PETIZIONE PER LA DIGNITÀ DEL LAVORO NEI SERVIZI PUBBLICI


PETIZIONE PER LA DIGNITÀ DEL LAVORO NEI SERVIZI PUBBLICI
Il problema
CHI GARANTISCE I SERVIZI PUBBLICI NON DEVE ESSERE UN LAVORATORE DI SERIE B: BASTA APPALTI AL RIBASSO!
Per una riforma giusta dei servizi essenziali
Chi ogni giorno lavora nelle Asl ,ospedali, scuole, tribunali, musei e servizi sociali, lavora spesso in appalto, con meno diritti e meno tutele. Secondo recenti studi, oltre il 40% dei lavoratori nei servizi pubblici in appalto percepisce stipendi inferiori rispetto ai colleghi assunti direttamente dalla Pubblica Amministrazione. È ora di cambiare rotta.
Dietro la qualità dei servizi pubblici c’è il lavoro di migliaia di persone in appalto: lavoratrici e lavoratori spesso invisibili, che svolgono mansioni fondamentali ma ricevono salari più bassi, hanno contratti precari e nessuna prospettiva di stabilità. Questo sistema penalizza chi lavora e mette a rischio la qualità dei servizi per tutti i cittadini.
Ogni giorno, milioni di cittadini si affidano a servizi pubblici essenziali: asl,ospedali, scuole, tribunali, musei, servizi sociali. Tuttavia, molti di questi servizi sono affidati a ditte esterne, dove lavorano persone che, nonostante svolgano ruoli indispensabili e spesso a contatto diretto con il pubblico, sono trattate in modo profondamente ingiusto.
Secondo recenti indagini, oltre il 40% dei lavoratori nei servizi pubblici in appalto percepisce stipendi inferiori rispetto ai colleghi assunti direttamente dalla Pubblica Amministrazione. In molti casi, questi lavoratori cambiano datore ogni pochi anni, perdendo anzianità e continuità, e spesso sono esclusi da bonus e premi riconosciuti al personale interno.
Queste persone, pur svolgendo le stesse mansioni dei colleghi pubblici, subiscono:
• contratti più deboli e a termine
• stipendi più bassi (fino al 30% in meno in alcuni settori)
• tutele previdenziali e sanitarie ridotte
• assenza di stabilità e prospettive di crescita
Stesso lavoro, diritti diversi: una realtà inaccettabile.
Questo non è un caso isolato, ma il risultato di un sistema che privilegia il risparmio a scapito della dignità del lavoro. Gli appalti al ribasso generano precarietà e sfiducia, colpendo non solo i lavoratori ma anche la qualità dei servizi di cui tutti beneficiamo.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: personale demotivato, turnover elevato, perdita di competenze, minore qualità e continuità nei servizi pubblici.
Cosa chiediamo
1. Contratti dignitosi per chi lavora negli appalti pubblici
Tutte le lavoratrici e i lavoratori devono avere contratti adeguati alle mansioni svolte, con retribuzioni e tutele in linea con il personale assunto direttamente dalla Pubblica Amministrazione.
2. Stesso lavoro, stessi diritti e stesso salario
Non è ammissibile che chi svolge le stesse mansioni sia trattato con disparità: chiediamo la piena equiparazione dei diritti e delle condizioni economiche.
3. Stop agli appalti al massimo ribasso
Il sistema degli appalti deve essere riformato per garantire qualità, trasparenza e tutela effettiva del lavoro, superando la logica del risparmio a tutti i costi.
La soluzione concreta: internalizzare i servizi
Riportare i servizi all’interno della Pubblica Amministrazione significa garantire:
✔ più stabilità e sicurezza per chi lavora
✔ servizi di migliore qualità per i cittadini
✔ meno sprechi e maggiore responsabilità nella gestione delle risorse
Chiediamo al Governo e agli enti locali di avviare un piano graduale di internalizzazione, garantendo la transizione dei lavoratori attualmente in appalto verso contratti diretti e stabili. Questo percorso dovrà essere accompagnato da misure di formazione e tutela per assicurare la continuità occupazionale e il riconoscimento delle competenze maturate negli anni.
Perché firmare
Questa non è solo la battaglia di chi lavora in appalto, ma una questione che riguarda tutti noi: se il lavoro è precario, anche i servizi diventano precari. Sostenere questa petizione significa chiedere servizi pubblici migliori, più giusti e più efficienti.
Un servizio pubblico di qualità nasce da lavoro stabile, dignitoso e riconosciuto. La tua firma può fare la differenza.
Firma anche tu
Ogni firma è un passo verso un sistema più equo e trasparente, dove la dignità del lavoro è la priorità e i servizi pubblici sono davvero al servizio della collettività.

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Il problema
CHI GARANTISCE I SERVIZI PUBBLICI NON DEVE ESSERE UN LAVORATORE DI SERIE B: BASTA APPALTI AL RIBASSO!
Per una riforma giusta dei servizi essenziali
Chi ogni giorno lavora nelle Asl ,ospedali, scuole, tribunali, musei e servizi sociali, lavora spesso in appalto, con meno diritti e meno tutele. Secondo recenti studi, oltre il 40% dei lavoratori nei servizi pubblici in appalto percepisce stipendi inferiori rispetto ai colleghi assunti direttamente dalla Pubblica Amministrazione. È ora di cambiare rotta.
Dietro la qualità dei servizi pubblici c’è il lavoro di migliaia di persone in appalto: lavoratrici e lavoratori spesso invisibili, che svolgono mansioni fondamentali ma ricevono salari più bassi, hanno contratti precari e nessuna prospettiva di stabilità. Questo sistema penalizza chi lavora e mette a rischio la qualità dei servizi per tutti i cittadini.
Ogni giorno, milioni di cittadini si affidano a servizi pubblici essenziali: asl,ospedali, scuole, tribunali, musei, servizi sociali. Tuttavia, molti di questi servizi sono affidati a ditte esterne, dove lavorano persone che, nonostante svolgano ruoli indispensabili e spesso a contatto diretto con il pubblico, sono trattate in modo profondamente ingiusto.
Secondo recenti indagini, oltre il 40% dei lavoratori nei servizi pubblici in appalto percepisce stipendi inferiori rispetto ai colleghi assunti direttamente dalla Pubblica Amministrazione. In molti casi, questi lavoratori cambiano datore ogni pochi anni, perdendo anzianità e continuità, e spesso sono esclusi da bonus e premi riconosciuti al personale interno.
Queste persone, pur svolgendo le stesse mansioni dei colleghi pubblici, subiscono:
• contratti più deboli e a termine
• stipendi più bassi (fino al 30% in meno in alcuni settori)
• tutele previdenziali e sanitarie ridotte
• assenza di stabilità e prospettive di crescita
Stesso lavoro, diritti diversi: una realtà inaccettabile.
Questo non è un caso isolato, ma il risultato di un sistema che privilegia il risparmio a scapito della dignità del lavoro. Gli appalti al ribasso generano precarietà e sfiducia, colpendo non solo i lavoratori ma anche la qualità dei servizi di cui tutti beneficiamo.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: personale demotivato, turnover elevato, perdita di competenze, minore qualità e continuità nei servizi pubblici.
Cosa chiediamo
1. Contratti dignitosi per chi lavora negli appalti pubblici
Tutte le lavoratrici e i lavoratori devono avere contratti adeguati alle mansioni svolte, con retribuzioni e tutele in linea con il personale assunto direttamente dalla Pubblica Amministrazione.
2. Stesso lavoro, stessi diritti e stesso salario
Non è ammissibile che chi svolge le stesse mansioni sia trattato con disparità: chiediamo la piena equiparazione dei diritti e delle condizioni economiche.
3. Stop agli appalti al massimo ribasso
Il sistema degli appalti deve essere riformato per garantire qualità, trasparenza e tutela effettiva del lavoro, superando la logica del risparmio a tutti i costi.
La soluzione concreta: internalizzare i servizi
Riportare i servizi all’interno della Pubblica Amministrazione significa garantire:
✔ più stabilità e sicurezza per chi lavora
✔ servizi di migliore qualità per i cittadini
✔ meno sprechi e maggiore responsabilità nella gestione delle risorse
Chiediamo al Governo e agli enti locali di avviare un piano graduale di internalizzazione, garantendo la transizione dei lavoratori attualmente in appalto verso contratti diretti e stabili. Questo percorso dovrà essere accompagnato da misure di formazione e tutela per assicurare la continuità occupazionale e il riconoscimento delle competenze maturate negli anni.
Perché firmare
Questa non è solo la battaglia di chi lavora in appalto, ma una questione che riguarda tutti noi: se il lavoro è precario, anche i servizi diventano precari. Sostenere questa petizione significa chiedere servizi pubblici migliori, più giusti e più efficienti.
Un servizio pubblico di qualità nasce da lavoro stabile, dignitoso e riconosciuto. La tua firma può fare la differenza.
Firma anche tu
Ogni firma è un passo verso un sistema più equo e trasparente, dove la dignità del lavoro è la priorità e i servizi pubblici sono davvero al servizio della collettività.

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Voci dei sostenitori
Petizione creata in data 2 aprile 2026

