soluzione alternativa proposta dall’istituto ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ovvero installare i pannelli fotovoltaici su tettoie di stabilimenti industriali tetti di palazzi, aree dismesse, aree industriali aeroportuali e autostradali, parcheggi ecc. L'istituto ISPRA dimostra che si possono raggiungere i Gigawatt richiesti dall’Unione Europea per il 2030 senza andare a distruggere suolo e senza installare impianti di pale eoliche. Questa soluzione accontenterebbe tutti: cittadini, sindaci, Regioni, Governo ed Unione Europea.
Questo non solo preserva i nostri magnifici paesaggi terrestri e marini, ma utilizza anche spazi già costruiti che spesso restano inutilizzati o sottoutilizzati. Tale scelta non comprometterebbe l'estetica dei paesaggi, che sono parte integrante della nostra identità culturale e storica. I nostri territori non sono solo appezzamenti di terra, sono patrimoni culturali e naturali che contribuiscono alla nostra identità e prosperità economica.
La petizione popolare è volta alla rapida modifica di una normativa erronea che minaccia il nostro territorio. Ritengo che sia fondamentale che la popolazione abbia voce in capitolo su una questione che riguarda il futuro del nostro ambiente e la nostra cultura.
Peraltro è la stessa Carta Costituzionale che all'articolo 9 recita testualmente:
""La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.""
Invito tutti coloro che condividono queste preoccupazioni a firmare questa petizione, non come atto di opposizione alla sostenibilità ma come espressione del desiderio di proteggere ciò che rende unica la nostra regione. Ogni firma rappresenta un passo verso una solida proposta che bilancia innovazione e identità locale. Sostieni questa causa e aiutaci a preservare la bellezza del nostro paese. Firma la petizione oggi stesso.

2011
Il problema
Vivo in una regione che fa del paesaggio il suo punto di forza. La bellezza naturale e il fascino dei nostri territori sono attrazioni che non solo riempiono i nostri occhi e i nostri cuori, ma sostengono anche l'economia locale grazie al turismo. Tuttavia la normativa vigente consente che sia dichiarata la pubblica utilità dei terreni per l'installazione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici (agrovoltaico). L'Europa ne impone l'installazione perché si raggiunga un certo numero di GigaWatt entro il 2030 per ottemperare alla politically correct transizione green sfruttando i fondi PNRR. Mentre sostengo la transizione verso energie rinnovabili, credo sia necessario trovare un equilibrio tra la salvaguardia del nostro patrimonio paesaggistico e lo sviluppo di energie sostenibili.
Anziché installare impianti di pale eoliche, si sollecita la soluzione alternativa proposta dall’istituto ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ovvero installare i pannelli fotovoltaici su tettoie di stabilimenti industriali tetti di palazzi, aree dismesse, aree industriali aeroportuali e autostradali, parcheggi ecc. L'istituto ISPRA dimostra che si possono raggiungere i Gigawatt richiesti dall’Unione Europea per il 2030 senza andare a distruggere suolo e senza installare impianti di pale eoliche. Questa soluzione accontenterebbe tutti: cittadini, sindaci, Regioni, Governo ed Unione Europea.
Questo non solo preserva i nostri magnifici paesaggi terrestri e marini, ma utilizza anche spazi già costruiti che spesso restano inutilizzati o sottoutilizzati. Tale scelta non comprometterebbe l'estetica dei paesaggi, che sono parte integrante della nostra identità culturale e storica. I nostri territori non sono solo appezzamenti di terra, sono patrimoni culturali e naturali che contribuiscono alla nostra identità e prosperità economica.
La petizione popolare è volta alla rapida modifica di una normativa erronea che minaccia il nostro territorio. Ritengo che sia fondamentale che la popolazione abbia voce in capitolo su una questione che riguarda il futuro del nostro ambiente e la nostra cultura.
Peraltro è la stessa Carta Costituzionale che all'articolo 9 recita testualmente:
""La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.""
Invito tutti coloro che condividono queste preoccupazioni a firmare questa petizione, non come atto di opposizione alla sostenibilità ma come espressione del desiderio di proteggere ciò che rende unica la nostra regione. Ogni firma rappresenta un passo verso una solida proposta che bilancia innovazione e identità locale. Sostieni questa causa e aiutaci a preservare la bellezza del nostro paese. Firma la petizione oggi stesso.

2011
I decisori

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Petizione creata in data 14 agosto 2025


